Scopri la ricetta delle cartellate tradizionali di Natale che ti farà innamorare dei dolci pugliesi

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Saïd LARIBI

Sapori autentici e antiche tradizioni si fondono nella preparazione delle cartellate, un dolce natalizio pugliese che conquista il palato e il cuore.

Tra le tante delizie della Puglia, le cartellate si distinguono non solo per la loro forma elegante e particolare, ma anche per il gusto unico e intenso che riflette la storia e la cultura della regione. Questa ricetta tradizionale di Natale è capace di far innamorare chiunque ami i dolci genuini e ricchi di significato. Con il loro impasto croccante, avvolto da una dolce glassa di vino cotto o miele, le cartellate rappresentano un vero e proprio simbolo della festività più attesa dell’anno in Puglia. Scopri come prepararle a casa seguendo tradizioni consolidate ma sempre vive nel cuore delle famiglie pugliesi.

Le origini e la storia delle cartellate, un dolce tradizionale pugliese di Natale

Le cartellate sono un dolce tipico della Puglia, preparato soprattutto durante le festività natalizie. La loro origine è antichissima e risale probabilmente a tempi remoti, forse a tradizioni contadine legate alla celebrazione dei cicli stagionali e alla fine del raccolto. Questo dolce rappresenta uno dei simboli gastronomici più caratteristici del Natale in questa regione meridionale d’Italia.

Il nome “cartellate” deriva dalla forma particolare dell’impasto, che ricorda delle piccole rose di pasta, arrotolate e increspate. Le mani abili delle donne pugliesi creano queste forme delicate e intricate, che poi vengono fritte e immerse nel vin cotto, una sorta di sciroppo d’uva tipico. La storia delle cartellate è inoltre legata a rituali di prosperità e buon auspicio per l’anno nuovo, motivo per cui ogni famiglia si tramanda questa ricetta con molta cura.

Questa ricetta tradizionale è diventata, nel tempo, un vero e proprio patrimonio culturale e gastronomico. Molte comunità pugliesi celebrano ancora oggi questo dolce come momento di festa e condivisione. Ancora oggi, in alcune zone, le cartellate vengono preparate in grandi quantità per essere condivise con parenti e amici durante le cene natalizie, consolidando così un senso di appartenenza e di tradizione famigliare.

Analizzare le varianti della ricetta è interessante per capire come la cultura culinaria si evolva nel tempo pur mantenendo le radici profonde. Alcune versioni prevedono l’uso di miele al posto del vin cotto, o aggiunte di zucchero aromatizzato alla cannella o limone. Questi dettagli conferiscono ad ogni variante un carattere leggermente diverso, ma l’essenza autentica del dolce resta invariata.

Le cartellate riescono così a unire passato e presente, combinando storia e gusto autentico, un vero dono che la tradizione pugliese offre ai palati contemporanei durante il Natale.

Come preparare l’impasto perfetto delle cartellate pugliesi: segreti e consigli

Preparare le cartellate richiede attenzione e un certo grado di manualità, soprattutto nella creazione delle caratteristiche pieghe dell’impasto. Gli ingredienti base sono semplici: farina, olio extravergine di oliva, vino bianco secco, un pizzico di sale e acqua tiepida. Tuttavia, la vera arte sta nel combinare questi elementi nella giusta misura per ottenere una pasta elastica e sottile.

Un primo segreto riguarda la scelta della farina: è preferibile utilizzare una farina 00 di buona qualità per garantire una consistenza morbida ma resistente alla frittura. Inoltre, l’olio extravergine di oliva deve essere delicato, così da non alterare il sapore dell’impasto ma aggiungendo quella fragranza tipica.

Dopo aver preparato l’impasto, è fondamentale lasciarlo riposare almeno mezz’ora. Questo passaggio permette al glutine di rilassarsi e rende la stesura molto più semplice e uniforme. La sfoglia deve essere tirata molto sottile, quasi trasparente, utilizzando un mattarello o la macchinetta per la pasta, per garantire la croccantezza finale.

Per formare le cartellate, si ritagliano delle strisce di pasta lunghe circa 30 cm e larghe 4-5 cm. L’arte di piegare la pasta prevede che ogni striscia venga arrotolata su se stessa e poi increspata creando dei piccoli petali che richiamano la forma di una rosa. Questo movimento è tipico e caratterizzante, da ripetere con cura su ogni singola cartellata.

Infine, prima della frittura, è importante lasciare asciugare leggermente le cartellate all’aria: ciò aiuta a mantenere l’integrità della forma durante la cottura. La frittura deve avvenire in olio ben caldo, ma non troppo per evitare una cottura eccessiva all’esterno che lasci l’interno crudo o troppo morbido. La perfezione si raggiunge quando le cartellate assumono un colore dorato e una croccantezza piacevole al palato.

Il ruolo del vin cotto e del miele nella dolcezza delle cartellate natalizie pugliesi

Le cartellate devono la loro irresistibile dolcezza e lucentezza a due elementi naturali e profondamente radicati nella tradizione pugliese: il vin cotto e il miele. Entrambe le opzioni rappresentano ciò che rende questo dolce unico all’interno del ricco panorama delle dolci tradizionali pugliesi.

Il vin cotto, un concentrato ottenuto dalla lenta cottura del mosto d’uva, ha sapore intenso e aromi delicatamente caramellati. Viene versato sulle cartellate appena fritte, impregnando la pasta croccante e trasformandola in un dolce dall’equilibrio perfetto tra croccantezza e morbidezza. Durante le festività, molte famiglie utilizzano vin cotto fatto in casa, che si tramanda di generazione in generazione.

