Non è solo un ordine esecutivo: la commissione MAHA e la possibile uscita degli Stati Uniti dall’OMS, ecco perché Giuseppe Remuzzi parla di ricetta per un disastro

Facciata istituzionale americana con bandiera e atmosfera istituzionale

In breve

  • Donald Trump ha creato la commissione MAHA presieduta da Robert F. Kennedy Jr. per ridurre le malattie croniche, con attenzione alle patologie infantili.
  • Giuseppe Remuzzi critica la nomina di Kennedy per le sue posizioni no-vax e invita a più trasparenza sui costi dei farmaci.
  • L'uscita degli Stati Uniti dall'OMS potrebbe ridurre finanziamenti e capacità di risposta a emergenze sanitarie globali.

Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per istituire la commissione MAHA (Make America Healthy Again) e, nello stesso momento politico, ha avviato le pratiche per la possibile uscita degli Stati Uniti dall’OMS. Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, definisce la combinazione di queste due scelte «potrebbe essere la ricetta per un disastro» e osserva che «l’America non è mai stata sana». Il documento presidenziale ritrae gli americani come sempre più malati, con impatti sulla economia e sulla sicurezza nazionale.

La commissione MAHA sarà presieduta da Robert F. Kennedy Jr., nominato neosegretario alla Salute, e avrà l’obiettivo dichiarato di ridurre i tassi di malattie croniche, con un focus iniziale sulle malattie croniche infantili. L’ordine esecutivo descrive un peggioramento della salute della popolazione: “Gli americani di tutte le età si stanno ammalando sempre di più, afflitti da malattie che il nostro sistema sanitario non sta affrontando in modo efficace”. Remuzzi rileva che il documento non è nuovo e richiama messaggi simili, inclusi quelli del presidente Harry Truman del 19 novembre 1945.

Creazione della commissione MAHA e nomina di Robert F. Kennedy Jr.

L’ordine esecutivo istituisce la commissione chiamata MAHA, con l’intento di chiedere un impegno nazionale per ridurre le malattie croniche e, in particolare, le malattie croniche infantili. La commissione sarà presieduta da Robert F. Kennedy Jr., che assume il ruolo di neosegretario alla Salute, figura assimilata all’equivalente del Ministro della Salute italiano nel documento. Giuseppe Remuzzi esprime dubbi sulla scelta di Kennedy, ricordando che è uno dei principali esponenti del movimento no-vax e che in passato ha sostenuto teorie antiscientifiche, come l’inesistente relazione tra vaccini infantili e autismo. Il testo segnala preoccupazione anche per il fatto che Kennedy abbia accusato in passato agenzie come la FDA e il CDC di corruzione, pur dovendo ora dirigere enti che in passato ha criticato.

Remuzzi riconosce criticità nell’industria farmaceutica, chiedendo più trasparenza sui costi di sviluppo dei farmaci e osservando che spese di ricerca che raggiungono miliardi di dollari non giustificano profitti decuplicati rispetto alle spese. D’altro canto, il direttore dell’Istituto Mario Negri sottolinea che l’industria ha permesso di salvare vite: secondo il documento citato, i vaccini contro il Covid-19 avrebbero risparmiato 20 milioni di vite nel solo 2021. Remuzzi invita a bilanciare il riconoscimento dei meriti dell’industria con la necessità di regole e trasparenza sui prezzi dei farmaci.

Uscita degli Stati Uniti dall’OMS avviata al primo giorno

Nel primo giorno del suo secondo mandato, Donald Trump ha avviato le pratiche per far uscire gli Stati Uniti dall’OMS, decisione che potrebbe avere effetti concreti e di ampia portata sulla salute globale. Gli Stati Uniti sono tra i principali finanziatori dell’Organizzazione mondiale della sanità, e una riduzione dei fondi potrebbe rendere più difficile rispondere a emergenze sanitarie e future pandemie. Remuzzi avverte che uscire dall’OMS peggiorerebbe la salute mondiale e, di conseguenza, anche la salute degli americani, perché l’OMS coordina campagne contro poliomielite, AIDS, tubercolosi, malaria e programmi di prevenzione per diabete, cancro e malattie cardiovascolari.

Nel commento riportato, Remuzzi ricorda che l’OMS ha avviato una campagna di vaccinazione contro l’ebolavirus in Sudan, un virus che uccide il 70% degli infettati, e osserva che se un agente come Ebola si diffondesse senza controllo per la carenza di interventi internazionali, sarebbe un problema anche per gli Stati Uniti. Pur riconoscendo margini di miglioramento nell’Organizzazione, Remuzzi contesta l’accusa di lentezza attribuita all’OMS durante la pandemia, e sottolinea che gli Stati Uniti attesero più di un mese prima di riconoscere l’emergenza globale dichiarata dall’OMS.

Il direttore del The Lancet Richard Horton aveva scritto il 14 aprile 2020 che la decisione di tagliare il supporto USA all’OMS sarebbe stata paragonabile a “un crimine contro l’umanità”; Remuzzi riprende la preoccupazione per le conseguenze pratiche e sanitarie di una scelta di questo tipo. Il quadro generale tratteggiato dal documento presidenziale e dal commento di Remuzzi richiama osservazioni storiche: già Harry Truman nel 1945 proponeva un grande progetto governativo per assicurare cure e prevenzione, proposta non accolta dal Congresso e, secondo Remuzzi, alla base delle persistenti debolezze del sistema sanitario statunitense.

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