No, la soluzione non è nei materiali fossili: la ricerca dell’Università di Pisa su olio di frittura esausto propone componenti per i settori automobilistico e dell’edilizia

Laboratorio con campioni di schiume e olio esausto trasformato

In breve

  • L’Università di Pisa, coordinata dalla professoressa Maurizia Seggiani, ha trasformato olio di frittura esausto in polioli, materiali a cambio di fase e biolubrificanti.
  • I risultati sono stati pubblicati su Scientific Reports, Materials Today Sustainability e Chemical Engineering Journal.
  • Applicazioni previste includono pannelli interni e isolamento per auto, e isolamento termico e acustico per edilizia.

La ricerca coordinata dall‘Università di Pisa trasforma l‘olio di frittura esausto in componenti utili per i settori automobilistico e dell’edilizia. I risultati sono stati pubblicati su Scientific Reports, Materials Today Sustainability e Chemical Engineering Journal, riviste scientifiche ad alto impact factor. Lo studio è guidato dalla professoressa Maurizia Seggiani del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale, nell’ambito del Centro Nazionale PNRR MOST – Mobilità Sostenibile. La linea di ricerca riguarda la sostituzione di materiali di origine fossile con alternative rinnovabili ottenute da scarti locali.

Università di Pisa guida progetto MOST

Il progetto è condotto dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale, DICI, dell‘Università di Pisa, con la professoressa Maurizia Seggiani come referente. L’iniziativa si svolge nel quadro del Centro Nazionale PNRR MOST – Mobilità Sostenibile, e le attività sono state presentate nello Spoke 11, dedicato ai materiali innovativi e all’alleggerimento. Le pubblicazioni derivate dal progetto compaiono su tre riviste scientifiche: Scientific Reports, Materials Today Sustainability e Chemical Engineering Journal. Le ricerche coinvolgono più dipartimenti e istituzioni in collaborazione, con contributi sperimentali e di caratterizzazione.

Applicazioni per auto ed edilizia delle schiume

I ricercatori hanno convertito l‘olio esausto in poliolo, un componente fondamentale per la produzione di schiume poliuretaniche biobased. Le schiume ottenute possono essere impiegate nei pannelli interni degli sportelli e in altri componenti dell’abitacolo per attenuare le vibrazioni e stabilizzare la temperatura interna. Nei test descritti, l’integrazione di materiali a cambio di fase nella schiuma consente di assorbire calore in esposizione solare e rilasciarlo quando la temperatura esterna diminuisce, migliorando il comfort e riducendo i consumi per la climatizzazione. In edilizia, le medesime schiume multifunzionali possono essere inserite nelle pareti e nelle intercapedini per migliorare isolamento termico e acustico, contribuendo all’efficientamento energetico e alla riduzione dei consumi.

Il lavoro include anche la produzione di biolubrificanti destinati a sistemi idraulici industriali, ottenuti dalla trasformazione chimica dell’olio esausto. Le tre tipologie di prodotti sviluppate sono quindi polioli per schiume, materiali a cambio di fase e biolubrificanti, ciascuna con potenziali applicazioni industriali concrete. Le ricadute industriali e politiche sono richiamate esplicitamente nella dichiarazione della professoressa Seggiani: La valorizzazione di uno scarto locale come l’olio esausto rappresenta una delle strategie possibili per diminuire, insieme ad altre, il ricorso alle risorse fossili.

Il consorzio di ricerca comprende, oltre a DICI, il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni, il Centro Interdipartimentale CIRESS, il Politecnico di Bari con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica e il Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management, e l’Università di Bologna, Dipartimento di Chimica Industriale “Toso Montanari”. Le ricerche sono finanziate dal Centro Nazionale PNRR MOST – Mobilità Sostenibile e sono inserite nello Spoke 11 relativo ai materiali innovativi. L’articolo è stato pubblicato originariamente su UNIPI come comunicato di ateneo.

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