In breve
- L'entrata in vigore della sugar tax in Italia è stata fissata al 1° gennaio 2026 con aliquote iniziali di 0,05 euro/litro e 0,13 euro/kg.
- Studi internazionali mostrano riduzioni significative del consumo di zucchero dopo tasse sulle bevande, con cali fino al 50% nei bambini nel Regno Unito.
- In Italia il consumo medio di zucchero è circa 83 grammi al giorno, superiore ai 50 grammi raccomandati dall'OMS.
La sugar tax è una tassa sulle bevande zuccherate e, secondo l’Istituto Mario Negri, la sua entrata in vigore in Italia è stata rinviata al 1° gennaio 2026.
Questa misura fiscale è pensata per ridurre il consumo di zuccheri nella popolazione e promuovere scelte alimentari più salutari.
Regno Unito: riduzione zucchero e studio Cambridge
Il Regno Unito ha introdotto la cosiddetta Soft Drinks Industry Levy nel 2018 e la sua formulazione ha indotto i produttori a modificare le ricette riducendo lo zucchero nelle bevande. Uno studio dell’Università di Cambridge, pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health e guidato da Nina Rogers, ha analizzato un arco temporale di 11 anni confrontando i consumi prima e dopo l’introduzione della tassa. Nei tre anni successivi all’introduzione si è registrato, secondo lo studio, un dimezzamento della quantità di zucchero consumata dai bambini tramite bibite analcoliche e una riduzione di circa un terzo negli adulti. Nina Rogers ha dichiarato che la sugar tax non è una bacchetta magica, ma si è dimostrata efficace nel ridurre il consumo di zuccheri, ed è stata associata a una riduzione delle estrazioni dentali nei bambini e dell’obesità nelle bambine.
Italia: entrata in vigore il 1° gennaio 2026
In Italia l’applicazione pratica della sugar tax è stata più volte rinviata dopo l’introduzione in legge di bilancio 2020, e il Governo ha fissato la nuova data di entrata in vigore al 1° gennaio 2026.
Per il primo anno l’imposta prevista è di 0,05 euro al litro per le bibite zuccherate e di 0,13 euro al chilogrammo per i prodotti zuccherati “previa diluizione”, e successivamente le aliquote saliranno a 0,10 euro al litro e 0,25 euro al chilogrammo. La normativa italiana copre, oltre alle classiche bibite analcoliche, anche le acque aromatizzate, le bevande derivate dai cereali come orzo, avena e riso, e il latte e le bevande a base di latte qualora siano addizionate con zuccheri.
La normativa italiana prevede inoltre che la tassa possa essere applicata anche a bevande analcoliche prive di zucchero se contengono edulcoranti artificiali o altri dolcificanti, quindi prodotti etichettati come “light” o “senza zucchero” possono comunque rientrare nell’imposta se classificati come bevande industriali dolcificate.
Impatto sanitario: dosi, studi e numeri italiani
Secondo l’Istituto Mario Negri, citato nell’articolo, lo zucchero assunto tramite bevande può avere impatti gravi sulla salute; Giuseppe Remuzzi ha affermato che “lo zucchero uccide proprio come alcol e fumo”. Una lattina di Coca-Cola contiene circa 35 grammi di zucchero, pari a 7 cucchiaini da caffè; una Sprite contiene circa 30 grammi, oltre 6 cucchiaini; una Fanta quasi 39 grammi, quasi 8 cucchiaini; un succo di frutta industriale può superare i 5 cucchiaini per confezione.
Il meccanismo citato è che un apporto elevato di fruttosio concentrato impegna il fegato che lo converte in grasso, favorendo la resistenza insulinica; questa condizione può portare a obesità, pressione alta, colesterolo alto, problemi cardiovascolari e alcuni tumori. Uno studio del 2024 pubblicato su European Journal of Preventive Cardiology, che ha seguito 3.154 adulti americani per oltre 30 anni, ha trovato che un consumo elevato di bevande zuccherate (circa 3 lattine al giorno) aumenta del 34% il rischio di sviluppare sindrome metabolica.
Un lavoro del 2023 sul Journal of the American Heart Association, che ha seguito oltre 100.000 adulti per più di vent’anni, ha dimostrato che il consumo di una o più lattine di bevande zuccherate al giorno è associato a un aumento fino al 20% del rischio di problemi cardiaci rispetto a consumatori rari o assenti. Il consumo di una o due bevande zuccherate a pasto comporta un aumento del 26% del rischio di diabete rispetto a chi non ne fa uso o ne assume meno di una al mese, e nei consumatori abituali il rischio di sindrome metabolica aumenta del 20%.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica che in una dieta da 2000 calorie il consumo di zuccheri non dovrebbe superare i 50 grammi al giorno, pari al 10% delle calorie totali, e suggerisce un limite di 25 grammi al giorno per benefici maggiori. In Italia il consumo medio è di circa 83 grammi al giorno. Ogni anno, secondo il testo, un italiano beve circa 54 litri di bevande zuccherate, equivalenti a 5 chili di zucchero puro pro capite.
Per quanto riguarda i bambini, l’Istituto Superiore di Sanità riporta che quasi un bambino su quattro, il 24,6%, consuma bevande zuccherate ogni giorno; la percentuale sale al Sud: 29,6% in Calabria e 33% in Campania. Il World Obesity Atlas 2024 indica che il 40% dei bambini italiani, circa 3.341.000, presenta un BMI elevato, e se la tendenza non cambia entro il 2035 quasi il 49% dei bambini sarà sovrappeso o obeso.
Limiti della tassa e proposta dell’Istituto Mario Negri
La sugar tax italiana è stata più volte rinviata e ha suscitato dibattiti tra consumatori, industria e istituzioni; il testo ricorda che l’efficacia della tassa dipende dalle modalità di applicazione e dal contesto socio-economico e culturale. Nei paesi dove la tassa ha mostrato cali evidenti dei consumi e benefici per la salute, come Cile, Messico e Barbados, l’imposta è stata dell’ordine del 20% sulle bibite zuccherate.
L’Istituto Mario Negri e l’Istituto Superiore di Sanità hanno proposto da qualche anno una sugar tax intorno al 20%. La stima riportata è di un possibile incasso di 400 milioni di euro l’anno, da destinare ad iniziative di educazione alimentare o, come suggerito da Remuzzi, a misure per sostenere il ritorno in Italia di ricercatori italiani all’estero in difficoltà per politiche estere.
Il testo segnala anche servizi informativi dell’Istituto Mario Negri rivolti a medici, operatori sanitari e cittadini: Intercheck web per la prescrizione corretta dei farmaci nell’anziano; servizi per mamme in gravidanza e allattamento; informazioni sui piani terapeutici e le patologie rare; servizi sulle malattie renali e i trapianti; informazioni sull’uso corretto dei farmaci e delle interazioni nell’anziano.