La parola più fuorviante sulle confezioni non è “light” né “mild”, e la verità emergente dallo studio del Centro Antifumo Humanitas arriva dopo la confusione dei colori

In breve

  • La dicitura "light" è stata eliminata dai pacchetti in Europa nel 2003 e negli Stati Uniti nel 2010.
  • I filtri con microfori aumentano la ventilazione e inducono compensazione con tiri più profondi.
  • Le sigarette light sono associate a adenocarcinoma polmonare e alle stesse malattie del fumo tradizionale.

2003 e IRCCS Istituto Clinico Humanitas appaiono nel dibattito sul termine “light” e sui rischi evidenziati dallo studio del Centro Antifumo Humanitas.

La dottoressa Licia Siracusano, oncologa e referente del Centro Antifumo presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, chiarisce che il termine “light”, insieme alle varianti “mild” e “low tar”, ha creato una percezione errata di minor rischio. Il documento ricorda che la dicitura è stata eliminata dai pacchetti in Europa nel 2003 e negli Stati Uniti nel 2010, ma il marketing ha continuato a usare colori come “gold” e “silver” per suggerire maggiore sicurezza.

Filtri con microfori, ventilazione e compensazione del fumatore

Le cosiddette sigarette light si distinguono per il cosiddetto “basso contenuto di catrame” ottenuto grazie a filtri con microfori che aumentano la ventilazione del fumo. I filtri ventilati modificano il flusso d’aria e, secondo Humanitas, cambiano la combustione del tabacco. I fumatori tendono a compensare: eseguono tiri più lunghi e profondi, inalando una quantità di nicotina e di sostanze tossiche simile a quella delle sigarette tradizionali. Questa compensazione annulla il presunto beneficio del filtro e può esporre zone polmonari diverse rispetto al fumo non ventilato.

Aumento dell’adenocarcinoma polmonare e altre patologie correlate

Humanitas riferisce che il fumo di sigarette light non riduce i rischi per la salute e che chi fuma queste sigarette sviluppa le stesse patologie dei fumatori di sigarette tradizionali. In particolare, è stato osservato un aumento dei casi di adenocarcinoma polmonare, collegato alla ventilazione dei filtri che porta il fumo più in profondità nelle aree periferiche del polmone. Il testo elenca anche altri tumori associati al fumo: pancreas, vescica e i tumori del distretto testa-collo. Inoltre, il fumo rimane fattore di rischio per malattie cardiovascolari, ictus e patologie respiratorie croniche come la BPCO.

La presenza di sostanze tossiche è identica nelle diverse tipologie di sigaretta: monossido di carbonio, benzene, arsenico e piombo sono citati come componenti dannosi presenti indipendentemente dalla dicitura sul pacchetto. Humanitas sottolinea che la falsa percezione di minor pericolo può indurre a consumare più sigarette, aggravando i danni. Il Centro Antifumo Humanitas viene indicato come punto di riferimento per approfondire e per interventi di supporto alla cessazione del fumo.

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