In breve
- Il metodo Ilizarov usa un fissatore esterno circolare e l'osteotomia per stimolare l'osteogenesi per distrazione.
- L'Unità Operativa inaugurata il 15 giugno 2026 a Humanitas Rozzano è coordinata dal dottor Alexander Kirienko.
- Le indicazioni includono dismetria, deformità, pseudoartrosi, osteomielite e trattamenti con chiodo telescopico o trasporto osseo.
Il metodo Ilizarov nasce negli anni Cinquanta e si fonda sulla capacità dell’osso di rigenerarsi se sollecitato gradualmente.
Il metodo prevede l’applicazione di un fissatore esterno circolare e spesso l’esecuzione di un’osteotomia, cioè un taglio programmato dell’osso, seguito da un graduale allontanamento dei capi ossei di frazioni di millimetro al giorno per indurre la formazione di nuovo tessuto osseo.
Unità di Ortopedia Ricostruttiva Humanitas, 15 giugno 2026
Il 15 giugno 2026 è stata inaugurata presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, Milano, la nuova Unità Operativa di Ortopedia Ricostruttiva, Fissazione esterna e Allungamento degli arti.
La nuova unità è coordinata dal dottor Alexander Kirienko.
Metodo Ilizarov: applicazione e principio di osteogenesi
Il metodo Ilizarov permette di trattare allungamenti degli arti, pseudoartrosi, gravi deformità e ricostruzione post-traumatica mediante fissatore esterno circolare e, se necessario, osteotomia.
Il fissatore mantiene allineati i segmenti ossei e consente, tramite regolazioni progressive, l’allontanamento dei monconi ossei di pochi millimetri al giorno in modo che lo stimolo meccanico attivi l’osteogenesi per distrazione e si formi nuovo tessuto osseo senza innesti.
Gli anelli del fissatore solitamente hanno un ingombro di circa 8-10 cm di diametro in più rispetto al segmento interessato, elemento che influenza la gestione pratica da parte del paziente.
Il fissatore non costringe il paziente a letto: la mobilizzazione e il carico sono consentiti fin dal primo giorno dopo l’intervento, con protocolli di carico che variano in base al segmento interessato.
Limitazioni pratiche del fissatore e raccomandazioni
La limitazione del movimento dipende dal segmento trattato: il fissatore alla gamba può limitare in parte la flessione del ginocchio ma lascia il ginocchio e la caviglia pressoché liberi di muoversi, mentre il fissatore al femore limita più seriamente il movimento del ginocchio ma la mobilità può migliorare con esercizi costanti.
Il carico è progressivo: per femore e gamba si parte con carico parziale usando due stampelle, poi con una sola stampella e infine quasi sempre con carico completo senza stampelle prima della rimozione; se il fissatore include il piede il carico rimane sempre parziale e protetto da stampelle per tutta la durata del trattamento.
È vietato bagnare il fissatore per evitare il rischio di infezione dei tramiti, cioè i punti attraverso cui i fili e le viti attraversano la cute.
Indicazioni cliniche: dismetria, deformità e pseudoartrosi
La dismetria degli arti è una differenza di lunghezza tra due arti inferiori o superiori e, se interessa gli arti inferiori, può alterare postura, equilibrio del bacino e della colonna e la deambulazione; le cause possono essere congenite, post-traumatiche o infettive.
Le deformità congenite e post-traumatiche consistono in alterazioni dell’asse, della forma o della rotazione di un osso o segmento osseo e possono provocare dolore, difficoltà di deambulazione e sovraccarico articolare.
La pseudoartrosi è la mancata consolidazione di una frattura e può essere atrofica, con estremità ossee assottigliate e non a contatto, oppure ipertrofica, con estremità allargate che si toccano senza saldarsi; in entrambi i casi provoca dolore e riduzione dell’uso dell’arto.
Indicazioni cliniche: osteomielite e displasie scheletriche
L’osteomielite è un’infezione di osso e midollo osseo che può provocare dolore, arrossamento, gonfiore, febbre e, se cronica, fistole; può svilupparsi dopo fratture esposte, come complicanza di interventi chirurgici o per diffusione ematica da altri focolai infettivi.
La bassa statura costituzionale o da displasia scheletrica include condizioni come acondroplasia e ipocondroplasia, che riducono la lunghezza degli arti e possono associarsi a deformità e limitazioni funzionali quotidiane.
Tipologie di trattamento con metodo Ilizarov
L’allungamento osseo con fissatore esterno prevede osteotomia, applicazione del fissatore ancorato con fili o viti e successivo allontanamento graduale dei due capi ossei per stimolare la formazione di nuovo tessuto osseo nello spazio creato.
L’allungamento osseo con chiodo endomidollare telescopico utilizza un dispositivo interno al canale osseo: si esegue l’osteotomia, si inserisce un chiodo telescopico con un piccolo motore magnetico e si attiva con un telecomando per l’allungamento graduale e programmato.
Il trasporto osseo permette di colmare un difetto osseo senza innesti: si esegue un’osteotomia in una zona sana, si trasporta lentamente il frammento danneggiato attraverso lo spazio vuoto fino al moncone opposto e, dietro il frammento, si forma nuovo osso per osteogenesi per distrazione.
L’osteotomia per correzione progressiva delle deformità associa osteotomia e fissatore esterno per correggere gradualmente tutte le componenti di una deformità complessa, riducendo i rischi per strutture nervose e vascolari e permettendo anche l’allungamento contestuale se necessario.
La correzione delle deformità di piede e caviglia prevede l’applicazione di un fissatore circolare a piede e gamba e una correzione lenta e progressiva per riportare il piede in posizione corretta rispettando le strutture, anche nelle deformità rigide e di vecchia data.
L’artrodesi di caviglia, sottoastragalica e triplice, porta alla saldatura permanente dei segmenti ossei che costituiscono l’articolazione, eliminando il movimento in caso di articolazione gravemente compromessa e dolorosa.