Erbazzone reggiano ricetta tradizionale per un sapore autentico

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Luca Bianchi

L’erbazzone reggiano è un vero simbolo della cucina emiliana, una torta salata che racchiude tradizione, sapori genuini e la bontà delle materie prime del territorio.

Questo tortino, perfetto per chi ama i piatti rustici ma raffinati, unisce in modo unico la croccantezza della sua sfoglia a un ripieno ricco e profumato di bietole, parmigiano e pancetta. Oltre a essere una pietanza da gustare in ogni occasione conviviale, racconta la storia e la cultura delle campagne di Reggio Emilia, dove pochi ingredienti semplici vengono trasformati in un capolavoro culinario. Scoprire i segreti della sua preparazione significa immergersi in un viaggio gustativo e culturale unico.

Radici profonde della tradizione emiliana: come è nato l’erbazzone reggiano

L’erbazzone reggiano nasce come un piatto contadino grazie alla capacità di valorizzare ciò che l’orto offriva, specialmente le bietole, la cui parte bianca veniva chiamata in dialetto locale “scarpe”, da cui il nome originale “scarpasòt”. Questa torta salata fu concepita per unire semplicità a sapore intenso, utilizzando pochi ingredienti poveri ma di qualità come strutto, farina, cipollotti e un tocco di parmigiano.

Questa pietanza si è trasformata nel tempo da prodotto esclusivamente locale a emblema della cucina emiliana, al punto da essere inclusa tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). Le campagne di Reggio Emilia, ricche di terra fertile, hanno visto nascere e conservare questo piatto dal XVII secolo, mantenendo inalterata la ricetta originale che parla di convivialità, lavoro nei campi e sapori autentici.

La sua diffusione non è stata mai relegata al solo ambito domestico: fine anni Novanta e oltre, l’erbazzone è sbarcato sulle tavole delle trattorie e panetterie locali, diventando un appuntamento fisso per chi visita la regione o per chi desidera un assaggio genuino delle tradizioni emiliane. Lo stretto legame con il territorio è evidente anche nella scelta delle materie prime, che devono essere rigorosamente di origine locale per conferire al tortino quel gusto inconfondibile.

Nel 2026, grazie all’interesse crescente verso cibi sostenibili e legati al territorio, l’erbazzone ha visto una riscoperta importante, con chef e appassionati che reinterpretano senza snaturarlo questa ricetta tradizionale, confermandone il valore aggiunto sulla scena gastronomica nazionale e internazionale.

Questa storia testimonia come l’erbazzone reggiano non sia semplicemente un piatto, ma un legame tra passato e presente, tra famiglia, lavoro e cultura emiliana, in cui il significato autentico del cibo si fonde con la capacità di raccontare un territorio.

Ingredienti selezionati e utensili essenziali per una preparazione perfetta

Per ottenere un erbazzone reggiano che sprigioni un sapere autentico, è essenziale partire da ingredienti di alta qualità e utilizzare gli utensili giusti. La sua preparazione artigianale richiede precisione e attenzione, partendo dalla sfoglia croccante fino al ripieno ricco e aromatico.

Gli ingredienti fondamentali per la sfoglia includono 600 g di farina 00, ideale per una consistenza leggera e elastica, 50 g di strutto, che dona friabilità e sapore, insieme a 50 g di olio extravergine di oliva e 50 g di burro. A completare il tutto, 175 g di acqua fredda e 7 g di sale fino aiutano a legare l’impasto e a garantire un risultato equilibrato.

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Nel ripieno dominano le bietole verdi, freschissime e rigorosamente strizzate per evitare un effetto acquoso. Oltre a 1 kg di bietole, la ricetta prevede 100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato, indispensabile per donare sapidità e il caratteristico aroma umami. Le uova (due), insieme a 100 g di pancetta affumicata, alleviano i sapori rustici e bilanciano la consistenza del ripieno. A completare, l’aglio e il cipollotto conferiscono quella base aromatica che rende l’erbazzone indimenticabile, accompagnati da sale, pepe e noce moscata per dare profondità e calore.

Per quanto riguarda gli strumenti, una spianatoia e un mattarello sono indispensabili per stendere la pasta in modo uniforme. Inoltre, una ciotola capiente aiuta a mescolare il ripieno efficacemente, mentre una teglia rettangolare o rotonda – tipica delle forme tradizionali – è perfetta per la cottura in forno.

