In breve
- Un aumento del 30% della vegetazione urbana avrebbe potuto salvare fino a 1,16 milioni di vite in 20 anni.
- Lo studio indica 396.955 decessi evitabili in Europa, con 37.616 in Italia.
- I dati provengono dal MCC Collaborative Research Network e l'analisi è coordinata dalla Monash University.
Incrementare la vegetazione urbana del 30% avrebbe potuto evitare, nei venti anni considerati, quasi 400.000 decessi in Europa; lo afferma lo studio pubblicato su The Lancet Planetary Health.
I ricercatori hanno utilizzato i dati del Multi-Country Multi-City (MCC) Collaborative Research Network e un modello di simulazione per stimare l’effetto della copertura verde urbana sulla mortalità legata al calore.
Stima globale: 1,16 milioni di vite salvate
Lo studio, intitolato “Estimating the urban heat-related mortality burden due to greenness: a global modelling study”, stima che un aumento del 30% della copertura verde urbana avrebbe potuto salvare fino a 1,16 milioni di vite in tutto il mondo nei due decenni considerati.
I ricercatori riportano una riduzione della mortalità dovuta al caldo di oltre il 36% come risultato della maggiore vegetazione urbana.
Tra il 2000 e il 2019, il caldo ha causato in media 500.000 decessi all’anno, cifra che rappresenta lo 0,91% della mortalità globale, secondo i dati citati nello studio.
Dettaglio regionale: 396.955 decessi evitabili in Europa
Lo studio fornisce numeri per continenti e regioni: in Europa si sarebbero registrati 396.955 decessi in meno nei venti anni considerati.
Per l’Asia la stima è di 527.989 decessi evitati, per l’America Latina e Caraibi 123.085, per il Nord America 69.306, per l’Africa 35.853 e per l’Oceania 2.733.
Per l’Italia lo studio indica che sarebbero stati evitati 37.616 decessi nello stesso intervallo temporale, cifra ripresa nei risultati regionali.
Ruolo degli autori: Monash University e Unifi
Lo studio è stato coordinato dalla Monash University e ha visto la partecipazione di Francesco Sera, docente di Statistica matematica presso il Dipartimento di Statistica, Informatica, Applicazioni ‘G. Parenti’ (DiSIA) dell’Università di Firenze.
Francesco Sera ha supervisionato la gestione dei dati e i metodi statistici utilizzati nell’indagine, contribuendo all’analisi basata sui dati del MCC Collaborative Research Network.
“Questo è il primo studio a stimare gli effetti del verde urbano sia per quanto riguarda il raffreddamento che la variazione della relazione tra temperatura e mortalità”, spiega Sera nella nota citata dalla fonte.
“Attraverso un modello di simulazione avanzato, abbiamo stimato che incrementare la copertura verde urbana del 30% avrebbe potuto salvare nei due decenni considerati fino a 1,16 milioni di vite in tutto il mondo. Una riduzione della mortalità dovuta al caldo di oltre il 36%”, aggiunge il docente.
“I risultati di questo studio – conclude il docente – suggeriscono che la conservazione e l’espansione delle aree verdi in ambito urbano rappresentano una posible strategia per attenuare l’impatto sulla salute umana dell’esposizione al calore”.
