In breve
- I posti per la Medicina d'emergenza e urgenza sono passati da 391 a 954 tra 2019 e 2025.
- La diminuzione percentuale di posti coperti riflette l'aumento dei posti banditi, non un calo assoluto degli iscritti.
- In Italia la quota di posti MEU è circa il 9% dei laureati annuali, più alta rispetto a Francia, Regno Unito e Spagna.
Lo studio condotto dalla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, dall’Università di Milano e dall’Istituto Mario Negri analizza i dati nazionali sulle borse di specializzazione dal 2019 al 2025 e mette in discussione l’interpretazione secondo cui esisterebbe una crisi di vocazione per la Medicina d’emergenza e urgenza.
I ricercatori rilevano che, nello stesso periodo, i posti disponibili per la Medicina d’emergenza e urgenza sono passati da 391 a 954. Il tasso di copertura in proporzione è sceso dal 90% nel 2019 al 25% nel 2024, poi è risalito al 47% nel 2025.
Lo studio precisa che la causa principale dell’aumento dei posti scoperti è l’incremento abnorme dei posti messi a bando e non un calo dell’interesse dei neolaureati in Medicina e Chirurgia.
Posti disponibili per la MEU 2019-2025
Nel periodo considerato la Medicina d’emergenza e urgenza ha avuto uno degli incrementi più alti tra le scuole di specializzazione italiane: i posti disponibili sono più che raddoppiati, da 391 a 954. In termini percentuali, la copertura dei posti è diminuita fino al 25% nel 2024 e si è riportata al 47% nel 2025, ma il numero assoluto di specializzandi iscritti è aumentato tra il 2022 e il 2025.
Gli autori specificano che la MEU, nel 2025, è stata la terza scuola di specializzazione tra quelle con un tasso di copertura inferiore al 90% per numero di iscritti. Da questo dato i ricercatori concludono che il problema non è la mancanza di specializzandi, ma l’eccesso di posti messi a bando rispetto al numero di laureati in Medicina e Chirurgia che partecipano al concorso, come afferma Ludovico Furlan, primo autore dello studio.
Giovanni Nattino, che ha curato l’analisi dei dati, sottolinea che il rapporto tra posti coperti e posti disponibili è un indicatore che pu ingannare quando il numero di posti offerti cambia rapidamente e va letto insieme all’andamento assoluto di candidati, laureati e posti assegnati.
Confronto internazionale: quota posti per laureati
Il confronto con altri Paesi mostra che, in Italia, i posti banditi per la Scuola di Specializzazione in Medicina d’emergenza e urgenza corrispondono a circa il 9% del totale dei laureati in medicina di un anno. In Francia la quota è circa il 6%, nel Regno Unito il 3% e in Spagna l’1%, secondo i dati citati nello studio.
Le indagini ministeriali 2021-2022, richiamate dagli autori, indicano che il gradimento della MEU è paragonabile a quello di Cardiologia e superiore a Medicina Interna e Chirurgia Generale. Perci gli autori ritengono che leggere l’aumento dei posti scoperti come segno di disaffezione verso la specialità sia fuorviante.
Il lavoro mette in guardia anche dal rischio che un racconto mediatico sulla fuga dalla specialità possa scoraggiare i futuri medici, nonostante i dati oggettivi di interesse e soddisfazione dichiarati dai candidati.
Gli autori non negano le difficoltà del lavoro nei Pronto Soccorso: turni impegnativi, sovraffollamento, aggressioni e elevata responsabilità sono elementi citati da Giorgio Costantino, direttore del Pronto Soccorso della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Per questo motivo lo studio suggerisce che aumentare i posti senza incrementare parallelamente il numero di laureati disponibili non risolve il problema.
