Ratafia Ciociara registrata come Indicazione Geografica il 5 agosto 2025

In breve

  • La Ratafia Ciociara è stata iscritta nel registro delle Indicazioni Geografiche dell'UE il 5 agosto 2025.
  • Arsial ha redatto il dossier tecnico-scientifico-storico e ha gestito l'iter nazionale e comunitario.
  • La produzione media annua è di circa 37.000 litri, per un valore stimato di 700.000 euro, con dieci opifici a Frosinone.

La pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 5 agosto 2025 segna l’iscrizione della Ratafia Ciociara nel registro delle Indicazioni Geografiche dell’UE. Il provvedimento rende la ratafia la prima bevanda spiritosa del Lazio ad ottenere questo riconoscimento comunitario. Il testo ufficiale è il documento che sancisce la tutela a livello europeo per il prodotto come denominazione legata al territorio.

Arsial ha svolto un ruolo tecnico e istituzionale lungo tutto l’iter di riconoscimento. L’Agenzia ha curato la redazione del dossier tecnico-scientifico-storico, comprensivo di statuto, disciplinare di produzione e relazioni tecnica, storica e socio-economica. Arsial ha inoltre partecipato al dialogo con le autorità nazionali e comunitarie e alla gestione delle osservazioni ricevute durante la procedura.

Iscrizione nella Gazzetta Ufficiale UE del 5 agosto 2025

La data di pubblicazione, il 5 agosto 2025, è il riferimento legale che attesta l’avvenuta iscrizione della Ratafia Ciociara nel registro IG. L’atto pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea formalizza la protezione, rendendo applicabili le norme comunitarie sul marchio di indicazione geografica. Il riconoscimento interessa la denominazione così come definita nel disciplinare allegato al dossier.

Caratteristiche della Ratafia Ciociara e produzione

La Ratafia Ciociara è ottenuta dall’infusione idroalcolica di visciole o amarene, botanicamente indicate come Prunus Cerasus spp, in vino Cesanese del Piglio DOCG o Atina DOC Cabernet e alcool puro. La produzione è esclusiva della provincia di Frosinone, elemento territoriale vincolante del disciplinare. Il prodotto si differenzia da bevande omologhe del Nord Italia e d’Europa per l’uso prevalente di vino anziché distillati.

La ratafia ha un colore rosso rubino intenso e profumi di visciole, frutti di bosco e mandorla, caratteristiche organolettiche segnalate nel dossier. In passato la bevanda veniva servita in occasione di fidanzamenti e accordi familiari, connessa al motto latino Pax rata fiat, da cui deriva il nome. La valenza identitaria è radicata nella cultura contadina della Ciociaria.

La produzione media annua indicata nel dossier è di circa 37.000 litri, con un valore stimato di 700.000 euro. Sono attivi dieci opifici nella provincia di Frosinone coinvolti nella filiera produttiva. Il dossier sottolinea che, grazie alla tutela IG, questo valore economico è destinato a crescere per il comparto locale.

Diffusione internazionale e riconoscimenti

La Ratafia Ciociara è presente sui mercati esteri, con inserimenti nelle carte dei vini di ristoranti a Melbourne, Sydney e Brighton in Australia. Il sito specializzato Young Gun of Wine l’ha inserita tra i migliori liquori digestivi e da dessert, menzione riportata nel materiale informativo. Questi elementi sono citati a sostegno della valenza commerciale e dell’apprezzamento internazionale del prodotto.

Il Presidente di Arsial, Massimiliano Raffa, ha dichiarato che il riconoscimento è «una vittoria del territorio, delle comunità locali e di un saper fare che affonda le radici nella nostra storia». Raffa ha aggiunto che Arsial ha offerto competenza, rigore tecnico e supporto istituzionale, e ha definito il risultato come punto di partenza per nuove opportunità di crescita del comparto agroalimentare del Lazio. Il comunicato ufficiale di Arsial sottolinea il rafforzamento del ruolo dell’Agenzia nella valorizzazione delle produzioni tipiche e nella tutela della biodiversità agricola.

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