No, il dato non è neutro: il quarto rapporto del progetto ResPOnsE Covid-19 del Prof. Cristiano Vezzoni documenta effetti differenziati della pandemia sulle donne in Italia

In breve

  • Circa l'80% delle lavoratrici ha smesso di recarsi al lavoro nelle prime fasi della crisi.
  • Le lavoratrici autonome sono risultate le più vulnerabili e percepiscono maggior rischio di perdita del lavoro.
  • Le donne hanno mostrato maggiore disagio psicologico e aumento dei carichi domestici durante la pandemia.

Il quarto rapporto del progetto ResPOnsE Covid-19 coordinato dal Prof. Cristiano Vezzoni registra effetti differenziati della pandemia sulle donne in Italia, con dati raccolti tra aprile e luglio 2020.

L’indagine è curata dal SPS TREND Lab del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università Statale di Milano e realizzata in collaborazione con SWG, mediante 150 interviste al giorno che monitorano opinioni, comportamenti e benessere.

Impatto sul lavoro: circa 80% delle lavoratrici ha smesso di recarsi

Durante le prime fasi della crisi, circa il 80% delle lavoratrici ha smesso di recarsi al lavoro, secondo il rapporto. Le attività sui posti di lavoro sono riprese progressivamente, ma la percentuale di donne che ha ripreso il lavoro abituale è rimasta al 70%, contro l’80% degli uomini. Le lavoratrici autonome risultano le più colpite, indicate come la categoria più vulnerabile dal rapporto.

Le lavoratrici autonome hanno anche percepito con maggiore intensità il rischio di perdere il lavoro, secondo le analisi riportate. Il rapporto sottolinea l’incertezza nel mondo del lavoro causata dalla crisi e le differenti velocità di ritorno alle attività tra uomini e donne.

Vita domestica: aumento dei carichi e riduzione del reddito femminile

Il rapporto rileva che per molte donne la permanenza forzata a casa non ha significato più tempo libero, ma un aumento del carico di lavoro domestico. Le donne che vivono in coppia hanno aumentato il tempo dedicato al lavoro domestico e alla cura dei bambini in modo molto più marcato rispetto agli uomini. Contestualmente, diminuisce la capacità delle donne di contribuire al reddito familiare, secondo i dati esposti.

Il documento segnala un paradosso: la percezione di una maggiore condivisione dei compiti domestici è più frequente tra gli uomini che tra le donne. Il rapporto attribuisce queste differenze alle pratiche consolidate nella divisione dei compiti domestici prima della crisi.

Benessere psicologico: donne più esposte a depressione, nervosismo e solitudine

Nel periodo della crisi le donne sono risultate sistematicamente meno felici rispetto agli uomini, secondo il rapporto. Le donne hanno manifestato sintomi di depressione, nervosismo e solitudine con maggiore frequenza, collegati a condizioni materiali, lavorative e familiari più sfavorevoli.

Il rapporto indica che queste condizioni migliorano con l’allontanarsi del picco della crisi, ma restano segnali di vulnerabilità psicologica più accentuata tra le donne. Inoltre, le donne si sono mostrate più caute e maggiormente inclini a conformarsi alle misure di contrasto alla diffusione del virus, come il distanziamento sociale e l’uso della mascherina.

Il rapporto completo è disponibile online e il progetto ResPOnsE Covid-19 proseguirà con indagini settimanali fino a luglio 2020, con l’obiettivo di fornire supporto alle attività di policy making per interventi efficaci.

Tag

Lascia un commento