In breve
- Tutti i capoluoghi di Regione nel 2026 hanno superato i 40°C di temperatura superficiale massima media.
- Roma ha registrato 46,9°C e un aumento di +3,9°C rispetto al periodo 2014-2019.
- Circa 9 milioni di persone vivono in aree con temperature superficiali massime oltre 40°C, incluse 320.000 bambine e bambini sotto i cinque anni.
Le rilevazioni via satellite mostrano una media delle temperature superficiali massime oltre 40°C in tutti i capoluoghi di Regione nell’estate 2026, secondo i ricercatori ISTAT Stefano Tersigni e Alessandro Cimbelli.
I dati si riferiscono a temperature misurate sulle superfici urbane: tetti, strade, piazze, aree verdi e altri elementi del tessuto cittadino, rilevate con osservazioni satellitari e aggregate per capoluogo di Regione.
Roma registra 46,9°C di temperatura superficiale massima media
La temperatura superficiale massima media più elevata è quella di Roma, pari a 46,9°C nell’estate 2026, secondo i calcoli presentati dai ricercatori ISTAT.
Seguono, nella classifica delle temperature superficiali massime medie, Torino e Firenze, senza che il testo fornisca i valori numerici esatti per queste due città oltre al dato di Roma.
Al contrario, Trento risulta il capoluogo con il valore più basso nel campione, con 40,1°C come media della temperatura superficiale massima, unico capoluogo a rimanere di poco sopra la soglia dei 40°C.
Il confronto con il 2025 mostra un peggioramento: nell’estate 2025 dieci capoluoghi su venti avevano superato i 40°C, mentre nel 2026 la soglia è stata superata in tutti i capoluoghi di Regione.
Per la sola Roma i ricercatori segnalano un aumento della temperatura media superficiale di +3,9°C rispetto al periodo 2014-2019 e di +2,2°C rispetto al periodo 2020-2025.
Nove milioni di persone esposte al caldo estremo
Circa 9 milioni di persone risiedono in aree urbane in cui la media delle temperature superficiali massime ha superato i 40°C nell’estate 2026, secondo i dati citati.
Questa popolazione corrisponde a un aumento del 28% rispetto alla media del periodo 2014-2019 e a un incremento del 10% rispetto al periodo 2020-2025, sempre sulla base della stessa rilevazione.
Tra le persone esposte sono segnalati circa 320.000 bambini sotto i cinque anni e 1,2 milioni di persone con più di 74 anni, due fasce considerate particolarmente vulnerabili agli effetti delle temperature elevate.
Il testo evidenzia inoltre le condizioni di chi vive in abitazioni poco isolate, chi non può permettersi sistemi di raffrescamento e i lavoratori esposti, senza fornire ulteriori cifre specifiche su questi gruppi.
Per contesto internazionale, viene citata una prima ricognizione del quotidiano The Guardian che stima almeno 35.000 morti in eccesso in Europa durante le ondate di calore dell’estate; si precisa che si tratta di una stima preliminare e che in diversi Paesi la rilevazione della mortalità estiva non era ancora completata.
Isole di calore urbane: Torino +15°C, Firenze +14,8°C, Roma +14,2°C
Il fenomeno delle isole di calore urbane contribuisce a rendere più intenso il caldo nelle città, perché asfalto, cemento ed edifici assorbono e trattengono il calore rispetto alle zone rurali circostanti.
Nel dettaglio, la differenza media di temperatura tra aree urbane ed extraurbane nell’estate 2026 ha superato i 15°C a Torino, ha raggiunto +14,8°C a Firenze e si è attestata a +14,2°C a Roma.
Trento è segnalata come eccezione, essendo l’unico capoluogo con un’intensità negativa dell’isola di calore, pari a -1,0°C, secondo i dati riportati.
I dati, prosegue il testo, mostrano come la progettazione urbana influisca sulle temperature: la quota di superfici impermeabilizzate, la presenza di vegetazione e altri elementi del disegno urbano condizionano i livelli termici durante le ondate di calore.
Tra le misure proposte nella fonte figurano l’aumento del verde urbano, la riduzione delle superfici che accumulano calore, il miglioramento dell’isolamento degli edifici e la creazione di spazi freschi più accessibili, senza dettagli tecnici aggiuntivi sulle modalità di intervento.
La fonte conclude con una proposta politica: tassare i profitti delle industrie dei combustibili fossili e destinare le risorse alla transizione energetica e alle riparazioni dei danni causati dalla crisi climatica, affermazione riportata testualmente nel materiale di partenza.