La scelta degli ingredienti, soprattutto del Parmigiano Reggiano DOP, fa la differenza: deve essere grattugiato al momento per mantenere intatto il profumo e il sapore. Le bietole dovranno essere selezionate con cura per essere croccanti e non amare troppo, caratteristica che si armonizza perfettamente con la dolcezza della pancetta affumicata.

Riprodurre questo equilibrio tra ingredienti e utensili è la chiave per un erbazzone reggiano dalla sfoglia saporita e friabile che racchiude un cuore morbido e gustoso.

Procedimento dettagliato: tutti i passaggi per un risultato impeccabile

La preparazione dell’erbazzone tradizionale richiede un’attenzione particolare, poiché ogni dettaglio contribuisce a una perfetta armonia di sapori e consistenze. Il cuore della ricetta è un perfetto equilibrio tra la croccantezza della sfoglia e la morbidezza del ripieno di bietole e formaggio.

Innanzitutto si lavora l’impasto della sfoglia: la farina viene mescolata con lo strutto, il burro e l’olio, il tutto legato dall’acqua fredda e dal sale. È fondamentale impastare il minimo indispensabile per non sviluppare troppo il glutine, ottenendo così una pasta elastica ma friabile dopo la cottura. Dopo aver formato un panetto omogeneo, lo si lascia riposare coperto in frigorifero per almeno 30 minuti, una fase chiave affinché la pasta si rilassi e diventi più facile da lavorare.

Intanto si procede con il ripieno. Le bietole vengono lessate in acqua salata, quindi scolate e strizzate con forza per eliminare ogni residuo di acqua che potrebbe compromettere la sfoglia. Dopo averle tritate al coltello grossolanamente, si soffriggono con aglio, cipollotto e la pancetta a cubetti. Questo passaggio è cruciale: le verdure si insaporiscono e si asciugano ulteriormente, permettendo al gusto di svilupparsi in maniera più intensa.

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A questo punto il composto di bietole va amalgamato con le uova e il parmigiano, regolato di sale, pepe e una generosa grattugiata di noce moscata. Assaggiare il ripieno è fondamentale per assicurarsi che sia equilibrato e saporito.

Per l’assemblaggio si divide l’impasto in due: la prima parte si stende con il mattarello e si dispone nella teglia, a seguire il ripieno viene distribuito uniformemente e infine si copre con il secondo disco di pasta. I bordi vanno sigillati con cura per evitare fuoriuscite e la superficie bucherellata con una forchetta permette al vapore di uscire.

La cottura in forno statico a 180°C dura circa 40 minuti, il tempo necessario affinché l’erbazzone diventi dorato e la sfoglia risulti croccante senza seccarsi.

Questi passaggi, se seguiti con precisione, garantiscono un risultato che profuma di casa e tradizione, capace di trasformare pochi ingredienti semplici in un tortino indimenticabile.

Consigli esperti e varianti per personalizzare l’erbazzone senza perdere autenticità

Nonostante la ricetta classica dell’erbazzone reggiano sia ben definita, la tradizione culinaria sacra a questa torta salata permette qualche sfumatura, purché non venga compromesso il carattere autentico del piatto. Oggi più che mai, gli appassionati di cucina sperimentano varianti che mantengono inalterato il sapere autentico tipico della cucina emiliana.

Uno dei suggerimenti più utili riguarda la qualità del ripieno: molte famiglie emiliane sostituiscono la pancetta con una versione vegetariana a base solamente di bietole e cipollotti, ottenendo così un tortino più leggero ma comunque ricco di sapore. In alternativa si può usare un mix di bietole e spinaci, anche se è importante sottolineare che le bietole conferiscono quel leggero sapore amarognolo che lo rende diverso e originale.

Alcuni chef aggiungono una piccola quantità di ricotta fresca per rendere il ripieno più cremoso e vellutato, mentre altri preferiscono arricchirlo con cubetti di formaggio stagionato per esaltare ulteriormente la nota sapida.

Per la sfoglia, una variante interessante consiste nell’uso esclusivo di burro al posto dello strutto per un sapore più delicato, ma ciò comporta sacrificare una parte della friabilità originale. Per chi vuole un tocco più contemporaneo, è possibile preparare l’erbazzone come monoporzione, usando piccole teglie o stampi da muffin, perfetti per buffet o aperitivi.

