In breve
- L'incubazione è di circa 1-2 giorni; la contagiosità va da 1-2 giorni prima a 5-7 giorni dopo l'esordio.
- I sintomi tipici includono febbre oltre 38°C, tosse secca, dolori muscolari e spossatezza; la tosse può durare oltre 2 settimane.
- La vaccinazione annuale è la principale strategia preventiva; antivirali come oseltamivir e zanamivir possono essere prescritti entro 48 ore.
L’influenza è una malattia acuta dell’apparato respiratorio causata da virus influenzali e si trasmette tramite goccioline di saliva e contatto con superfici contaminate.
Secondo l’ISS, la trasmissione avviene inalando le goccioline emesse con starnuti, colpi di tosse o parlando, oppure toccando mani o oggetti contaminati e portandosi mani su occhi, naso o bocca.
Incubazione e contagiosità: 1-2 giorni, 5-7 giorni
L’ISS indica un periodo di incubazione generalmente di circa 1-2 giorni prima della comparsa dei sintomi. Le persone con influenza sono contagiose già 1-2 giorni prima dei sintomi e rimangono contagiose fino a 5-7 giorni dopo l’esordio della malattia.
I bambini e le persone con sistema immunitario indebolito possono essere contagiosi per un periodo più lungo, precisa l’ISS.
La maggior parte dei disturbi scompare in 3-4 giorni, ma in alcuni casi i sintomi possono protrarsi per una o due settimane.
Caratteristiche cliniche: febbre oltre 38C e sintomi associati
L’ISS descrive l’esordio improvviso con febbre che di solito supera i 38C e pu raggiungere, nei bambini, picchi anche fino a 39-40C. I sintomi tipici includono tosse di solito secca, dolori ossei e muscolari diffusi, mal di testa, grave senso di spossatezza, mal di gola e secrezione nasale abbondante.
La tosse pu durare 2 o più settimane. Sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea non sono comuni negli adulti ma possono presentarsi soprattutto nei bambini.
L’ISS segnala anche che possono comparire fotofobia e perdita di appetito e che, nelle persone a rischio, l’influenza pu evolvere in forme gravi e complicanze.
Virus circolanti: A/H1N1, A/H3N2 e B Victoria
I virus influenzali umani noti sono di tipo A, B e C, e l’ISS ricorda che i virus si trasformano continuamente nelle regioni riconosciute dal sistema immunitario. Le proteine superficiali H e N determinano i sottotipi dei virus di tipo A, e sono notate 18 varianti della emoagglutinina (H) e 11 della neuraminidasi (N).
Attualmente circolano due sottotipi di virus A, denominati A/H1N1 e A/H3N2, e un sottotipo di virus B identificato con il nome Victoria.
I virus di tipo A e B causano epidemie annuali nel mondo; i virus di tipo C sono meno frequenti e solitamente producono infezioni lievi.
Rischi, complicanze e gruppi a rischio definiti dall’ISS
L’ISS segnala che i casi gravi e le complicanze sono più frequenti nelle persone sopra i 65 anni e negli individui con malattie croniche quali diabete, malattie immunitarie, cardiovascolari e respiratorie.
Studi recenti indicano un aumentato rischio di forme gravi nei bambini molto piccoli e nelle donne in gravidanza, ma anche persone sane possono sviluppare forme gravi. Tra le complicazioni più comuni l’ISS indica la sovrainfezione batterica delle vie respiratorie, bronchite e polmonite.
L’influenza pu peggiorare il controllo glicemico nei diabetici e portare a chetoacidosi nel diabete di tipo 1; nelle gravide pu essere associata a parto prematuro o basso peso alla nascita.
Gestione clinica: riposo, antipiretici e antivirali entro 48 ore
Per le persone non a rischio l’ISS consiglia riposo al caldo, idratazione e, dopo consulto con il medico curante, l’uso di paracetamolo o ibuprofene per febbre elevata e dolori.
L’ISS raccomanda di astenersi da lavoro e comunità fino alla guarigione. Se compaiono dolore toracico, difficoltà respiratorie, tosse con sangue o peggioramento dei sintomi, va consultato immediatamente il medico.
Il medico pu prescrivere, entro le prime 48 ore dall’inizio dei sintomi, un antivirale come oseltamivir e/o zanamivir per ridurre leggermente la durata della malattia e il rischio di complicazioni; gli antivirali bloccano la replicazione virale ma non curano l’influenza.
L’ISS sottolinea che gli antibiotici non sono efficaci contro i virus e vanno usati solo in presenza di una sovrainfezione batterica confermata.
Vaccinazione: annuale, indicata dai 6 mesi e prioritaria per specifiche categorie
L’ISS afferma che la migliore difesa è la vaccinazione annuale, preparata sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il vaccino antinfluenzale è indicato per le persone a partire dai 6 mesi di età senza controindicazioni specifiche.
In Italia la vaccinazione è gratuita e fortemente raccomandata per: persone di età pari o superiore a 60 anni; bambini oltre i 6 mesi, ragazzi e adulti con malattie croniche respiratorie, cardiocircolatorie, metaboliche (compreso il diabete), ematologiche, immunodeficienze, e altre condizioni elencate dall’ISS.
L’ISS include tra le categorie coperte anche donne in gravidanza all’inizio della stagione epidemica, personale sanitario, familiari e lavoratori a contatto con soggetti ad alto rischio, forze di polizia e altri servizi di interesse collettivo, e chi lavora a contatto con animali potenzialmente portatori di virus non umani.
Strategie di prevenzione: igiene, ventilazione e sorveglianza
Per ridurre il rischio l’ISS elenca tre strategie principali: vaccinazione annuale, buona igiene, e uso mirato di antivirali in casi selezionati. Le misure igieniche indicate includono lavarsi regolarmente le mani con acqua calda e sapone o soluzioni antisettiche, pulire superfici come tastiere e telefoni e usare fazzoletti usa e getta.
Si raccomanda di coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, tossire nella piega del gomito e arieggiare gli ambienti almeno due volte al giorno per il ricambio d’aria. L’uso preventivo di antivirali è riservato a epidemie gravi e a persone non vaccinate a rischio o ricoverati.
L’ISS coordina la sorveglianza nazionale per stabilire inizio, durata, gravità e intensità dell’epidemia influenzale, e segnala che durante la stagione influenzale, fra novembre e aprile, in Italia si registrano circa 8-9 milioni di casi annuali, con picchi eccezionali citati dall’ISS fino a oltre 1515 milioni di casi in una stagione 2024-2025 indicata come esempio.
Vaccini: da quadrivalente a trivalente per assenza di B/Yamagata
Fino a oggi lo standard è stato il vaccino quadrivalente, che include due ceppi di tipo A e due di tipo B. L’ISS riporta che, a seguito della scomparsa del lignaggio B/Yamagata, OMS e AIFA stanno indirizzando la produzione verso formulazioni trivalenti aggiornate con i tre ceppi virali circolanti più rilevanti.
La vaccinazione antinfluenzale contribuisce a ridurre accessi al pronto soccorso, ricoveri ospedalieri e visite mediche durante i picchi stagionali, sottolinea l’ISS.
