Rapporto Greenpeace-Osservatorio di Pavia: narrazione televisiva sulla crisi energetica legata al conflitto in Iran

In breve

  • Il report dell'Osservatorio di Pavia per Greenpeace Italia analizza la copertura televisiva dal 1° al 21 marzo 2026.
  • Le rinnovabili compaiono nell'1% dei servizi dei TG e in 12 dichiarazioni su 136, pari al 9%.
  • La narrazione prevalente è definita «realismo fossile», con enfasi su gas, petrolio e interventi di mercato.

Il rapporto intitolato Crisi energetica e conflitto in Iran, redatto dall’Osservatorio di Pavia per Greenpeace Italia, analizza il racconto televisivo delle prime tre settimane del conflitto iniziato il 28 febbraio 2026. L’analisi copre il periodo tra il 1° e il 21 marzo 2026 e si concentra sui TG di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La7 e su un campione di trasmissioni di approfondimento. Il rapporto valuta la frequenza e l’orientamento delle soluzioni energetiche proposte nei telegiornali e nei talk show, registrando toni e argomentazioni prevalenti.

Analisi 1-21 marzo 2026 TG Rai, Mediaset e La7

Lo studio ha esaminato i TG di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La7 nel periodo dal 1° al 21 marzo 2026. Ha incluso anche un campione di trasmissioni di approfondimento: Di Martedì, Quarta Repubblica, Porta a Porta, 4 di Sera, TG2 Post e Otto e 1/2. L’obiettivo è stato documentare come i media televisivi abbiano raccontato la crisi energetica innescata dal conflitto iraniano, mettendo a confronto soluzioni immediate e soluzioni strutturali. Il rapporto identifica i temi ricorrenti e la distribuzione delle posizioni tra esponenti politici, esperti e giornalisti.

Frequenza delle rinnovabili: 1% nei TG, 9% nelle dichiarazioni

I risultati mostrano che la transizione verso le energie rinnovabili compare nell’1% dei servizi dei TG. Le rinnovabili emergono nel 9% delle dichiarazioni totali di esponenti politici, esperti e giornalisti, corrispondenti a 12 dichiarazioni su 136. Il racconto televisivo, secondo il rapporto, è dominato dal cosiddetto realismo fossile, che privilegia gas e petrolio come risposte emergenziali. Nei talk show il tema delle rinnovabili diventa polarizzato tra posizioni progressiste, che le considerano leva strategica, e posizioni conservatrici, che le definiscono incompatibili con l’urgenza della crisi.

Federico Spadini, della campagna Clima di Greenpeace Italia, è citato nel report: afferma che la televisione italiana dimostra la dipendenza del Paese dai combustibili fossili e un approccio emergenziale, incapace di proporre soluzioni strutturali. Spadini dichiara che «una persona su due in Italia vuole accelerare sulle rinnovabili, anche a fronte di un possibile aumento temporaneo dei costi nel breve periodo». A sua detta, «la transizione energetica è la vera risposta alla crisi: l’unica leva capace di garantire stabilità, sicurezza e indipendenza energetica».

Il report segnala inoltre che la risposta istituzionale mediatica si articola su due linee principali: regolazione dei meccanismi di mercato e alleggerimento del prelievo fiscale. La narrazione istituzionale sottolinea la capacità del governo di intervenire sulla struttura dei prezzi per neutralizzare l’effetto contagio del gas sulle altre componenti energetiche. Sul tema della diversificazione, il cambiamento descritto dai media è prevalentemente geografico e non strutturale, secondo il rapporto. Il nucleare viene presentato come promessa di sovranità futura, con riferimenti a mini-reattori e tecnologie avanzate, ma ritenuto incompatibile con l’urgenza dell’emergenza.

Il rapporto conclude che la copertura televisiva nelle prime tre settimane del conflitto restituisce l’immagine di un Paese ancora ancorato a una gestione emergenziale dell’energia, con la transizione verso le rinnovabili fuori dal campo delle soluzioni considerate realistiche. Secondo gli autori, questa esclusione lascia irrisolta la vulnerabilità strutturale del sistema energetico italiano e impedisce di proporre un modello più sostenibile, autonomo, resiliente e orientato al lungo periodo. Il report dell’Osservatorio di Pavia per Greenpeace Italia è stato messo a disposizione pubblica e documenta la metodologia e il campione analizzato.

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