Infine un consiglio molto apprezzato è quello di ripassare brevemente le bietole in padella con un filo d’olio e un pizzico di peperoncino: questo piccolo gesto, tramandato da generazioni, permette di asciugare ulteriormente il ripieno e di aggiungere un aroma che arricchisce tutto il tortino.

Questi consigli mostrano come l’erbazzone possa mantenere la sua essenza tradizionale lasciando al tempo stesso spazio alla fantasia e alle necessità moderne, senza mai perdere il rispetto per le radici di questa specialità reggiana.

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Abbinamenti gastronomici e preferenze enologiche per esaltare l’erbazzone reggiano

Un banchetto emiliano non può prescindere dall’abbinamento perfetto tra piatti e bevande. L’erbazzone reggiano, con la sua ricca farcia a base di bietole, parmigiano e pancetta, si sposa egregiamente con vini tipici del territorio e con piatti complementari che ne esaltano il carattere rustico.

Il vino ideale per accompagnare questo tortino è senza dubbio il Lambrusco Reggiano DOC, le cui bollicine leggere e la freschezza bilanciano la sapidità del parmigiano e il gusto deciso della pancetta affumicata. Questo abbinamento esprime appieno il carattere gioioso e conviviale della cucina emiliana. Anche un rosso giovane e fruttato può essere una valida alternativa, purché non sovrasti i sapori del piatto.

In termini di gastronomia, l’erbazzone può essere servito come antipasto o come secondo piatto leggero, accompagnato da salumi tipici come la Mortadella Bologna IGP o da un piatto di gnocco fritto. Questi contorni rievocano tutta la tradizione emiliana e aiutano a completare un pranzo o una cena dal sapore autentico.

Per chi ama le proposte più sfiziose, accompagnare l’erbazzone con un’insalata fresca dal gusto deciso, come radicchio o rucola, può creare contrasti gradevoli e rinfrescanti. Le diverse consistenze tra la croccantezza della sfoglia e la morbidezza del ripieno offrono un’esperienza degustativa equilibrata e appagante.

AbbinamentiDescrizionePerché funziona
Lambrusco Reggiano DOCVino spumante rosso della zona di Reggio EmiliaLa freschezza e le bollicine bilanciano la sapidità e la grassezza del ripieno
Mortadella Bologna IGPTipico salume emiliano, morbido e aromaticoArmonizza con la morbidezza dell’erbazzone e ne esalta il gusto rustico
Gnocco frittoPasta fritta tipica, croccante all’esterno e soffice dentroOffre un contrasto di texture e completa il profilo gustativo
Insalata di radicchioVerdura dal gusto amarognolo e decisoFornisce freschezza e contrasta la dolcezza delle bietole
Vino rosso giovaneVino con profumi fruttati e leggeri tanniniAggiunge complessità senza sovrastare i sapori del piatto

Questi abbinamenti, calibrati con cura, valorizzano ogni boccone di erbazzone, trasformando un semplice piatto contadino in un’esperienza gastronomica completa. Non resta che scegliere le combinazioni che meglio si adattano ai propri gusti e sperimentare nuove combinazioni per scoprire ogni volta nuove sfumature di questa prelibatezza.

Posso sostituire le bietole con gli spinaci?

Sì, si possono usare spinaci freschi al posto delle bietole, ma il sapore sarà leggermente diverso. Le bietole danno un carattere amarognolo tipico che gli spinaci non replicano completamente.

È possibile preparare l’erbazzone senza strutto?

Sì, si può utilizzare burro o solo olio extravergine di oliva, anche se lo strutto rimane fondamentale per ottenere la croccantezza tradizionale della sfoglia.

Come si conserva l’erbazzone cotto?

L’erbazzone si conserva in frigorifero per 2-3 giorni. Si può riscaldare in forno per recuperare la croccantezza o consumarlo a temperatura ambiente, mantenendo tutto il sapore.

L’erbazzone si può congelare?

Sì, è possibile congelare l’erbazzone, sia crudo che cotto, soprattutto se porzionato. Congelarlo permette di gustarlo in un secondo momento mantenendo buona parte del sapore e della consistenza.

Quanto tempo dura la cottura dell’erbazzone?

La cottura tipica è di circa 40-50 minuti in forno statico a 180°C, fino a quando la sfoglia risulta dorata e croccante.

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