No, la risposta ai cambiamenti climatici non è solo regionale: il ruolo della Regione del Veneto e di Arpa Veneto mette in luce un nodo pratico di resilienza territoriale

In breve

  • La Regione del Veneto è capofila e Arpa Veneto è partner tecnico del progetto Climate_CRICES.
  • A Eisentadt, in gennaio, sono stati definiti i criteri per un cruscotto informativo interoperabile per dati climatici.
  • L'analisi di giugno-settembre 2025 con l'indice Humidex mostra correlazioni tra ondate di calore, mortalità e ricoveri.

Il progetto europeo Climate_CRICES, inserito nel programma Interreg Central Europe, prosegue per aumentare la resilienza territoriale agli effetti dei cambiamenti climatici. La Regione del Veneto è capofila del progetto e Arpa Veneto è partner tecnico, insieme a enti di ricerca e autorità ambientali di Austria, Croazia, Germania, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca. L’obiettivo dichiarato è lo sviluppo di soluzioni basate su evidenze scientifiche per supportare la pianificazione territoriale e le politiche di adattamento.

Le attività comprendono la fornitura e l’elaborazione di serie storiche e proiezioni climatiche a lungo termine, con un’attenzione specifica ai fenomeni di ondate di calore e siccità, indicati come driver critici per la stabilità ambientale e socio-economica dell’Europa Centrale. Il progetto mira inoltre a integrare i dati climatici con informazioni di salute pubblica per valutare i rischi emergenti.

Climate_CRICES: partenariato e ruolo della Regione del Veneto

Il progetto Climate_CRICES è finanziato dal programma Interreg Central Europe. La Regione del Veneto figura come capofila del progetto; Arpa Veneto è indicata come partner tecnico e fornisce supporto scientifico. Partecipano anche enti di ricerca e autorità ambientali di Austria, Croazia, Germania, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca.

Il documento indica che il contributo tecnico di Arpa Veneto si concentra sulla fornitura e l’elaborazione di serie storiche e proiezioni climatiche a lungo termine. L’analisi svolta in Veneto punta in particolare alle ondate di calore e alla siccità come fenomeni critici per il bacino dell’Europa Centrale. Queste analisi costituiscono la base per strumenti di supporto decisionale destinati alle autorità pubbliche e ai tecnici di pianificazione territoriale.

Eisentadt, gennaio: criteri per il cruscotto interoperabile

All’inizio di gennaio si è svolto un incontro a Eisentadt, in Austria, nel quale sono stati definiti i criteri tecnici per la realizzazione di un cruscotto informativo interoperabile. Il cruscotto è progettato per integrare dati e informazioni relative alle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e renderli fruibili alle autorità pubbliche e ai tecnici incaricati della pianificazione territoriale. L’interoperabilità è posta come requisito per permettere il collegamento tra diverse banche dati e sistemi informativi regionali e nazionali.

Arpa Veneto è incaricata di fornire le serie storiche e le proiezioni necessarie per popolare il cruscotto. Le specifiche tecniche concordate mirano a rendere gli indicatori climatici utilizzabili nelle procedure operative e nei processi decisionali. Il documento segnala che queste definizioni serviranno anche alla fase successiva di sperimentazione delle azioni pilota.

Dati giugno-settembre 2025: Humidex e ricoveri ospedalieri

L’analisi dei dati relativi al periodo giugno-settembre 2025 ha applicato l’indice Humidex, che sintetizza l’effetto combinato di temperatura e umidità relativa sul disagio fisico della popolazione. Dall’applicazione di questo indicatore è emersa una correlazione statistica significativa tra la persistenza di ondate di calore e l’incremento degli indici di mortalità e dei ricoveri ospedalieri nella popolazione fragile. Queste evidenze tecniche sono citate come base per definire strategie locali di adattamento e sistemi di allerta precoce.

Il testo segnala la necessità di un monitoraggio integrato tra agenzie ambientali e dipartimenti di prevenzione sanitaria per valutare i rischi legati alla diffusione di arbovirosi. In un tavolo tecnico con l’Ordine dei Medici della Provincia di Venezia sono stati analizzati gli impatti del riscaldamento globale sulla diffusione di malattie trasmesse da vettori, quali West Nile, Dengue e Chikungunya. I dati climatologici riportano che l’estensione dei periodi con elevate temperature e umidità favorisce la persistenza di condizioni idonee alla diffusione di questi virus.

Per i mesi successivi è prevista la fase di sperimentazione delle azioni pilota di Climate_CRICES, mirata a testare l’efficacia degli strumenti sviluppati nella gestione operativa di criticità come la siccità prolungata, le ondate di calore, i fenomeni alluvionali e la perdita di biodiversità. L’obiettivo finale è il consolidamento di metodologie di analisi climatica avanzata da adottare sistematicamente nei processi di pianificazione e gestione dei rischi ambientali. Per approfondire, il testo rimanda alla scheda progetto su arpa.veneto.it.

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