In breve
- Il 22 giugno 2026 il team dell'Università di Pisa ha restituito i risultati del progetto PARTNER alla Casa Circondariale Don Bosco di Pisa.
- Il progetto PARTNER, coordinato dall'Università di Pisa con PI Lara Tavoschi, coinvolge partner in Grecia, Francia, Moldova e l'ASST Santi Paolo e Carlo.
- La restituzione ha coinvolto 15 persone detenute e ha evidenziato temi centrali: informazione, fiducia, diritti, ascolto, cura, prevenzione e partecipazione.
Il 22 giugno 2026 il team dell‘Università di Pisa ha incontrato le persone detenute della Casa Circondariale Don Bosco di Pisa per restituire i risultati delle attività di co-creazione del progetto PARTNER.
All’incontro hanno partecipato Gerardo Pastore, Erica De Vita e Lara Tavoschi, componenti del gruppo di lavoro pisano, e la restituzione ha mostrato come i contributi raccolti orientino la costruzione dei materiali formativi attualmente in fase di sviluppo.
Incontro del 22 giugno 2026 a Casa Circondariale Don Bosco
La restituzione ha coinvolto 15 persone detenute, donne e uomini provenienti sia dalla sezione femminile sia dalla sezione maschile dell’istituto, e ha previsto la presentazione dei risultati delle attività di co-creazione realizzate nell’ambito del progetto.
Prima della restituzione il team dell’Università di Pisa ha svolto un confronto con il personale dell’area medica, dell’area educativa e con il personale di custodia, dialogo che ha permesso di discutere lo sviluppo dei materiali formativi e di raccogliere ulteriori elementi di riflessione.
La discussione con le persone detenute è stata fortemente partecipata e ha prodotto riflessioni sui concetti riconosciuti come centrali: informazione, fiducia e diritti, riconosciuti utili per promuovere salute, benessere e accesso consapevole ai servizi nei contesti di privazione della libertà.
PARTNER, coordinamento Università di Pisa e partner europei
PARTNER, acronimo di Participatory Approach for Training, Empowerment, and Health Education Resources in Prisons, è un progetto europeo coordinato dall’Università di Pisa, con Lara Tavoschi come Principal Investigator.
I partner citati nella documentazione sono il Prolepsis Institute in Grecia, il Centre Hospitalier Universitaire de Montpellier in Francia, la National Administration of Penitentiaries della Repubblica Moldova e l’ASST Santi Paolo e Carlo in Italia.
Il progetto è dedicato alla promozione dell’educazione alla salute e della health literacy nei contesti penitenziari e mira a sviluppare materiali formativi rivolti sia alle persone che vivono in carcere sia al personale penitenziario, a partire dall’ascolto dei bisogni, delle esperienze e delle proposte raccolte attraverso attività di co-creazione.
Nel corso della restituzione è stata presentata una word cloud elaborata a partire dalle attività di co-creazione, che restituisce temi emersi come ascolto, cura, prevenzione e partecipazione.
Le persone partecipanti hanno sottolineato che l’educazione alla salute pu produrre effetti che superano il tempo della detenzione, contribuendo a sviluppare conoscenze e competenze utili anche dopo la scarcerazione; la discussione ha inoltre evidenziato la lettura della salute come questione condivisa che attraversa l’intera comunità penitenziaria.
Durante il confronto è stato richiamato il tema del genere, indicato come una dimensione ancora poco tematizzata nei contesti penitenziari ma rilevante per comprendere bisogni di salute, condizioni di benessere ed esperienze quotidiane di donne e uomini che vivono in carcere.
Un disegno realizzato da una persona detenuta durante l’incontro del 22 giugno 2026 restituisce lo spazio di ascolto, dialogo e co-creazione che ha caratterizzato la mattinata e accompagna la documentazione del progetto.
Il team PARTNER dell’Università di Pisa ringrazia la Direzione della Casa Circondariale Don Bosco, la Direzione del Centro Clinico, il personale dell’area educativa, dell’area medica e il personale di custodia per aver reso possibile l’incontro; un ringraziamento particolare va alle persone detenute che hanno partecipato per il tempo, l’attenzione e la qualità delle riflessioni condivise.
Le voci delle persone detenute continueranno a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo del progetto PARTNER e nella costruzione di interventi educativi capaci di rispondere ai bisogni delle comunità penitenziarie.
