In breve
- Lo studio ASBA ha raccolto dati su 80 volontari con età media di circa 46 anni tra novembre 2022 e febbraio scorso.
- La sessione di mindfulness in museo ha ridotto l'ansia misurata con STAI-S di circa il 25% e ha abbassato lo stress percepito con scale VAS.
- Non sono emerse differenze statistiche tra GAM e Museo di Storia naturale, e i curatori hanno collaborato attivamente al progetto.
I primi risultati dello studio ASBA mostrano che i musei riducono ansia e stress: la raccolta dati su 80 volontari ha coinvolto il Museo di Storia naturale e la Galleria d’arte moderna, GAM, di Milano.
Il progetto ha visto la partecipazione del gruppo di ricerca CARS, affiliato al laboratorio PhiLab del Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università Statale di Milano, con i ricercatori Claudio Lucchiari e Maria Elide Vanutelli e con Raffaella Folgieri, esperta di intelligenza artificiale.
Raccolta dati tra novembre 2022 e febbraio 2023
Tra novembre 2022 e febbraio scorso sono iniziate le attività di raccolta dati su 80 volontari, con età media di circa 46 anni, presso il Museo di Storia naturale e la GAM di Milano. La raccolta prevedeva questionari standardizzati per misurare benessere individuale, ansia e stress, prima e dopo la sessione di mindfulness svolta all’interno del museo. È stato utilizzato anche un dispositivo vestibile e wireless, il BCI, per rilevare e registrare la frequenza dell’attività elettrica cerebrale dei partecipanti.
Risultati quantitativi: diminuzione di circa 25% dell’ansia
Le prime analisi mostrano una diminuzione di circa il 25% dell’ansia misurata con la scala standardizzata STAI-S dopo la sessione di mindfulness museale. Lo stress percepito è diminuito in misura simile, rilevato con scale analogiche VAS. Si è registrato inoltre un aumento del senso di benessere e di tranquillità tra i partecipanti.
I ricercatori spiegano che dai dati non è emersa alcuna differenza statistica tra i due musei, indicazione che l’effetto positivo non dipende esclusivamente dal contenuto estetico delle collezioni. Secondo il team, l’esito positivo deriva dall’incontro tra persona e luogo, mediato dalle caratteristiche del museo e dalla pratica svolta durante la sessione di mindfulness.
Il protocollo aveva lo scopo di verificare l’effetto a breve termine della sessione e di trovare correlazioni con altre variabili psicologiche e biografiche, mediante strumenti psicometrici e tecnologie come il BCI.
Risultati qualitativi sulle esperienze nei due musei
I dati qualitativi hanno evidenziato che la sessione di mindfulness organizzata prima della visita ha permesso ai partecipanti di vivere in modo differente l’incontro con le opere museali. Nel Museo di Storia naturale i partecipanti hanno descritto i diorami come ambienti immersivi, capaci di far percepire gli ambienti naturali come vivi, piacevoli e istruttivi. Nella sala della pittura e scultura romantica della GAM, molti partecipanti hanno segnalato stupore nel vivere l’arte in modo diverso dalle aspettative e nel vincere lo scetticismo iniziale.
La ricerca ha coinvolto attivamente il personale dei musei e i curatori, che sono intervenuti per avviare un dialogo sulle opere e gli oggetti esperiti durante la mindfulness. Questo ha permesso di armonizzare le attività di ricerca con la normale vita dei musei e di offrire ai partecipanti un’esperienza integrata tra ricerca e fruizione culturale.
Il progetto è stato coordinato da Annalisa Banzi, docente dell’Università di Milano Bicocca e ricercatrice del CESPEB, Centro Studi sulla Storia del Pensiero Biomedico, e ha coinvolto, oltre all’Università Statale e alla Bicocca, anche l’Università di Roma “La Sapienza”.
I ricercatori indicano che lo studio proseguirà, con ulteriori pratiche e raccolta dati, e che è stata avviata una collaborazione tra mondo della ricerca, musei, istituzioni e cittadini per trasformare i musei in spazi socio-cognitivi al servizio della comunità e del relativo benessere fisico, psicologico e culturale.
Per informazioni di contatto, nello staff del Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università Statale di Milano figurano Claudio Lucchiari (CLAUDIO.LUCCHIARI@UNIMI.IT), Maria Elide Vanutelli (MARIA.VANUTELLI@UNIMI.IT) e Raffaella Folgieri (RAFFAELLA.FOLGIERI@UNIMI.IT).