Proposta di legge sugli allevamenti intensivi depositata il 6 marzo

In breve

  • Il testo è stato depositato il 6 marzo alla Camera con 15 firme iniziali e ora conta 21 firmatari.
  • Gli allevamenti intensivi causano oltre i due terzi delle emissioni nazionali di ammoniaca e riguardano 600 milioni di animali all'anno in Italia.
  • La proposta, presentata il 22 febbraio con ISDE, Lipu, Terra! e WWF Italia, chiede la calendarizzazione dopo la pausa estiva.

Il 6 marzo è stato depositato alla Camera dei Deputati un testo di legge contro gli allevamenti intensivi, firmato inizialmente da 15 parlamentari appartenenti a cinque gruppi politici.

Il testo è passato al vaglio degli uffici legislativi della Camera, ha subito minime revisioni e integrazioni e ha raccolto sei nuove firme, portando il totale a 21 firmatari. Ora le organizzazioni promotrici chiedono la calendarizzazione del provvedimento in Parlamento per arrivare al voto.

Proposta presentata il 22 febbraio con quattro organizzazioni

Il 22 febbraio, insieme a ISDE – Medici per l’ambiente, Lipu, Terra! e WWF Italia, è stata presentata alla Camera la proposta di legge per cambiare il sistema degli allevamenti intensivi. Il testo punta a una riconversione verso pratiche agro-ecologiche, con misure specifiche per fermare l’espansione degli impianti, ridurre il numero di animali allevati e avviare la transizione ecologica degli allevamenti esistenti. Le organizzazioni collegano la proposta all’impatto ambientale, sanitario e sociale del modello intensivo, e invitano alla consultazione del testo integrale e del manifesto pubblico.

Impatto ambientale: oltre due terzi delle emissioni nazionali

Secondo il materiale della campagna, gli allevamenti intensivi sono responsabili di oltre i due terzi delle emissioni nazionali di ammoniaca, con conseguenze sulla qualità dell’aria e della salute umana legate alle polveri sottili che causano ogni anno migliaia di morti premature. Il testo segnala che gli oltre 600 milioni di animali allevati in modo intensivo ogni anno in Italia richiedono grandi quantità di risorse sottratte al consumo diretto umano. Inoltre, il materiale riporta che due terzi dei cereali commercializzati nell’Unione europea diventano mangime e che circa il 70% dei terreni agricoli europei è destinato a coltivazioni per l’alimentazione animale.

Aspetti economici e sociali: fondi e piccole aziende

La proposta sottolinea che il comparto agro-zootecnico penalizza le piccole aziende e favorisce le realtà più grandi: secondo i dati citati, l’80% dei fondi europei per l’agricoltura italiana finisce a favore di appena il 20% dei beneficiari. Tra le misure richieste dal testo ci sono il sostegno alle piccole aziende agricole e la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto per accompagnare la transizione. Il provvedimento chiede inoltre garanzie per cibo sano e prezzi accessibili per i consumatori.

Firmatari originali e nuove adesioni: nomi e gruppi

Il testo depositato il 6 marzo aveva raccolto le firme di quindici parlamentari: Evi (PD) e Brambilla (Noi Moderati) come prime firmatarie, e poi Bergamini (FI), Borrelli (AVS), Bonelli (AVS), Cherchi (M5S), Costa (M5S), Dalla Chiesta (FI), Di Lauro (M5S), Dori (AVS), Ghirra (AVS), Grimaldi (AVS), Fratoianni (AVS), Orlando (PD) e Zanella (AVS). Oggi si sono aggiunti sei nuovi parlamentari, tutti del Partito Democratico: Ciani, Gribaudo, Lacarra, Prestipino, Romeo e Scotto.

Dichiarazione di Eleonora Evi: parole testuali

Eleonora Evi, deputata del Partito Democratico e segretaria di presidenza dell’intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, ha dichiarato: “il settore zootecnico consuma molta acqua ed emette gas serra, quindi contribuisce fortissimamente alla crisi climatica. Deve cambiare. Ecco perché è cos importante calendarizzare quanto prima la proposta di legge per superare gli allevamenti intensivi e, soprattutto, dare una nuova prospettiva ecologica al settore dell’agricoltura”.

Richiesta di calendarizzazione dopo la pausa estiva

Le organizzazioni e i parlamentari promotori chiedono che il testo venga calendarizzato per essere discusso alla Camera alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Il materiale sottolinea che eventi climatici estremi e la crisi del settore agro-zootecnico impongono una rapida transizione verso un modello non intensivo, con produzioni a più basso consumo di risorse e minori impatti ambientali, sociali e sanitari. Viene inoltre invitata la cittadinanza a unirsi alla campagna firmando la petizione per sostenere la proposta di legge.

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