Qual è lo stato di salute delle nostre montagne? Dati 2024-2025

In breve

  • L'inverno 2024-2025 ha registrato deficit nivometrici tra il 20% e il 40% in Piemonte e valori negativi in molte regioni alpine.
  • Gli incidenti da valanga coinvolgono molte persone: Piemonte 11 incidenti (21 coinvolti), Valle d'Aosta 12 (24 coinvolti), Veneto 8 (17 coinvolti).
  • I ghiacciai perdono massa: Piemonte -15,3 ettari, bacino Piave 1,81 km2 oggi rispetto a 4,11 km2 nel 1980.

La Giornata Internazionale della Montagna (11 dicembre) ricorda l’importanza delle montagne, che coprono il 27% della superficie terrestre e sostengono 1,1 miliardi di persone, fornendo acqua dolce, energia e cibo.

Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente e le Arpa regionali monitorano neve, ghiacciai e rischi valanghivi per supportare piani di adattamento e mitigazione.

Bilancio Snpa inverno 2024-2025

L’inverno 2024-2025 sulle Alpi italiane è stato complessivamente povero di neve: in Piemonte il deficit nivometrico è stato del 20-40%, collocando la stagione tra le meno nevose degli ultimi 60 anni, con carenze soprattutto alle quote inferiori dei settori meridionali.

In Valle d’Aosta le precipitazioni nevose sono diminuite mediamente tra il 20% e il 40% su base regionale, con forti differenze tra settori orientali e occidentali; i ghiacciai Timorion e Rutor hanno avuto accumuli stagionali leggermente superiori alla media degli ultimi vent’anni, ma inferiori ai picchi del 2023-2024.

In Lombardia l’innevamento è risultato ridotto, con avvio tardivo e minore persistenza del manto sotto i 1800-2000 m, e cumulate di neve fresca al di sotto delle medie storiche, con riduzioni particolarmente evidenti nelle Orobie e Retiche Occidentali.

La montagna veneta ha vissuto una stagione invernale calda, classificabile come evento raro rispetto alla climatologia; a 2200 m sono caduti quasi 2 metri di neve in meno e a 1600 m circa 1,50 m in meno, mentre nei fondovalle dolomitici il deficit di neve fresca varia dal 45% al 75%, pari a circa 150 cm rispetto al periodo 1991-2020.

Il bilancio nivologico ha avuto ripercussioni sulla risorsa idrica nivale e sulla produzione di energia idroelettrica e solare, e le nevicate primaverili del 2025 hanno solo in parte compensato i deficit invernali.

Incidenti da valanga, dati regionali 2024-2025

In Piemonte si sono registrati 11 incidenti da valanga con 21 persone coinvolte, di cui 5 feriti e 3 deceduti; sette incidenti si sono verificati con grado di pericolo 3, e 8 casi sono stati collegati a strati deboli formatisi per la scarsità di neve di inizio stagione.

In Valle d’Aosta sono stati rilevati 12 incidenti con 24 persone coinvolte, di cui 14 illese, 9 ferite e 1 deceduto; la maggior parte degli incidenti è avvenuta a marzo con grado di pericolo 3 marcato.

Nel Veneto sono noti 8 incidenti con 17 persone coinvolte e 2 decessi, tra cui l’evento mortale del 16 marzo 2025 sulle pendici dei Lastoi del Formin (Val Boite) vicino alla Forcella Giau; la categoria più colpita è stata quella degli sci alpinisti.

In Lombardia la criticità media è risultata moderata: il grado di pericolo 2 è stato presente nel 40% dei bollettini emessi, con il grado 2 prevalente nei settori Retici, Adamello e Orobie; il grado 3 è stato utilizzato nel 35-39% dei bollettini di quei settori, mentre il grado 4 è comparso solo 2 volte su 136 bollettini nei settori alpini.

Tra le cause degli incidenti, oltre alla scarsa stabilità del manto dovuta a poca neve di inizio stagione trasformata in brina e cristalli sfaccettati, sono emersi fenomeni di slushflow, colate miste di neve e acqua con alto potere distruttivo, finora poco consueti nelle Alpi italiane.

Ghiacciai e permafrost: perdite e superfici rilevate

La tendenza alla deglacializzazione continua: in Piemonte la superficie glaciale complessiva è diminuita di 15,3 ettari rispetto al rilievo 2022-2024, con effetti marcati sotto i 3100-3200 m.

In Lombardia il 2025 ha fatto registrare riduzioni della massa glaciale simili al 2024; nel settore Retico sono state misurate riduzioni di spessore medie intorno a 2 metri a 3000 m, con arretramenti frontali e lingue glaciali sempre più assottigliate.

I piccoli ghiacciai del Veneto sono continuati a perdere massa pur rimanendo coperti di neve fino a metà luglio 2025; l’estensione complessiva dei sei ghiacciai guida nel bacino del Piave (Antelao, Popera, Cristallo, Marmolada, Fradusta, Sorapis) è ora inferiore a 1,81 km2, pari a un 55% in meno rispetto al 4,11 km2 del 1980.

Il permafrost dolomitico ha subito un degrado importante con riduzioni significative nei siti campione, mentre gli apparati glaciali di dimensioni maggiori mostrano perdite più contenute rispetto a quelli piccoli, che risultano più vulnerabili al rialzo delle temperature medie.

Il bilancio complessivo della stagione 2024-2025 conferma la necessità di monitoraggio continuo da parte di SNPA e delle Arpa regionali, e fornisce dati utilizzabili per piani di adattamento e mitigazione a livello locale e nazionale.

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