In breve
- La cardioaspirina inibisce la COX1 e riduce la sintesi di trombossano A2; dose tipica 75–100 mg giornalieri.
- In prevenzione primaria il beneficio è modesto e lo studio JAMA 2023 e gli studi ASPREE e ASCEND segnalano aumento dei sanguinamenti, specialmente oltre i 60 anni.
- In prevenzione secondaria e dopo interventi cardiovascolari i benefici della cardioaspirina sono ampiamente dimostrati; la prescrizione deve valutare il rischio/beneficio individuale.
La cardioaspirina è un farmaco antiaggregante basato sull’acido acetilsalicilico utilizzato nella prevenzione degli eventi cardiovascolari secondo l’Istituto Mario Negri.
Agisce bloccando l’enzima ciclossigenasi COX1, con conseguente riduzione della sintesi di trombossano A2, molecola che favorisce l’aggregazione piastrinica, e cos limita la formazione di trombi.
Dosaggio: 75-100 mg al giorno
La cardioaspirina è somministrata a basso dosaggio, normalmente compreso tra 75 mg e 100 mg al giorno, una quantità definita “piccola dose” e sufficiente per l’effetto antiaggregante senza un significativo effetto antinfiammatorio sistemico.
L’inibizione delle piastrine da parte della cardioaspirina è irreversibile: ogni piastrina rimane inattivata per il ciclo vitale di circa 7-10 giorni, perci la protezione si mantiene con una somministrazione giornaliera.
Le compresse gastroresistenti vanno ingerite intere con acqua, di solito prima dei pasti; se si dimentica una dose, va presa appena possibile senza raddoppiare la dose.
Indicazioni secondo ESC, ISS e JAMA 2023
Le linee guida internazionali citate includono quelle della Società Europea di Cardiologia (ESC) e le carte di rischio del Progetto Cuore dell’Istituto Superiore di Sanità per la valutazione del rischio a 10 anni.
In prevenzione primaria la cardioaspirina pu essere prescritta a persone con rischio cardiovascolare stimato oltre il 20% nei 10 anni, calcolato con le carte di rischio del Progetto Cuore.
Le revisioni recenti, incluse la Raccomandazione dell’US Preventive Services Task Force discussa su JAMA 2023, indicano che dai 40 anni in su la cardioaspirina offre un beneficio modesto nella riduzione di infarto e ictus nelle persone con rischio aumentato ma senza malattia cardiovascolare pregressa.
Studi quali ASPREE e ASCEND mostrano che, in prevenzione primaria, la cardioaspirina riduce poco gli infarti e aumenta i sanguinamenti, e per questo non è consigliabile iniziarla in modo generalizzato nelle persone oltre i 60 anni.
Ruolo in prevenzione secondaria e dopo procedure cardiovascolari
In prevenzione secondaria, cioè in chi ha già avuto un infarto, un ictus o altra malattia cardiovascolare, il beneficio dell’uso cronico di cardioaspirina è stato dimostrato in numerosi studi su ampie popolazioni e risulta chiaramente favorevole.
Dopo l’impianto di uno stent coronarico la cardioaspirina è spesso associata a un secondo antiaggregante per circa un anno, soprattutto dopo infarto; nei casi più stabili la durata pu essere più breve e poi si prosegue con cardioaspirina sola.
Dopo un bypass coronarico l’aspirina va iniziata subito e mantenuta nel tempo; dopo interventi sulle carotidi lo stent richiede terapia combinata per alcune settimane, mentre l’endarterectomia prevede aspirina a lungo termine.
Per la procedura di impianto valvolare transcatetere (TAVI) oggi si preferisce spesso la sola aspirina per ridurre il rischio di sanguinamenti, mentre nella rivascolarizzazione degli arti inferiori la cardioaspirina pu essere usata da sola o insieme ad altri farmaci a seconda del rischio; se è necessario un anticoagulante, come nella fibrillazione atriale, si cerca di ridurre al minimo le combinazioni e sospendere l’aspirina appena possibile.
Rischi, effetti collaterali e controindicazioni
Gli effetti collaterali rilevanti includono sanguinamenti gastrointestinali e cerebrali e potenziale compromissione della funzionalità renale.
Gli studi ASPREE e ASCEND hanno evidenziato che in prevenzione primaria la cardioaspirina aumenta sensibilmente il rischio di sanguinamenti, determinando una raccomandazione a non iniziare la terapia in modo generalizzato nelle persone oltre i 60 anni.
Controindicazioni elencate sono: allergia ai salicilati, ulcera in fase attiva, sanguinamenti in corso, alcune malattie del fegato o dei reni, e nei bambini o negli adolescenti con infezioni virali per il rischio di sindrome di Reye.
Per proteggere lo stomaco nei pazienti fragili si pu associare un gastroprotettore, l’inibitore di pompa protonica più prescritto citato è il pantoprazolo, o trattare un’eventuale infezione da Helicobacter pylori.
Uso in gravidanza e differenze con Cardirene
L’aspirina e i FANS devono essere usati con cautela in gravidanza e sono controindicati nel III trimestre per il rischio di chiusura del dotto di Botallo.
La cardioaspirina a basse dosi pu essere indicata in gravidanza in specifiche condizioni: nelle donne con trombofilia per ridurre il rischio di restrizione della crescita fetale o aborto, e nelle donne ad alto rischio di pre-eclampsia per diminuire la probabilità di questa patologia e il suo impatto sul feto.
Infine, Cardirene e Cardioaspirina non sono lo stesso farmaco pur contenendo entrambe acido acetilsalicilico; differiscono per principio attivo e formulazione, come sottolineato dal testo del Mario Negri.
Prescrizione, modalità d’uso e interazioni
La prescrizione deve essere valutata dal medico sulla base del rapporto rischio/beneficio per il singolo paziente, in particolare considerando l’età, la presenza di diabete e il rischio di sanguinamento.
La cardioaspirina va presa una volta al giorno, sempre alla stessa ora; le compresse gastroresistenti vanno ingerite intere, preferibilmente prima dei pasti, e la regolarità nell’assunzione è più importante dell’orario preciso.
Attenzione alle interazioni: alcuni farmaci come ibuprofene possono ridurre l’efficacia dell’aspirina se assunti troppo vicini nel tempo.
Fonti e autori citati dall’Istituto Mario Negri
Il testo si basa su materiali e riferimenti dell’Istituto Mario Negri, con contributi di Marta Baviera del Laboratorio di Prevenzione Cardiovascolare e di Antonio Clavenna del Laboratorio di Epidemiologia dell’età evolutiva.
Vengono richiamate le Linee Guida ESC, le carte di rischio del Progetto Cuore ISS e studi citati come JAMA 2023 (Aspirin Use to Prevent Cardiovascular Disease US Preventive Services Task Force Recommendation Statement), oltre agli studi ASPREE e ASCEND.