Pici fatti in casa facili e irresistibili: la ricetta perfetta per sorprendere tutti in cucina

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Saïd LARIBI

I pici fatti in casa sono una delle espressioni più genuine della cucina italiana tradizionale, capaci di trasformare qualsiasi pranzo in un’esperienza irresistibile.

Dalla preparazione semplice e dagli ingredienti essenziali, questa pasta artigianale della tradizione toscana si distingue per la sua consistenza rustica e il sapore autentico. Scoprire come eseguire la ricetta facile dei pici fatti in casa apre le porte a una forma di pasta fatta a mano capace di soddisfare palati esigenti e di arricchire la cultura della cucina casalinga.

Come preparare i pici fatti in casa: la ricetta tradizionale passo dopo passo

I pici fatti in casa nascono da una ricetta semplice, basata su pochi ingredienti che esaltano la genuinità del prodotto finale. Per la pasta toscana tradizionale, servono soltanto farina 0, acqua naturale, olio extra vergine di oliva e un pizzico di sale. Nella sua semplicità, questa ricetta facile è perfetta tanto per un pranzo in famiglia quanto per una cena speciale.

La preparazione inizia disponendo la farina a fontana su un piano di lavoro pulito e asciutto, creando al centro una cavità dove vanno posti l’olio e il sale. L’acqua va aggiunta poco per volta, incorporandola gradualmente alla farina, fino a ottenere un impasto molto elastico e omogeneo. La lavorazione a mano è essenziale: solo muovendo con cura le mani si garantisce la giusta consistenza, fondamentale per un risultato perfetto.

Dopo aver formato un panetto, è consigliato lasciarlo riposare per circa 20-30 minuti, coperto con pellicola o un panno umido, per permettere alla maglia glutinica di rilassarsi. Questo passaggio, comune nella preparazione di pasta fatta a mano, rende più facile stendere e modellare la pasta.

Per dare forma ai pici, si prendono piccole porzioni di impasto, che si rotolano direttamente con le mani sul piano di lavoro non infarinato. L’obiettivo è ottenere degli spaghetti grossi ed irregolari, con un diametro di circa 3-4 mm. Questi fili rustici, all’apparenza semplici, racchiudono un sapere antico che si tramanda da generazioni nell’arte della pasta fatta a mano.

Una volta formati, i pici vanno disposti su un canovaccio leggermente infarinato o un vassoio con semola per evitare che si attacchino, lasciandoli asciugare per un’oretta prima della cottura. Per cuocerli, basterà immergerli in abbondante acqua salata bollente per pochi minuti, il tempo che salgano a galla, segno che sono pronti per essere conditi.

Le varianti per modellare i pici fatti in casa: dalla tradizione all’innovazione

La caratteristica più distintiva dei pici è la loro forma irregolare e rustica. Oltre al metodo tradizionale manuale descritto in precedenza, esistono altri due approcci per ottenere la forma tipica della pasta toscana.

Il secondo metodo prevede di stendere inizialmente una sfoglia di pasta con il mattarello o la macchina per la sfoglia fino a uno spessore di 2-3 mm. Successivamente, si tagliano delle strisce larghe circa 1 cm con un coltello o una rotella. Queste strisce vengono poi rotolate con le mani fino a formare i tipici cilindretti di pasta, pratici e più velocemente realizzabili rispetto alla versione manuale tradizionale.

Infine, esiste anche un attrezzo apposito simile a un mattarello scanalato, molto diffuso come souvenir nelle zone della Toscana. Passando la pasta una sola volta con questo mattarello, si ottengono i pici già sagomati e pronti per essere arrotolati leggermente sulla spianatoia per arrotondarli e conferire la forma desiderata.

Tutte queste tecniche garantiscono una pasta sorprendentemente simile per gusto e consistenza, lasciando al cuoco la scelta tra fedeltà alla tradizione e praticità moderna.

Riepilogo dei metodi per formare i pici

  • Metodo tradizionale a mano con rotolamento sul piano di lavoro senza farina
  • Taglio e rotolamento di strisce di sfoglia stesa con mattarello o macchina
  • Uso del matterello scanalato apposito seguito da rotolamento

Come condire i pici in modo irresistibile: i sapori della tradizione toscana

I pici in Toscana sono un simbolo di convivialità e gusto, ma il loro vero segreto sta nel modo sapiente di condirli. La pasta artigianale, grazie alla consistenza robusta, è capace di trattenere sughi corposi e saporiti, che valorizzano ogni morso.

Uno dei condimenti più celebri è sicuramente quello all’aglione, tipico della Valdichiana: un sugo semplice ma ricco, preparato con l’aglione – una varietà di aglio dolce “del bacio” – pomodoro, olio extravergine e un tocco di vino bianco. Il risultato è un sapore intenso senza il caratteristico retrogusto pungente dell’aglio comune.

Altra versione tipicamente toscana è il pici cacio e pepe, che unisce la tradizione laziale e toscana in un mix irresistibile di pecorino e pepe nero. Per un’autentica esperienza, si utilizza il pecorino del territorio, che offre un sapore deciso e cremoso.

