La terapia con radiofarmaci non è solo diagnostico ma terapeutico e questa scelta del composto da parte dello specialista in medicina nucleare apre un nodo pratico da chiarire

In breve

  • La scelta del radiofarmaco è effettuata dallo specialista in medicina nucleare, come la prof.ssa Laura Evangelista.
  • Indicazioni principali: tumore differenziato della tiroide, tumore metastatico della prostata resistente, tumore neuroendocrino metastatico.
  • Somministrazione endovenosa o orale a seconda del trattamento; effetti collaterali limitati e generalmente gestibili.

La terapia con radiofarmaci utilizza radiazioni ionizzanti per agire in modo mirato su organi, tessuti e cellule patologiche, e la scelta del composto è compito dello specialista in medicina nucleare, come la professoressa Laura Evangelista dell’Unità di Medicina Nucleare dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

I radiofarmaci servono sia a scopo diagnostico sia terapeutico: possono studiare la funzionalità di organi e tessuti e, in ambito terapeutico, eliminare selettivamente cellule malate, sia per patologie oncologiche sia per patologie non oncologiche.

Pazienti idonei: tumore tiroide, prostata, neuroendocrino

La terapia con radiofarmaci è indicata per pazienti con tumore differenziato della tiroide.

È indicata inoltre per pazienti con tumore metastatico della prostata resistente alle terapie sistemiche, come ormonoterapia e chemioterapia.

La terapia è indicata anche per pazienti con tumore neuroendocrino metastatico.

Preparazione alla terapia secondo il tipo di radiofarmaco

La preparazione varia in base al tipo di radiofarmaco che sarà somministrato e lo specialista in medicina nucleare fornisce indicazioni specifiche durante la visita.

Per i trattamenti per patologia della tiroide, in genere viene richiesto al paziente di presentarsi a digiuno o di seguire precise indicazioni comunicate dallo specialista.

Per i pazienti che si sottopongono a terapia per tumori neuroendocrini o per patologie prostatiche, non sono previste indicazioni precise generalizzate; il paziente riceverà comunque tutte le informazioni necessarie dallo specialista.

Modalità di somministrazione: endovenosa o orale

La somministrazione dei radiofarmaci avviene in genere per via endovenosa, ma in un numero limitato di casi può essere per via orale, a seconda del tipo di trattamento e della patologia.

Per il trattamento dei tumori maligni della prostata e dei tumori neuroendocrini è previsto un ricovero ordinario per una terapia somministrata per via endovenosa presso Centri specializzati in medicina nucleare.

Nel tumore maligno della tiroide è previsto un ricovero ordinario dopo l’assunzione di una compressa per via orale.

In caso di patologia benigna della tiroide, la somministrazione avviene per via orale e il paziente può essere dimesso nel corso della stessa giornata.

Gli effetti collaterali associati alla somministrazione terapeutica di radiofarmaci sono molto limitati; possono comportare alterazioni a carico del sangue, della funzionalità renale e della funzionalità epatica.

Questi effetti collaterali sono generalmente identificabili precocemente dal medico e gestibili in modo semplice e in un arco di tempo piuttosto breve.

Tag

Lascia un commento