In breve
- Maria Follieri è nata a Roma nel 1932, si è laureata a La Sapienza nel 1954 e si è spenta all'inizio del 2012.
- La sua produzione scientifica conta oltre 200 pubblicazioni e la promozione dell'International Work Group of Palaeoethnobotany nel 1966.
- Ha coordinato 2 progetti dell'Unione Europea ed è stata responsabile scientifico di altri 3 progetti comunitari, partecipando al progetto Fossilva.
Con la riservatezza e la serenità che l’hanno contraddistinta, Maria Follieri si è spenta all’inizio del 2012 in seguito a complicazioni operatorie, assistita dai suoi allievi a cui era molto affezionata. Maria Follieri è nata a Roma nel 1932 e si è laureata in Scienze Naturali all’Università La Sapienza nel 1954. Ha avuto un lungo percorso accademico e professionale che l’ha portata a insegnare e dirigere ricerche nazionali e internazionali fino alla pensione, nel 2004. La sua figura è ricordata tanto per l’attività scientifica quanto per l’impatto umano sugli allievi e i colleghi.
Biografia di Maria Follieri, nata a Roma nel 1932
Dopo la laurea nel 1954, Maria Follieri ha iniziato la sua carriera accademica come assistente volontario a La Sapienza, sviluppando la ricerca e la didattica della Paleobotanica sin dal 1955. Nel 1965 ottenne la qualifica di libero docente in Paleobotanica; dal 1969 fu professore incaricato e dal 1980 diventò professore associato di Paleobotanica. Tra il 1986 e il 1991 è stata professore di prima fascia di Botanica presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, continuando però a insegnare anche Paleobotanica. Nel 1991 passò alla cattedra di Paleobotanica, incarico che mantenne fino al pensionamento nel 2004.
A soli 27 anni ricevette un incarico di insegnamento a Parma, dove presso il laboratorio di Fausto Lona iniziò gli studi in palinologia, disciplina che divenne la passione della sua vita professionale. La sua presenza scientifica dagli anni Sessanta risultò significativa a livello regionale, nazionale e soprattutto internazionale, fatto raro per una donna italiana dell’epoca. Era apprezzata per la vivacità intellettuale, l’inesauribile curiosità scientifica e lo stretto rigore metodologico che caratterizzavano il suo lavoro. Dal punto di vista personale, era descritta come una donna dolce, discreta, rispettosa delle idee altrui e dotata di umorismo e ironia.
Ricerca: oltre 200 pubblicazioni e progetti europei
L’attività scientifica di Maria Follieri è documentata da oltre 200 pubblicazioni a stampa, con presentazioni a congressi internazionali che la resero nota in tutti i continenti. Fu promotrice, nel 1966, della costituzione dell’International Work Group of Palaeoethnobotany, gruppo ancora attivo nella branca archeobotanica della paleobotanica. Ha esteso le applicazioni della paleobotanica al mondo dei beni culturali, studiando contesti dal Paleolitico al Neolitico, all’Età del Bronzo e alle civiltà protopalaziali del Mediterraneo e dell’Anatolia, nonché gli Etruschi, le colonie greche dell’Italia meridionale e i Romani.
Nel campo dell’origine e dello sviluppo dell’agricoltura individuò le più antiche tracce di pratiche agricole in Italia peninsulare risalenti a oltre 7 000 anni fa. Ha studiato resti carpologici, antracologici e fitolitici in contesti domestici, funerari, sacrificali e monumentali. Nei settori evoluzionistici avviò in Italia ricerche su felci acquatiche fossili e, per le paleoflore e paleovegetazioni, condusse estese analisi paleobotaniche e palinologiche in Italia centrale sulle variazioni climatiche e vegetazionali del Quaternario.
Alla fine degli anni Ottanta e negli anni Novanta le sue ricerche coinvolsero lunghe sequenze lacustri italiane, in particolare il Lago del Fucino e la Valle di Castiglione, inserendosi in progetti europei. Oltre a numerosi progetti ministeriali e CNR, coordinò 2 progetti dell’Unione Europea ed è stata responsabile scientifico di altri 3 progetti europei, per un totale di cinque progetti comunitari che intensificarono i rapporti con équipe internazionali a Barcellona, Cambridge, Potsdam, Edimburgo, Marsiglia, Dublino, Lisbona, Salonicco e Stoccolma. Il Laboratorio di Palinologia e Paleobotanica di Roma divenne così un punto di riferimento nel Mediterraneo.
Negli ultimi anni di attività seguì gli sviluppi della paleogenetica e partecipò con i collaboratori al progetto europeo Fossilva, che collegava ricerche paleobotaniche e biologia molecolare. All’interno della Società Botanica Italiana, di cui fu socia dal 1957, promosse nel 1993 l’istituzione del gruppo di Paleobotanica e lo coordinò fino al 1999. Dal 2002 al 2005 fu coordinatrice del gruppo di Palinologia.
Nel ricordo dei colleghi e degli allievi, Maria Follieri lascia un insegnamento profondo sia in ambito scientifico sia a livello umano; la sua riservatezza, spesso confusa con distacco, conviveva con l’affetto per gli studenti che considerava famiglia.