In breve
- Greenpeace critica lo sconto di Eni e IP come un tentativo di evitare una tassa sui profitti.
- Il Corriere della Sera stima un costo per Eni di poco meno di 100 milioni di euro al mese.
- Eni ha registrato un aumento di 5,4 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2026 rispetto all'anno precedente.
Greenpeace Italia, tramite Simona Abbate della campagna Clima, ha commentato la decisione di Eni e successivamente di IP di porre un tetto ai prezzi al distributore di benzina e gasolio, definendo lo sconto offerto come un tentativo di sottrarsi a una tassazione sui profitti. Abbate ha detto: «Le aziende petrolifere, che hanno accumulato miliardi a nostre spese per mesi, ora vorrebbero evitare una tassa sui loro profitti con pochi centesimi di sconto ai distributori.» La dichiarazione sottolinea che la «beneficenza» non farà dimenticare la crisi climatica ed energetica e indica l’industria del petrolio e del gas come «il principale colpevole».
Greenpeace Italia chiede che il governo Meloni tassI i profitti delle compagnie petrolifere e usi i proventi per finanziare misure strutturali contro il caro energia, per accelerare la transizione energetica e per ridurre la dipendenza dell’Italia dai combustibili fossili. L’organizzazione afferma che, invece di ringraziare per uno sconto temporaneo su benzina e diesel, lo Stato dovrebbe intervenire con imposte sui profitti. La richiesta è espressa come alternativa politica diretta alle mosse commerciali di Eni e IP.
Costo stimato per Eni: circa 100 milioni al mese
Secondo i calcoli del Corriere della Sera, il tetto ai prezzi del carburante costerà a Eni poco meno di 100 milioni di euro al mese. Il dato è presentato confrontando l’impatto diretto dello sconto applicato alla rete di distribuzione. Greenpeace e il Corriere considerano questa cifra un contributo minimo rispetto ai profitti complessivi delle società petrolifere.
Ricavi da distribuzione di Eni: circa 1,3 miliardi al mese
Il Corriere della Sera riporta che Eni realizza ricavi da distribuzione di circa 1,3 miliardi di euro al mese. Il rapporto mette in relazione il costo del tetto, definito «poco meno di 100 milioni», con questi ricavi mensili. L’articolo sottolinea la proporzione tra lo sconto marginale e il giro d’affari della rete di vendita.
Secondo trimestre 2026: +5,4 miliardi per Eni
Il testo cita che solo nel secondo trimestre del 2026 Eni ha fatturato 5,4 miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’incremento è attribuito soprattutto all’aumento dei prezzi del petrolio e del gas. Greenpeace utilizza questo dato per sostenere la richiesta di una tassazione sui profitti straordinari delle compagnie.
