In breve
- Un editoriale su Dermatol Ther identifica la cosmeticorexia come ossessione per la pelle perfetta con uso eccessivo di cosmetici.
- La tendenza "Sephora kids" coinvolge la Generazione Alpha, indicata approssimativamente tra gli 8 e i 14 anni, con impatto economico sulle famiglie.
- Gli autori segnalano rischi dermatologici e psicologici e chiedono definizione operativa, strumenti standard e monitoraggio epidemiologico.
L’editoriale pubblicato su Dermatol Ther da Giovanni Damiani e Alberto Stefana segnala il fenomeno chiamato cosmeticorexia, ossia la preoccupazione o l’ossessione per il raggiungimento di una pelle “perfetta” che induce a un uso eccessivo e compulsivo di prodotti e procedure cosmetiche.
Gli autori collegano la diffusione della cosmeticorexia alla medicalizzazione della bellezza, alla crescita del mercato dei cosmeceutici e all’influenza delle piattaforme di social media che promuovono routine di bellezza e presentazioni di sé incentrate sull’aspetto fisico.
Sephora kids riguarda la Generazione Alpha, 8-14 anni
Secondo l’editoriale, la tendenza definita “Sephora kids” è una moda virale che coinvolge soprattutto la Generazione Alpha, indicata come la coorte compresa approssimativamente tra gli 8 e i 14 anni.
Giovanni Damiani osserva che questi prodotti sono destinati agli adulti ma vengono adottati dai minori, e che il loro prezzo spesso elevato grava sulle famiglie ignare dei rischi connessi.
Damiani spiega che il cosmetico applicato eccessivamente può alterare la percezione interna del volto di un adolescente, perché il cosmetico rende il viso sempre uguale e imperturbabile, interrompendo l’evoluzione naturale dell’aspetto durante la crescita.
Rischi dermatologici: dermatiti da contatto, allergie e barriera alterata
L’editoriale segnala rischi per la pelle tra cui dermatiti da contatto, allergie e l’alterazione della barriera cutanea associati all’uso precoce e ripetuto di cosmetici e cosmeceutici nei giovani.
Gli autori mettono in guardia anche contro l’adozione di prodotti con principi attivi in alte concentrazioni, descritti come cosmeceutici, definiti nel testo come ibridi tra cosmetici e farmaci e potenzialmente più rischiosi se usati in modo non appropriato.
Oltre ai danni cutanei, il testo segnala l’aumento di modalità disfunzionali di monitoraggio dell’aspetto e comportamenti di pulizia della pelle compulsivi tra i giovani esposti a queste pratiche.
Implicazioni psicologiche: rischio di dismorfismo corporeo e necessità di monitoraggio
Gli autori evidenziano che la cosmeticorexia può rappresentare un disturbo mentale nello spettro del dismorfismo corporeo e che l’esposizione precoce ai prodotti e alle pratiche estetiche nei social media può rafforzare modalità disfunzionali di controllo dell’aspetto.
Pur non essendo riconosciuta come diagnosi formale nei sistemi di classificazione attuali, l’editoriale propone che la cosmeticorexia meriti una definizione operativa, strumenti di valutazione standardizzati e un monitoraggio epidemiologico.
Gli autori chiedono un approccio interdisciplinare che coinvolga dermatologi, psicologi e istituzioni per definire criteri diagnostici e strumenti di valutazione, come indicato nell’editoriale.
Per contatti il testo riporta l’affiliazione di Giovanni Damiani al Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche dell’Università Statale di Milano e gli indirizzi email: GIOVANNI.DAMIANI1@UNIMI.IT e dr.giovanni.damiani@gmail.com.