In breve
- Lo studio internazionale su 3.418 adulti è pubblicato sulla rivista Insects.
- In Italia le intenzioni di acquisto sono intorno a 4 su 7, inferiori a Cina e Messico.
- L'informazione sui benefici ambientali riduce i contrari ma non sempre aumenta la disponibilità a pagare.
Lo studio ha coinvolto 3.418 adulti e il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa come coautore principale.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Insects e ha incluso ricercatori della Cornell University, dell’Università di Parma, del Tecnológico de Monterrey e della Nanjing Agricultural University.
Risultati dello studio pubblicato su Insects
La ricerca ha analizzato le preferenze dei consumatori in Cina, Messico, Italia, Belgio e Stati Uniti rispetto a quattro categorie di prodotti: pesce, pollo, maiale e uova. Lo studio ha chiesto ai partecipanti di esprimere intenzioni di consumo e acquisto e la disponibilità a pagare un prezzo maggiorato in due scenari, con o senza informazioni sui benefici ambientali. L’indagine è stata condotta online e ha coinvolto complessivamente 3.418 adulti, numero riportato dal materiale della ricerca.
Nel confronto tra prodotti, il pesce ha registrato la maggiore disponibilità all’acquisto, seguito da pollo e uova, mentre il maiale è risultato il meno accettato, specie nei Paesi occidentali. I ricercatori hanno misurato le intenzioni su una scala a 7 punti; il pesce ha valori medi più alti rispetto al maiale. Lo studio mette in relazione queste differenze con le percezioni dei consumatori sulle diete naturali degli animali.
Italia: intenzione di acquisto intorno a 4 su 7
L’Italia emerge come il Paese più prudente analizzato, con livelli di intenzione di consumo e acquisto intorno a 4 su una scala a 7 punti. In Cina e Messico i valori medi risultano superiori a 5, mentre Belgio e Stati Uniti si collocano in posizione intermedia con valori generalmente compresi tra 4 e 4,5. I ricercatori collegano la maggiore apertura di Cina e Messico a una familiarità culturale con il consumo di insetti, presente in diverse tradizioni alimentari locali.
Lo studio segnala che la sensibilità dei consumatori varia a seconda della tipologia di allevamento: pesce e, in parte, pollo sono percepiti come più vicini a un’alimentazione naturale che include insetti, mentre il maiale incontra maggiori resistenze. Il professore Simone Mancini del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa dichiara: “Il pesce, e in parte anche il pollo, sono percepiti dai consumatori come più vicini a un’alimentazione naturale che include gli insetti”. Mancini aggiunge che, sebbene il maiale sia onnivoro, nell’immaginario dei consumatori è meno associato a questo tipo di dieta.
Informazione riduce la quota di contrari all’acquisto
Un elemento trasversale dello studio riguarda il ruolo dell’informazione: in tutti i Paesi la conoscenza dei benefici ambientali legati all’uso degli insetti nei mangimi contribuisce a ridurre la quota di consumatori contrari all’acquisto. Tuttavia, i ricercatori osservano che questo effetto informativo non si traduce sempre in una maggiore disponibilità a pagare di più per i prodotti. Lo studio ha valutato disponibilità a pagare in scenari con e senza informazioni ambientali e ha riscontrato differenze nelle intenzioni d’acquisto senza un corrispondente aumento generalizzato dei prezzi che i consumatori accetterebbero.
Mancini conclude ricordando che oggi in Europa l’impiego di mangimi a base di insetti è autorizzato e che, pertanto, sarebbe possibile consumare prodotti derivati da tali allevamenti. Il professore sottolinea però che la diffusione su larga scala è ostacolata dai costi elevati delle farine di insetti. Infine, lo studio indica che l’informazione può contribuire a ridurre le resistenze dei consumatori ma non è sempre sufficiente da sola a modificare significativamente le scelte di acquisto.