In breve
- Il 13 gennaio un paziente ustionato da Crans-Montana è stato trattato con ECMO alla Terapia Intensiva "Vecla" del Policlinico.
- La gestione del caso ha coinvolto un team multidisciplinare con medici della Statale, infermieri, perfusionisti e specialisti come Bandera e Carrafiello.
- Gli specializzandi di Chirurgia Plastica a Niguarda, inclusi i sette nominati, hanno garantito assistenza continua rinunciando a giorni di ferie.
Oltre due mesi di lavoro intenso hanno coinvolto medici e specializzandi dell‘Università Statale di Milano dopo l’incendio di Capodanno a Crans-Montana.
La vicenda ha richiesto un impegno personale e professionale straordinario per la dimensione della tragedia, per l’età delle vittime e per la complessità delle cure necessarie.
Giacomo Grasselli e il caso del 13 gennaio
Il professor Giacomo Grasselli, docente del dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti e direttore dell’Emergenza Urgenza del Policlinico, è stato contattato il 13 gennaio dai colleghi della Terapia Intensiva Generale dell’Ospedale Niguarda per valutare uno dei ragazzi ustionati.
Quel paziente aveva sviluppato una gravissima insufficienza respiratoria acuta refrattaria ai trattamenti convenzionali e, su indicazione di Grasselli, è stato avviato il supporto ECMO e trasferito alla Terapia Intensiva “Vecla” del Policlinico.
La Terapia Intensiva “Vecla” è individuata dalla DG Welfare Regionale come Centro di Coordinamento per la gestione di pazienti con insufficienza respiratoria acuta e per i trattamenti di supporto extracorporeo; il paziente è rimasto in cura al Policlinico per circa un mese.
Il supporto ECMO è stato sospeso dopo circa due settimane e il paziente è stato poi ritrasferito al Centro Grandi Ustionati di Niguarda, grazie al lavoro integrato di rianimatori, perfusionisti e altri specialisti.
Gruppo della Statale coinvolto nel trattamento multidisciplinare
La gestione del caso è stata frutto di un lavoro di team che ha coinvolto anestesisti-rianimatori, infermieri, fisioterapisti, psicologi e neuropsichiatri infantili, perfusionisti, chirurghi e infettivologi, con partecipazione attiva degli specializzandi della Statale.
Tra i medici della Terapia Intensiva del Policlinico citati ci sono i professori Scaravilli e Mauri, mentre la professoressa Bandera e il suo team hanno avuto un ruolo determinante nel trattamento di una infezione polmonare da batterio multiresistente.
Alcuni servizi essenziali sono diretti da medici dell’Ateneo: la Radiologia è indicata come diretta dal professor Carrafiello, a conferma dell’integrazione tra assistenza clinica e competenze universitarie.
Specializzandi di Chirurgia Plastica a Niguarda
Gli specializzandi della Scuola di specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica dell’Università Statale hanno operato presso l’Ospedale Niguarda nella gestione dei giovani pazienti ustionati trasferiti dall’incidente di Crans-Montana, partecipando a valutazioni, interventi chirurgici e medicazioni.
I nomi riportati degli specializzandi sono Alessandro Dotti, Sofia Miglietti, Davide Molinari, Pietro Oldani, Francesco Penasa, Vito Russo e Chiara Truini, che hanno rinunciato a ferie per garantire continuità assistenziale.
Il professor Giorgio Pajardi, direttore della Scuola di specializzazione, ha sottolineato che gli specializzandi sono professionisti laureati dopo almeno sei anni di studio e ha proposto che la Regione Lombardia possa formulare un progetto pilota per valorizzarne il ruolo nella transizione tra formazione e professione.
Il prorettore ai Rapporti con il Sistema sanitario e presidente del Comitato di Direzione della Facoltà, Francesco Blasi, ha rimarcato che competenza, prontezza e dedizione del personale della Statale hanno trasformato un momento critico in un’occasione di crescita professionale e formativa.
