No, la rete accelerometrica urbana dei Campi Flegrei non è solo un insieme di sensori: il terremoto Md 4.7 del 31 luglio 2026 mostra cosa misura davvero l’INGV e il CMSU

In breve

  • Il sisma del 31 luglio 2026 ha avuto magnitudo Md 4.7 ± 0.3, epicentro a 2,6 km di profondità, oltre 200 repliche e ha provocato evacuazioni a Pozzuoli.
  • La rete accelerometrica urbana integrata dall'INGV e dal CMSU ha permesso stime in tempo quasi reale di PGA, PGV e ASI, utili per l'impact-based EEW.
  • Gli accelerometri interni all'edificio pilota ED001, a 2,7 km dall'epicentro, hanno mostrato amplificazione in sommità rispetto alla base, confermando variazioni dinamiche strutturali.

Il terremoto di magnitudo durata Md 4.7 ± 0.3 del 31 luglio 2026 alle ore 19:46:43 è stato registrato dalla rete accelerometrica urbana dei Campi Flegrei e ha avuto epicentro a 2,6 km di profondità. L’INGV, attraverso il Centro di Monitoraggio Sismico Urbano e delle Infrastrutture CMSU e l’Osservatorio Vesuviano, ha integrato i dati della Rete Accelerometrica Nazionale del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile per ottenere una copertura osservativa densa dell’area vulcanica. Il sisma è stato avvertito sull’intera area metropolitana di Napoli e ha prodotto decine di feriti, l’evacuazione di 11 edifici a Pozzuoli e lo sfollamento di circa 800 persone.

La rete accelerometrica urbana registra l’accelerazione del suolo e le tre componenti del moto: nord-sud, est-ovest e verticale. Dal 2024 il CMSU ha contribuito al potenziamento delle stazioni dell’Osservatorio Vesuviano e a installazioni sperimentali all’interno di edifici rappresentativi, con sensori al piano terra e ai piani superiori. Questa configurazione permette di misurare sia il moto del terreno sia la risposta dinamica degli edifici, evidenziando effetti di amplificazione locale e variazioni temporali delle caratteristiche dinamiche delle strutture.

Terremoto Md 4.7 del 31 luglio 2026

Il sisma del 31 luglio 2026 è stato localizzato a 2,6 km di profondità e risulta comparabile per magnitudo all’evento di Md 4.6 del 30 giugno 2025, quest’ultimo localizzato nel Golfo di Pozzuoli a 3,9 km di profondità. Nonostante magnitudo simili, i due eventi hanno avuto effetti differenti sul territorio a causa della diversa localizzazione epicentrale e della distribuzione dello scuotimento rispetto all’area urbana di Pozzuoli. Dopo il 31 luglio la sequenza sismica ha proseguito con oltre 200 terremoti di minore energia, tra cui una scossa di Md 3.8. Il sisma del 30 giugno 2025 era stato ampiamente percepito senza danni significativi; il 31 luglio 2026 ha invece causato danni importanti e feriti, con evacuazioni a Pozzuoli.

La densità della rete accelerometrica ha consentito la registrazione simultanea del sisma su tutte le stazioni e la ricostruzione dettagliata della distribuzione dello scuotimento. I dati raccolti hanno permesso di elaborare in tempo quasi reale parametri di strong motion e mappe di intensità attesa utili per le attività di Protezione Civile e la gestione dell’emergenza.

Piattaforma PSAVE fornisce stime in 2-3 secondi

PSAVE è una piattaforma sperimentale di elaborazione automatica in tempo reale dei dati accelerometrici sviluppata dall’INGV e dal CMSU. La piattaforma fornisce, 2-3 secondi dopo l’arrivo delle prime onde registrate dalla rete, una prima stima dell’intensità macrosismica attesa basata sui valori di Peak Ground Velocity PGV. PSAVE aggiorna progressivamente i valori dei principali parametri di strong motion, tra cui Peak Ground Acceleration PGA e PGV, man mano che viene acquisita una porzione maggiore del segnale sismico.

Il pannello superiore della Figura 2 mostra la mappa di intensità macrosismica stimata automaticamente dopo soli 3 secondi utilizzando i valori di PGV. Il pannello inferiore della stessa figura riporta la mappa macrosismica elaborata dall’INGV sulla base dei questionari compilati dalla popolazione. Le due mappe, pur derivando da informazioni differenti, mostrano una notevole coerenza spaziale nella distribuzione delle intensità, evidenziando la capacità della rete accelerometrica urbana di fornire una valutazione quantitativa e geograficamente dettagliata dello scuotimento nelle primissime fasi dopo il terremoto.

PSAVE adotta un approccio impact-based EEW, orientato non solo all’identificazione rapida del terremoto ma alla stima degli effetti attesi sul costruito e sulle infrastrutture, informazioni direttamente utili alle autorità di Protezione Civile per la gestione dell’emergenza. Gli output includono mappe di PGA e PGV senza interpolazione, che mostrano come lo scuotimento vari significativamente anche su distanze di poche centinaia di metri a causa degli effetti di sito e delle condizioni geologiche locali.

Parametri ASI e monitoraggio dell’edificio pilota ED001

Oltre a PGA e PGV, PSAVE calcola indicatori ingegneristici evoluti come Acceleration Spectrum Intensity ASI, Velocity Spectrum Intensity e Housner Intensity. L’ASI è calcolata in tre intervalli di periodo: 0,1-0,5 s, 0,4-0,8 s e 0,7-1,0 s, rappresentativi di diverse tipologie strutturali. Questi valori permettono di produrre mappe di scuotimento, costruire curve di fragilità e stimare, in modo probabilistico, il livello di danno atteso per differenti tipologie edilizie.

Le analisi per il terremoto del 31 luglio 2026 indicano che, probabilisticamente, gli edifici bassi e medio-alti risultano maggiormente esposti nelle aree prossime all’epicentro, con una probabilità di danno che diminuisce rapidamente con la distanza in accordo con la distribuzione dell’ASI e con le verifiche sugli edifici monitorati. I risultati quantitativi delle curve di fragilità e delle analisi probabilistiche non sono riportati per brevità, ma gli esiti sottolineano le potenzialità dell’approccio impact-based EEW per valutazioni rapide degli effetti sul costruito.

Il monitoraggio interno agli edifici è un ulteriore livello di approfondimento. L’edificio pilota ED001, situato a circa 2,7 km dall’epicentro, è dotato di sensori in corrispondenza della stazione di base OCF03 e della sommità OCF02. Il confronto degli spettri di risposta registrati il 31 luglio 2026 mostra un’evidente amplificazione in sommità rispetto alla base, indicando come la struttura modifichi e amplifichi il moto del terreno e confermando la capacità dei sensori installati di monitorare l’evoluzione delle caratteristiche dinamiche dell’edificio.

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