La scoperta più inattesa sugli esiti dopo lesione midollare non riguarda farmaci ma Quattro persone che hanno camminato usando stimolazione epidurale e controllo del tronco

Paziente in stazione eretta con deambulatore e terapia di stimolazione epidurale

In breve

  • Quattro partecipanti con lesione toracica cronica T4-T7 e AIS A o B hanno camminato con deambulatore dopo stimolazione epidurale.
  • Il controllo trunk-mediated control sfrutta una lieve estensione del tronco, in media circa 9 gradi, per cambiare la risposta alla stimolazione.
  • Dopo impianto e 4 mesi di riabilitazione intensiva tutti i pazienti hanno migliorato il WISCI II da 0 a 9 senza recupero della contrazione volontaria.

Quattro persone con lesione midollare toracica cronica e funzionalmente completa sono riuscite a camminare usando una nuova modalità di stimolazione epidurale controllata dal movimento del tronco.

Lo studio, condotto nel laboratorio MINE in collaborazione tra Università Vita-Salute San Raffaele e Scuola Superiore Sant’Anna presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele, è stato pubblicato su Med – Cell Press.

Metodo trunk-mediated control, principio e misura

Gli autori descrivono il principio chiamato trunk-mediated control, o TMC, secondo cui una lieve estensione volontaria del tronco modifica l’effetto della stimolazione epidurale senza cambiare le impostazioni dello stimolatore.

La lieve estensione volontaria del tronco osservata ha avuto in media un valore di circa 9 gradi, sufficiente a passare dalla estensione dell’arto inferiore alla flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia.

La spiegazione proposta è che il movimento del busto modifichi temporaneamente i rapporti anatomici tra le strutture nervose e gli elettrodi, variando cos l’effetto della stimolazione e permettendo al paziente di contribuire al controllo della locomozione.

Partecipanti: caratteristiche cliniche e intervento

I primi quattro partecipanti avevano lesione midollare traumatica cronica localizzata tra T4 e T7, classificata AIS A o B e funzionalmente completa dal punto di vista motorio, senza capacità di contrarre volontariamente i muscoli degli arti inferiori.

Ai partecipanti è stato impiantato uno stimolatore midollare disponibile in commercio e sono stati sottoposti a 4 mesi di riabilitazione intensiva e quotidiana guidata da fisioterapisti.

Il programma riabilitativo è stato progressivo: esercizi di controllo del tronco e attivazione degli arti inferiori con neurostimolazione, poi stazione eretta, trasferimento del peso e cammino con deambulatore.

Risultati funzionali documentati e sicurezza

Al termine del percorso, tutti e quattro i partecipanti hanno potuto camminare con un deambulatore senza assistenza manuale né sistemi di sostegno del peso corporeo; il punteggio WISCI II è passato per tutti da 0 a 9.

Un partecipante ha percorso 132 metri in 42 minuti di cammino continuo; tutti hanno affrontato curve, pendenze e superfici esterne irregolari.

Tre partecipanti hanno raggiunto la capacità di mantenere la posizione eretta sostenendosi con una sola mano, usando l’altra per semplici attività quotidiane.

I ricercatori precisano che in nessuno dei quattro pazienti si è osservato il recupero della contrazione volontaria dei muscoli delle gambe: il movimento degli arti inferiori è stato generato dalla stimolazione.

Non sono stati osservati eventi avversi correlati a disautonomia durante lo studio.

Il gruppo di ricerca è stato guidato dal professor Pietro Mortini e dal professor Silvestro Micera, con il contributo del dottor Sandro Iannaccone per la riabilitazione.

Lo studio è stato finanziato da Università Vita-Salute San Raffaele, Boston Scientific Spa, Fondazione Cariplo, Fondazione Bertarelli, #NextGenerationEU (NGEU) e Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).

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