In breve
- Il 5 giugno 2025 la dott.ssa Valentina Mazzotta ha ricevuto il TRIS Award per il miglior lavoro Clinical Science 2024.
- Lo studio mpox-Icona ha analizzato 541 pazienti e ha identificato febbre, linfoadenopatia, localizzazione faringea e lesioni perianali come predittori di gravità.
- La carica virale nelle vie respiratorie superiori è risultata associata a malattia grave; decorso prolungato legato a localizzazione rettale, faringea, estensione della eruzione cutanea e immunodeficienza.
Comunicato stampa del 5 giugno 2025 annuncia che la dott. ssa Valentina Mazzotta, responsabile dell’Ambulatorio Counseling Test e Profilassi HIV e IST dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani, ha ricevuto il premio TRIS Award per il miglior lavoro “Clinical Science” 2024.
Il riconoscimento è stato attribuito durante il 17esimo Congresso Nazionale ICAR e il premio è stato istituito da ICAR e dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT).
Premio TRIS Award 2024 a Valentina Mazzotta
Il premio TRIS Award riconosce i tre migliori articoli pubblicati nell’ultimo anno su riviste internazionali indicizzate in tema di HIV, Infezioni Sessualmente Trasmesse e altre infezioni virali.
La dott. ssa Mazzotta ha condiviso il premio con la dr. ssa Silvia Nozza dell’IRCCS San Raffaele di Milano in qualità di prime autrici dello studio premiato.
Studio mpox-Icona, 541 pazienti pubblicato su EBioMedicine 2024
Lo studio, intitolato “Clinical and laboratory predictors of mpox severity and duration: an Italian multicentre cohort study (mpox-Icona)“, è stato pubblicato su EBioMedicine, rivista del gruppo Lancet, nel 2024.
La casistica dello studio comprende 541 pazienti, una delle più ampie serie europee di casi di mpox, e si basa su un’analisi osservazionale per identificare fattori predittivi di malattia grave e di decorso prolungato.
Lo studio ha identificato come predittori clinici di aumentata gravità la febbre, la linfoadenopatia, la localizzazione faringea e le lesioni perianali.
Gli autori hanno rilevato un’associazione tra la carica virale di mpox virus nelle vie respiratorie superiori e la comparsa di malattia grave.
Un decorso più prolungato è risultato associato alla localizzazione rettale, faringea, all’estensione dell’eruzione cutanea e a una condizione di immunodeficienza.
Nel comunicato si osserva che, nello scenario epidemiologico attuale caratterizzato da casi sporadici o cluster limitati in persone vaccinate o non vaccinate, queste informazioni possono essere utili per la gestione dei nuovi casi di mpox e per identificare le persone potenzialmente idonee al trattamento antivirale o al ricovero ospedaliero.
Reazioni istituzionali e commenti sul riconoscimento
Cristina Matranga, Direttore generale dello Spallanzani, ha dichiarato: “Siamo molto orgogliosi per questo prestigioso riconoscimento conseguito dalla dottoressa Mazzotta, a cui vanno i nostri complimenti”.
Matranga ha aggiunto che il premio dimostra lo Spallanzani come “un’assoluta eccellenza nel campo della cura e della ricerca” sulle infezioni oggetto del congresso, e ha attribuito il merito ai professionisti dell’Istituto per il loro spessore scientifico e umano.
La dott. ssa Mazzotta ha ringraziato ICAR e SIMIT e ha definito il lavoro “un grande lavoro di collaborazione e network tra i centri italiani partecipanti allo studio”.
Ha inoltre sottolineato che il lavoro fornisce importanti e originali informazioni sui predittori di gravità e durata di mpox in Italia e che il riconoscimento è anche un riconoscimento all’Istituto Spallanzani per aver promosso e coordinato la collaborazione nazionale.