La più diffusa abitudine in cucina sembra innocua ma il report Are We Cooked? su 24 studi indica che riscaldare alimenti in contenitori di plastica rilascia microplastiche

In breve

  • Il report Are We Cooked? ha analizzato 24 studi rilevando rilascio di microplastiche e sostanze chimiche durante il riscaldamento in plastica.
  • Guo et al., 2024 ha misurato da 326.000 a 534.000 particelle in simulanti dopo cinque minuti di microonde.
  • Sono oltre 4.200 le sostanze chimiche identificate nelle plastiche e almeno 1.396 sono state rilevate nel corpo umano.

Il report Are We Cooked? ha aggregato i risultati di 24 studi e segnala che riscaldare alimenti in contenitori di plastica rilascia microplastiche, nanoplastiche e sostanze chimiche nei cibi.

La sintesi dei lavori scientifici comprende articoli pubblicati tra il 2024 e il 2025 e cita specifici esperimenti su materiali da contatto alimentare, analisi chimiche e indagini sugli effetti biologici. I testi citati includono studi pubblicati su Journal of Hazardous Materials, Nature e The Lancet, oltre a una review su Zenodo e documenti del progetto PlastChem.

Studio: fino a 534.000 particelle in cinque minuti

Lo studio di Guo et al., 2024, ha misurato la migrazione di microplastiche da contenitori in simulanti alimentari e ha rilevato che, dopo cinque minuti di riscaldamento al microonde, si disperdono tra 326.000 e 534.000 particelle. Il medesimo lavoro ha osservato che il riscaldamento al microonde pu produrre quantità fino a sette volte superiori rispetto al riscaldamento in forno per gli stessi materiali. Un altro studio del 2024 su contenitori per asporto ha mostrato effetti citotossici intestinali associati alla formazione di microplastiche durante l’uso quotidiano, come riportato da Jin et al., 2024.

La condizione dei contenitori è cruciale: imballaggi plastici vecchi, graffiati o riutilizzati rilasciano quasi il doppio delle particelle rispetto a imballaggi nuovi, secondo la sintesi delle ricerche incluse nel report. Gli studi esaminati usano sia rilevazioni microscopiche per contare particelle sia test chimici per identificare migranti.

Plastica: oltre 4.200 sostanze chimiche nei materiali

La mappatura chimica condotta da Moncls et al., 2025, e la review di Wagner et al., 2024, indicano che nelle plastiche per uso alimentare sono state identificate oltre 4.200 sostanze chimiche. La maggior parte di queste sostanze non è regolamentata specificamente negli imballaggi alimentari, sottolineano gli autori citati.

Tra le sostanze segnalate ci sono ftalati, bisfenoli e PFAS, composti associati a effetti sanitari a lungo termine come squilibri ormonali, cancro e danni riproduttivi. Inoltre, gli autori riportano che almeno 1.396 sostanze presenti nelle plastiche a contatto con alimenti sono state rilevate nel corpo umano, collegando l’esposizione a disturbi del neurosviluppo, malattie cardiovascolari, obesità e diabete di tipo 2, come discusso da Landrigan et al. nella The Lancet Countdown 2025.

Le sostanze chimiche possono essere aggiunte intenzionalmente alla plastica come plastificanti, stabilizzanti o antiossidanti o comparire come contaminanti di processo o prodotti di degradazione dovuti a luce, calore o interazione con gli alimenti, precisa la letteratura citata.

Politica e produzione: proiezioni fino al 2050

I testi inclusi nel dossier ricordano che la produzione globale di plastica, ai ritmi attuali, dovrebbe raddoppiare rispetto ai volumi del 2015 entro il 2030-2035 e triplicare entro il 2050. Il percorso verso un Trattato globale contro l’inquinamento da plastica, avviato con negoziati internazionali, ha subito un arresto ad agosto 2025 dopo tre anni di discussioni, secondo il materiale del report.

Gli autori del report sottolineano che diciture come “adatto al microonde” o “adatto al forno” possono offrire una falsa rassicurazione, perché a livello globale mancano linee guida normative adeguate sulle microplastiche rilasciate dagli imballaggi alimentari. Il documento segnala inoltre ritardi normativi e resistenza industriale come ostacoli all’adozione di misure vincolanti.

Indicazioni pratiche tratte dalle fonti

Le raccomandazioni operative riportate nelle fonti sono le seguenti: trasferire il cibo prima di riscaldarlo in contenitori adatti come acciaio inossidabile per il forno o vetro adatto al microonde. Le fonti consigliano di evitare il riscaldamento con pellicola trasparente a contatto diretto con il cibo e, se possibile, sciacquare la superficie del cibo avvolto con pellicola per rimuovere microplastiche.

Altre indicazioni includono evitare di mettere cibi caldi direttamente in contenitori di plastica e controllare lo stato degli imballaggi: plastica usurata o graffiata è più problematica. Infine, le analisi citate nel report chiedono interventi governativi per ridurre la produzione di plastica alla fonte e regolamentare le sostanze chimiche utilizzate negli imballaggi alimentari.

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