Per chi cerca qualcosa di ancora più rustico, il condimento alle briciole è la scelta perfetta. Qui la mollica di pane raffermo viene rosolata con olio, peperoncino e aglio, creando un condimento croccante e aromatico dove l’olio di qualità fa da protagonista assoluto. Un pizzico di pecorino completa il piatto in modo eccellente.

Nel cuore dell’entroterra toscano, specialmente nella zona del Monte Amiata, il sugo ai funghi porcini in bianco spopola come condimento per pici, dando un carattere profumato e naturale alla pasta rustica. Infine, il ragù bianco toscano, una variante senza pomodoro dell’intramontabile ragù, sposa carne macinata e salsiccia con un soffritto delicato, esaltando la pasta fatta a mano con gusto e sostanza.

Conservazione e consigli pratici per mantenere i pici freschi e gustosi

Preparare i pici fatti in casa è un’arte che può richiedere un po’ di tempo, per cui sapere come conservarli è fondamentale per preservarne la freschezza e la qualità.

Una volta ottenuti i fili di pasta, i pici possono essere conservati in frigorifero per 2-3 giorni. È importante disporli ben distanziati su un vassoio spolverato con semola e coperti da un canovaccio pulito per evitare che si secchino o si attacchino tra di loro.

Per conservarli più a lungo, è possibile congelare i pici. Prima del congelamento, la pasta va lasciata asciugare in frigorifero per alcune ore per perdere l’umidità in eccesso. I pici congelati mantengono ottima qualità fino a 3-4 mesi e possono essere cotti senza bisogno di scongelarli preventivamente, accelerando così la preparazione di un piatto irresistibile in ogni momento.

Questi accorgimenti mantengono la gommosità e la consistenza tradizionale della pasta fatta a mano, garantendo una soddisfazione autentica ad ogni assaggio.

Le radici storiche dei pici: un viaggio millenario nella tradizione toscana

I pici sono molto più di una semplice pasta: rappresentano un legame diretto con la cultura e la storia della Toscana, arrivando fino all’antichità. La loro presenza sul territorio è attestata fin dal V secolo a.C., con un’affascinante testimonianza raffigurata nell’affresco della Tomba etrusca dei Leopardi di Tarquinia, dove un servo porta una ciotola di pasta lunga dalla forma irregolare, sorprendentemente simile ai pici di oggi.

Il loro nome ha origini dibattute ma suggestive. Secondo alcune teorie, deriva dal verbo toscano “appiciare”, che indica il movimento delle mani per modellare la pasta. Altre ipotesi meno probabili collegano il nome a Marco Gavio Apicio o al paese San Felice in Picis, ma gli esperti concordano che la tradizione popolare sia la fonte più credibile.

La diffusione dei pici da Viterbo verso la Val di Chiana e nel resto della Toscana ha dato vita a numerose varianti locali: i “pinci” di Montalcino e Montepulciano, i “bringoli” nell’Alta Valtiberina e i “stringoli” in Umbria. Ogni zona li accompagna con condimenti tipici, da quello all’aglione alla carne selvaggina, creando un mosaico ricco e variegato di bontà e cultura.

L’arte della pasta fatta a mano come i pici permette ancora oggi di assaporare non solo un piatto, ma un frammento di storia vivo e palpitante sulle tavole della moderna cucina italiana.

OrigineNome localeCondimento tipicoCaratteristica principale
Valdichiana (Toscana)PiciSugo all’aglioneSpaghetti irregolari fatti a mano
Montalcino, MontepulcianoPinciRagù di selvagginaFormato lungo, pasta spessa
Valtiberina (Toscana)BringoliRagù bianco toscanoFormato sottile e allungato
UmbriaStringoliSalsa di funghiFormato rustico, tradizione contadina

I video tutorial rappresentano un valido aiuto per chi si avvicina per la prima volta a questa pasta artigianale, permettendo di cogliere ogni dettaglio e astuzia nella realizzazione e nella lavorazione della pasta.

Quanto dura la conservazione dei pici fatti in casa?

Si possono conservare in frigorifero per 2-3 giorni oppure congelati fino a 3-4 mesi. È importante farli asciugare bene prima del congelamento.

Quali sono gli ingredienti principali dei pici?

La ricetta tradizionale prevede farina 0, acqua naturale, olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale.

Come si dà la forma tipica dei pici?

Si possono rotolare a mano sul piano di lavoro o usare metodi alternativi come il matterello scanalato o il taglio a strisce con successivo arrotolamento.

Quali sono i condimenti classici per i pici?

Tra i condimenti più tradizionali troviamo il sugo all’aglione, il cacio e pepe, le briciole, il ragù bianco toscano e il sugo ai funghi porcini.

Da dove proviene il nome ‘pici’?

Probabilmente deriva dal verbo toscano ‘appiciare’, che indica il gesto manuale di modellare la pasta per darle la forma tipica.

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