Caldo estremo: raccomandazioni OMS e dati chiave 2015-2024

Strada urbana d'estate con asfalto caldo e sprazzi di verde

In breve

  • Il rapporto Lancet Countdown registra un aumento medio annuo di 52 decessi per milione tra 2015 e 2024 e oltre 60.000 morti premature nell'estate 2022.
  • L'OMS ha aggiornato gli Heat–Health Action Plans con otto elementi chiave e mira a zero morti per il caldo.
  • L'Italia ha un Piano nazionale dal 2005 coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Lazio, attivo in 45 città.

Il caldo estremo è definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come emergenza di sanità pubblica in Europa; il Direttore regionale OMS per l’Europa, Hans Henri P. Kluge, ha convocato una riunione d’emergenza il 7 luglio con rappresentanti di 41 Stati membri.

La terza edizione del rapporto Lancet Countdown indica che oltre il 99% delle 823 regioni monitorate ha registrato un aumento dei decessi attribuibili al caldo nel periodo 2015-2024 rispetto al periodo 1991-2000. Il rapporto calcola un incremento medio annuo di 52 decessi per milione di abitanti e ricorda che, nella sola estate del 2022, si contarono oltre 60.000 morti premature associate alle ondate di calore.

L’aumento delle morti: 823 regioni e +52 decessi per milione

Il rapporto segnala che le allerte sanitarie giornaliere per caldo estremo sono aumentate del 318% nel periodo analizzato. L’esposizione al caldo di neonati e anziani è cresciuta del 254% e il numero medio annuo di ore in cui l’attività fisica leggera o moderata è risultata non sicura è aumentato dell’88%. I ricercatori evidenziano anche l’ampliamento della finestra di trasmissione della dengue, quasi triplicata nel periodo 2015-2024 rispetto a 1981-2010.

Il Copernicus Climate Change Service rileva un aumento della temperatura media europea di circa 2,5 C rispetto ai livelli preindustriali. Il mese di giugno più recente è stato il più caldo mai registrato per l’Europa occidentale, con +3,05 C rispetto alla media del periodo 1991-2020. Lo studio su Nature Climate Change mostra che la temperatura percepita, misurata con l’indice UTCI, cresce più rapidamente della temperatura dell’aria e che lo stress termico notturno aumenta più del diurno.

Stress termico e soglia UTCI: UTCI 46 C per stress estremo

Lo UTCI, Universal Thermal Climate Index, è la misura adottata per valutare lo stress termico e individua una soglia di stress estremo per UTCI maggiore o uguale a 46 C. Gli autori segnalano l’incremento degli “eventi composti”, sequenze di giorni con forte stress termico seguiti da notti tropicali con minima superiore a 20 C, che impediscono al corpo di recuperare.

In Europa la frequenza di eventi composti della durata di 15-30 giorni è aumentata di 3,4 volte dal 1965 al 2024. Lo studio sullo stress termico evidenzia che tali eventi sono diventati più frequenti, più gravi e più prolungati, con implicazioni per mortalità e salute pubblica.

OMS: Heat-Health Action Plans aggiornati con 8 elementi chiave

L’OMS ha aggiornato gli Heat-Health Action Plans, l’edizione precedente risaliva al 2008, per fornire un documento operativo che traduce evidenze ed esperienza in azioni pratiche. Il documento individua otto elementi chiave che vanno dalla governance ai sistemi di allerta precoce e al rafforzamento della resilienza dei servizi sanitari.

Il Direttore regionale Kluge sottolinea che quando i piani sono predisposti e collaudati prima di una crisi “salvano vite umane”; tuttavia, meno della metà dei Paesi nella regione europea dispone oggi di tali piani. L’obiettivo dichiarato dall’OMS è di arrivare a zero morti per il caldo.

Italia: Piano nazionale dal 2005, attivo in 45 città

L’Italia ha avviato il “Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute” nel 2005, promossa dal Ministero della Salute con il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, CCM. Il piano è coordinato dal Centro di competenza nazionale Dipartimento di Epidemiologia del Lazio e integra sistemi di allerta meteo, sorveglianza delle morti giornaliere e monitoraggio degli accessi ai pronto soccorso.

Il piano italiano raccoglie piani locali, redige linee guida il cui ultimo aggiornamento è del 2019 e predispone misure come il “codice calore”, un percorso differenziato nei pronto soccorso. Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto Mario Negri, avverte che, secondo previsioni citate, entro la fine del secolo le temperature in molte aree del mondo potrebbero diventare intollerabili per il corpo umano e richiama i dati sulla vulnerabilità di un miliardo di bambini e sulle probabilità maggiori di esposizione negli individui nati nel 2020 rispetto a chi è nato nel 1960.

Le raccomandazioni pratiche degli Heat-Health Action Plans includono l’uso prudente dei ventilatori, l’aria condizionata come strumento efficace ma poco sostenibile, e interventi di mitigazione urbana come la riforestazione e la depavimentazione. La Nature Restoration Regulation del 2024 obbliga gli Stati membri a fermare la perdita di verde urbano entro il 2030 e a incrementarlo del 5% entro il 2050.

Il principio 3-30-300, proposto nel 2023, indica che ogni cittadino dovrebbe poter vedere almeno 3 alberi, avere il 30% di copertura arborea nel quartiere e un parco entro 300 metri. Uno studio su Nature Communications su 862 centri europei con oltre 50.000 abitanti rileva che solo il 13,5% dei cittadini soddisfa pienamente questi criteri. Il progetto italiano Mirificus stima che piantumazioni e pavimentazioni meno calde potrebbero ridurre le isole di calore fino a 4 C.

Le raccomandazioni pratiche: i ventilatori sono utili, ma oltre i 35 C è necessario inumidire la pelle per rendere l’aria effettivamente rinfrescante e non aumentare il rischio di disidratazione. L’aria condizionata è definita dall’OMS uno strumento potenzialmente salvavita, ma il suo uso diffuso aumenta le emissioni di gas serra, contribuisce all’effetto isola di calore e pu causare blackout per la domanda energetica durante le ondate di calore.

Il caldo minaccia la salute umana perché l’organismo deve mantenere una temperatura interna intorno a 37 C; il colpo di calore si verifica quando la temperatura corporea supera i 40 C, con rischio di danni cerebrali e insufficienza multiorgano. Il sistema cardiovascolare è particolarmente a rischio: il cuore lavora di più, aumentano frequenza cardiaca, squilibri elettrolitici, aritmie, infarto e ictus.

Gruppi vulnerabili individuati sono le persone con patologie cardiache e renali, i bambini piccoli e gli anziani; le condizioni socioeconomiche e occupazionali aumentano l’esposizione. Il caldo influisce anche sulla salute mentale: peggiorano ansia, depressione, disturbi del sonno e la schizofrenia vede un aumento dei sintomi e dei ricoveri durante le ondate di calore.

Tag

Lascia un commento