In breve
- Cinque vitigni nuovi, Roncetto, Veciò, Frabotta, Tagliaferro e Mostaccina, sono stati iscritti nel Registro Volontario Regionale del Lazio.
- Il Registro porta a 52 le varietà locali tutelate, di cui 49 per uva da vino e 3 per uva da tavola, con 760 ettari a rischio di erosione genetica.
- Nel 2025 le varietà autoctone hanno prodotto circa 10.000 ettolitri come vini monovarietali coinvolgendo 101 cantine.
Il patrimonio viticolo del Lazio si arricchisce di cinque nuove varietà iscritte nel Registro Volontario Regionale: Roncetto, Veci, Frabotta, Tagliaferro e Mostaccina. Le iscrizioni sono state deliberate dalla Commissione tecnico-scientifica per la sezione Vegetale e riguardano risorse genetiche autoctone di interesse agrario a rischio di erosione. Con queste nuove iscrizioni salgono a 52 le varietà locali di vite tutelate nel Lazio, di cui 49 destinate alla produzione di uva da vino e 3 destinate all’uva da tavola.
I sopralluoghi che hanno identificato alcune delle varietà sono stati condotti dal CREA tra il 2020 e il 2022 nel quadro del progetto “Biotices. Alle radici del Cesanese”, finanziato dal GAL Terre di PRE. GIO. Il progetto è stato realizzato con il contributo del CREA Viticoltura ed Enologia e di ARSIAL. ARSIAL è l’agenzia regionale che gestisce il Registro Volontario Regionale e la Rete di Conservazione e Sicurezza ai sensi della Legge regionale 1 marzo 2000, n. 15.
Roncetto e Veci individuati ai Monti Lucretili
Roncetto e Veci sono due vitigni a bacca rossa rinvenuti nel territorio del Parco regionale naturale dei Monti Lucretili. Gli esemplari sono stati censiti nei comuni di Roccagiovine, San Polo dei Cavalieri e Marcellina. Le segnalazioni provengono dai sopralluoghi del CREA svolti tra il 2020 e il 2022 nell’ambito del progetto finanziato dal GAL Terre di PRE. GIO.
La presenza dei due vitigni nell’area dei Monti Lucretili rafforza il quadro delle varietà locali già riconosciute nella provincia. ARSIAL raccoglie, oltre alle iscrizioni, le segnalazioni provenienti dai territori e coordina la caratterizzazione e la conservazione delle risorse a rischio di erosione.
Frabotta, Tagliaferro e Mostaccina: collocazione storica e censimenti
La Frabotta, a bacca bianca, è stata censita a Sant’Elia Fiumerapido e appartiene a un areale storico compreso tra la Valle di Comino e il Cassinate. Il Tagliaferro è una varietà storicamente presente tra la Sabina Romana, la media valle dell’Aniene, i Monti Ruffi e i Monti Affilani. La Mostaccina è stata individuata nel territorio di Olevano Romano, dove sono stati rintracciati esemplari di entrambe le varietà durante i sopralluoghi del CREA.
Le iscrizioni consolidano la presenza storica di queste varietà nel paesaggio agrario regionale e offrono strumenti per la loro conservazione attraverso la Rete di Conservazione e Sicurezza gestita da ARSIAL. Il lavoro di censimento e caratterizzazione è parte delle attività previste dalla normativa regionale e dalle azioni di ricerca applicata al settore vitivinicolo.
Dati quantitativi sul patrimonio genetico e produzione 2025
Complessivamente, ai sensi della normativa regionale, sono 270 le risorse genetiche autoctone del Lazio tutelate: 246 vegetali e 24 animali. I vitigni a rischio di erosione genetica interessano circa 760 ettari dei 3.173 ettari complessivamente destinati alle varietà autoctone nella regione.
Nel 2025 i vitigni autoctoni a ridotta diffusione hanno generato, come vini monovarietali, una rivendicazione di circa 10.000 ettolitri. Questa produzione ha coinvolto 101 cantine, mentre negli ultimi dieci anni le varietà a ridotta diffusione hanno contribuito all’avvio o alla rivitalizzazione di quasi cento cantine del Lazio.
Dichiarazioni ufficiali e finalità della tutela
Il Presidente di ARSIAL, Massimiliano Raffa, ha dichiarato: Recuperare un vitigno significa restituire valore a un territorio e creare nuove opportunità per le imprese. Raffa ha aggiunto che il mercato premia i vini che raccontano un’identità riconoscibile e che il Lazio possiede un patrimonio di varietà autoctone che pu fare la differenza.
La tutela delle risorse genetiche autoctone è finalizzata a impedire la perdita di ricchezza varietale e a trasformarla in una leva concreta di sviluppo e competitività per le cantine, con particolare attenzione alle imprese di piccole dimensioni che possono usare le varietà autoctone come strumento di differenziazione sul mercato.