In alternativa o in aggiunta, il miele svolge un ruolo fondamentale. Il miele locale, spesso di produzione biologica e dalle note floreali, viene scaldato leggermente prima di essere versato sulle cartellate. Questo procedimento sviluppa un sapore dolce ma non stucchevole, con un retrogusto aromatico che esalta la fragranza dell’impasto e del vino.

La combinazione di questi due ingredienti offre anche benefici dal punto di vista nutrizionale, come proprietà antiossidanti e un apporto energetico naturale. In alcune varianti regionali, si aggiungono anche aromi come la scorza di arancia o semi di finocchio, che conferiscono una nota fresca e speziata.

L’utilizzo del vin cotto e del miele si accompagna spesso alla decorazione finale delle cartellate con zuccherini colorati o frutta secca tritata, come mandorle, noci o pistacchi. Questi dettagli non solo arricchiscono il gusto, ma anche l’estetica del piatto, rendendolo perfetto da portare in tavola durante i pranzi di Natale pugliesi.

Varianti regionali e moderne delle cartellate che sorprendono per gusto e creatività

Oltre alla ricetta classica, le cartellate si prestano a molteplici reinterpretazioni che riflettono sia le differenze regionali sia l’innovazione in cucina. La Puglia è grande e variegata, e alcune province hanno sviluppato versioni particolari di questo dolce, arricchendolo con ingredienti extra o cambiando lievemente il procedimento.

Ad esempio, in alcune zone del Salento, oltre al vin cotto, le cartellate vengono accompagnate con sciroppi di fichi o di melograno, per un sapore più fruttato e intenso. Questa variante valorizza i prodotti locali e aggiunge un tocco di colore al piatto.

Un’altra interpretazione molto apprezzata prevede l’aggiunta di spezie come cannella, chiodi di garofano o noce moscata nell’impasto o nella glassa. Questa scelta non solo amplia il profilo aromatico, ma porta una sensazione calda e avvolgente, perfetta per le atmosfere invernali.

Non mancano poi versioni moderne più leggere, che prediligono la cottura al forno invece della frittura, e sostituiscono il vin cotto con sciroppo d’acero o miele biologico di altre regioni italiane. Queste varianti rispondono anche a esigenze dietetiche particolari senza tradire l’identità del dolce.

Il fascino delle cartellate sta proprio nella loro versatilità: riescono a mantenere un legame saldo con la tradizione pugliese, pur permettendo un gioco creativo che rende ogni occasione speciale e diversa. Ogni famiglia può così sentirsi libera di personalizzare questa ricetta, conservando il valore simbolico e il sapore autentico del Natale.

Dove acquistare e come conservare le cartellate pugliesi per gustarle al meglio durante le feste

Per chi non ha la possibilità o il tempo di preparare le cartellate in casa, la Puglia offre numerose eccellenze artigianali dove è possibile acquistare questo dolce tradizionale. Panetterie, pasticcerie e mercati locali sono i luoghi migliori per trovare cartellate fresche, realizzate seguendo metodi tramandati da generazioni.

Le cartellate acquistate in negozio o fatte in casa possono essere conservate in contenitori ermetici a temperatura ambiente per un massimo di 7 giorni senza perdere la croccantezza. È consigliabile evitarne la conservazione in frigorifero, che rischia di ammorbidirle e alterarne la fragranza.

In caso di preparazioni anticipate, si può conservare l’impasto crudo in frigorifero per 1-2 giorni, oppure congelarlo per settimane se ben avvolto nella pellicola. Dopo la frittura, invece, si consiglia di aggiungere il vin cotto o miele poco prima di servire, per mantenere la croccantezza tipica delle cartellate.

Per chi ama le esperienze culinarie pugliesi autentiche, partecipare a fiere natalizie o sagre dedicate alle specialità locali è un’occasione imperdibile. Qui è possibile scoprire diverse interpretazioni del dolce e confrontare vari produttori, arricchendo così la conoscenza e il piacere della degustazione.

Un utile suggerimento è sempre quello di chiedere informazioni sulla provenienza degli ingredienti usati per preparare le cartellate, preferendo prodotti a chilometro zero o biologici, che esaltano ulteriormente il sapore e il valore nutrizionale del dolce.

PassaggioDescrizioneTempo stimato
Preparazione impastoImpastare farina, olio, vino bianco e acqua15 minuti
RiposoFar riposare l’impasto per renderlo elastico30 minuti
Stesura e formaturaStendere la pasta e creare le cartellate40 minuti
FritturaFriggere fino a doratura15 minuti
GlassaturaRicoprire con vin cotto o miele e guarnire10 minuti
  • Usare farina 00 di qualità per un impasto perfetto
  • Non scordare il riposo dell’impasto per facilitarne la lavorazione
  • Arrotolare delicatamente la pasta per formare le rose tipiche
  • Friggere in olio ben caldo per una croccantezza ideale
  • Glassare con vin cotto o miele poco prima di servire

Da dove deriva il nome ‘cartellate’?

Il nome deriva dal latino ‘charta’ che significa carta, in riferimento alla sottigliezza e alla forma increspata della pasta simile a fogli di carta arrotolati.

Si possono preparare le cartellate senza friggere?

Sì, esistono versioni più moderne che prevedono la cottura al forno per una versione più leggera; tuttavia, la frittura resta il metodo tradizionale per mantenere croccantezza e sapore autentico.

Quali alternative naturali ci sono al vin cotto?

Il miele è l’alternativa più diffusa e apprezzata per glassare le cartellate, mantenendo la dolcezza e aggiungendo aromi naturali. Alcuni usano anche sciroppi di frutta come fichi o melograno.

Quanto tempo si conserva una volta preparata?

Le cartellate si conservano per circa 7 giorni in contenitori ermetici a temperatura ambiente, mantenendo croccantezza e freschezza se conservate correttamente.

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