Questo allarme sull’infertilità maschile che compare nei media parte da un’osservazione diversa nel documento dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano sul testosterone

In breve

  • Il testosterone diminuisce gradualmente con l'età senza interrompere la spermatogenesi.
  • Fumo, alcol, droghe, dieta scorretta, sedentarietà e esposizioni ambientali sono fattori di rischio modificabili per la dispermia.
  • Controlli andrologici regolari, spermiogramma alla maggiore età e autopalpazione mensile sono misure preventive raccomandate.

Infertilità maschile e invecchiamento presentano effetti più sfumati rispetto alla fertilità femminile, secondo il testo fornito dal Fertility Center dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Il documento spiega che il testosterone continua a essere prodotto dall’organismo con l’avanzare dell’età, ma subisce una diminuzione graduale che non interrompe la produzione di spermatozoi. Questa riduzione graduale si traduce in una diminuzione della quantità e della qualità degli spermatozoi. Il testo attribuisce la diminuzione della qualità spermatica sia al calo dei livelli di testosterone sia a una serie di condizioni andrologiche.

Fattori di rischio modificabili, elencati dal dottor Luciano Negri

Il documento elenca i principali fattori di rischio modificabili associati alla dispermia, definita come la condizione in cui il liquido seminale non è adeguato per la fecondazione a causa di problemi di concentrazione, morfologia e motilità degli spermatozoi. Tra questi fattori il testo cita la dipendenza dal fumo di sigaretta e l’uso di droghe. Viene indicato l’abuso di alcol come altro fattore di rischio, con effetto diretto sulla funzione testicolare e sulla produzione di testosterone e spermatozoi.

Il testo include l’alimentazione non equilibrata e lo stile di vita eccessivamente sedentario tra i fattori che possono compromettere la fertilità maschile. È inoltre menzionata l’eccessiva attività fisica come possibile causa di alterazioni della qualità seminale. L’esposizione a radiazioni, inquinamento e a sostanze interferenti, come gli idrocarburi e i derivati delle plastiche, figura tra i rischi rilevanti per la produzione di liquido seminale.

Patologie correlate e raccomandazioni cliniche dopo i 40 anni

Il testo indica che le infezioni sessualmente trasmesse rappresentano la causa più comune di infertilità maschile e cita specificamente il papilloma virus, la sifilide, la clamidia e la gonorrea. Tra le patologie urogenitali elencate figurano il varicocele, malformazioni genitali, epididimiti e orchiti, criptorchidismo, torsione del funicolo spermatico, prostatiti e ipertrofia prostatica. Vengono anche citate disfunzioni ormonali, malattie genetiche e obesità come cause possibili di infertilità.

Il testo raccomanda controlli andrologici o urologici regolari, con particolare attenzione a partire dai 40 anni. Per i giovani si suggerisce l’esecuzione di controlli precoci per individuare problemi e adottare misure preventive tempestive. Il documento raccomanda inoltre che anche i pazienti senza sintomi evidenti eseguano visite periodiche.

Il testo segnala i sintomi che richiedono attenzione immediata: per le infezioni sessualmente trasmesse, i campanelli d’allarme includono dolori pelvici, bruciore o dolore durante la minzione, secrezioni anomale e piaghe sui genitali, nell’area rettale o nell’area orale. Per il varicocele il segnale principale indicato è il gonfiore nella zona testicolare, con possibile diversa dimensione del testicolo interessato rispetto all’altro. Il documento specifica che prestare attenzione a questi segni può consentire diagnosi tempestive e trattamenti appropriati.

Misure preventive pratiche consigliate dall’IRCCS Istituto Clinico Humanitas

Il testo elenca una serie di comportamenti preventivi: controllare lo spermiogramma al momento della maggiore età. È raccomandata l’autopalpazione mensile dei testicoli come metodo per contribuire alla prevenzione del tumore testicolare. Viene consigliato di evitare fumo e sostanze stupefacenti, che possono influenzare negativamente la fertilità.

Il documento invita a ridurre il consumo di alcol, specificando che gli alcolici possono ridurre la produzione di testosterone e spermatozoi. Tra le raccomandazioni figura seguire una dieta sana, poiché sovrappeso e obesità possono causare un calo del testosterone e alterare gli ormoni che regolano la fertilità maschile. L’uso del preservativo è indicato come protezione contro le infezioni sessualmente trasmesse.

Il testo sottolinea l’importanza di curare l’igiene genitale per prevenire le infezioni e di gestire lo stress, poiché gli ormoni dello stress possono influenzare la produzione di spermatozoi e i livelli di testosterone. Infine viene consigliato di indossare abiti comodi evitando indumenti troppo stretti che aumentino la temperatura locale dei testicoli, preferendo biancheria intima in cotone che offra adeguato sostegno.

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