In breve
- Esistono circa 20.000 specie di Apoidei nel mondo e 2.500 in Europa.
- Il 9% di api e farfalle in Europa è a rischio per pesticidi, cambiamenti d’uso del suolo, specie invasive e patogeni.
- Il progetto PollinERA, con l’Istituto Mario Negri, sviluppa modelli per valutare gli impatti dei pesticidi sugli impollinatori.
Le api e gli altri insetti impollinatori sono fondamentali per la vita sul pianeta: esistono circa 20.000 specie di Apoidei nel mondo e in Europa circa 2.500 specie, e la Giornata mondiale delle api si celebra il 20 maggio su iniziativa dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite dell’ottobre 2017.
Quando gli impollinatori si posano sui fiori per raccogliere polline o nettare, il polline si attacca al loro corpo e viene trasportato di fiore in fiore, permettendo la fecondazione delle piante a fiore. Questo meccanismo di trasporto del polline garantisce la riproduzione sessuata, fondamentale per mantenere la variabilità genetica e l’adattabilità delle specie vegetali. Gli impollinatori sono più efficienti del vento per molte piante; alcune specie vegetali continuano per a dipendere dall’anemofilia, come le querce, i pioppi e le graminacee.
Specie di Apoidei, 20.000 nel mondo
La superfamiglia degli Apoidei comprende almeno 20.000 specie globali, tra cui Apis mellifera, le api selvatiche dei generi Osmia, Xylocopa e i Bombus. In Europa sono presenti circa 2.500 specie di questi imenotteri. All’interno degli impollinatori rientrano anche farfalle, falene, crisope e ditteri come i sirfidi e, in alcuni casi, le zanzare.
Non solo insetti: alcuni uccelli e mammiferi, per esempio i colibr e i pipistrelli, contribuiscono all’impollinazione in particolari ecosistemi. I bombi eseguono l’impollinazione vibrante, utile per colture come il pomodoro, mentre alcune altre specie selvatiche risultano complessivamente più efficienti di Apis mellifera in certi contesti agricoli.
Minacce principali: pesticidi, cambiamento climatico e Vespa velutina
Secondo l’International Union for Conservation of Nature circa il 9% delle specie di api e farfalle in Europa è a rischio estinzione. Le cause indicate sono l’agricoltura intensiva e il cambiamento dell’uso del suolo, l’uso di pesticidi e sostanze inquinanti, i cambiamenti climatici, le specie alloctone invasive e i patogeni.
Tra le specie invasive citate figurano la Vespa velutina e Aethina tumida, mentre tra i patogeni è indicata la Varroa destructor. L’effetto combinato di questi fattori porta a popolazioni indebolite, maggiore suscettibilità a parassiti e mortalità invernale, riduzione della produzione di frutti e semi e impoverimento delle comunità biologiche, con impatto sulla produttività agricola e sui prodotti dell’alveare.
Progetto PollinERA e ruolo dell’Istituto Mario Negri
Le politiche europee, come il Green Deal, mirano a contrastare il declino degli impollinatori, ma esistono lacune nelle informazioni e nelle procedure standardizzate, in particolare per le specie diverse da Apis mellifera. Non si conosce adeguatamente la sensibilità ai pesticidi delle altre specie né le ricadute a livello di popolazione e comunità, dati necessari per misure di tutela efficaci.
Per colmare queste lacune è in corso il progetto PollinERA, finanziato dalla Commissione Europea, cui partecipa l’Istituto Mario Negri. L’Istituto sviluppa modelli per prevedere gli effetti tossici dei fitofarmaci, singolarmente e in miscela, che saranno integrati in un sistema di valutazione di impatto ambientale che considera interazioni chimiche, contesto ambientale e aspetti ecologici e comportamentali degli impollinatori.
Emilio Benfenati, responsabile del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Mario Negri, ha dichiarato: “La salvaguardia degli insetti impollinatori è un dovere che deve riguardarci tutti”. Anna Lombardo del Laboratorio di Chimica e Tossicologia dell’Ambiente collabora ai lavori sullo sviluppo dei modelli tossicologici.
Proteggere gli impollinatori richiede interventi quotidiani e sistemici: pratiche individuali utili includono evitare pesticidi in orti e giardini, piantare fiori favorevoli e installare bug hotel, ma le azioni più efficaci richiedono politiche pubbliche che ripensino le aree urbane, agricole e il sistema dei trasporti. Le conseguenze economiche sono rilevanti: circa il 90% delle specie selvatiche da fiore e più del 75% delle specie coltivate si affidano all’impollinazione zoofila, il servizio di impollinazione è valutato 153 miliardi di dollari l’anno a livello mondiale e 3 miliardi a livello italiano, mentre l’agricoltura legata all’impollinazione peserebbe tra 235 e 577 miliardi di dollari l’anno globalmente.