In breve
- La vasocostrizione in risposta al freddo aumenta pressione e lavoro cardiaco e può scatenare ischemia in presenza di placche coronariche.
- In inverno aumentano infezioni respiratorie e inquinamento, entrambi associati a maggiore rischio di infarto e ictus.
- Rivolgersi al cardiologo per dolore toracico, palpitazioni, svenimenti o dispnea; screening consigliato per uomini >40 anni e donne dopo la menopausa.
Il dottor Davide Romagnolo, cardiologo presso IRCCS Istituto Clinico Humanitas Rozzano e gli ambulatori Humanitas Medical Care, descrive come il freddo invernale possa influenzare l’apparato cardiovascolare.
Per difendersi dall’ipotermia l’organismo attiva meccanismi che modificano la circolazione sanguigna e lo stato infiammatorio, con effetti concreti sulla pressione arteriosa e sul lavoro cardiaco.
Vasocostrizione, aumento della pressione e ischemia
Per prevenire la dispersione di calore il corpo attiva la vasocostrizione, ossia la riduzione del calibro delle arterie periferiche, e questo concentra il sangue verso organi vitali come cuore e cervello. La vasocostrizione comporta un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, con conseguente incremento del carico di lavoro cardiaco. In presenza di placche aterosclerotiche coronariche, anche se stabili e asintomatiche, questo stress aggiuntivo può slatentizzare un’ischemia latente. L’ischemia latente, se destabilizzata, aumenta il rischio di eventi acuti come l’infarto del miocardio.
Infezioni respiratorie, inquinamento e rischio cardiovascolare
L’inverno aumenta la circolazione di infezioni respiratorie, come l’influenza e la polmonite, per la maggiore permanenza in ambienti chiusi e affollati. Tali infezioni innescano una risposta infiammatoria che può destabilizzare le placche aterosclerotiche favorendone la rottura e la formazione di trombi coronarici. Inoltre, il riscaldamento domestico, i trasporti e le attività industriali incrementano gli inquinanti atmosferici durante i mesi freddi. L’esposizione prolungata a particelle inquinanti è stata associata a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari acuti, come infarti e ictus.
Quando rivolgersi al cardiologo: sintomi e screening
È consigliata una visita cardiologica urgente in presenza di dolore toracico, soprattutto se associato a sforzo o esposizione al freddo. È indicato contattare uno specialista anche in caso di palpitazioni o aritmie, svenimenti improvvisi o dispnea e difficoltà a compiere sforzi abituali. A scopo preventivo si raccomanda il controllo cardiologico se vi sono familiari di primo grado con patologie cardiache o casi di morte improvvisa in giovane età. Il dottor Romagnolo segnala che è consigliata una valutazione di screening per tutti gli uomini sopra i 40 anni e per le donne dopo la menopausa.
Per proteggere il cuore in inverno il medico suggerisce semplici misure: vestirsi a strati per adattarsi agli sbalzi termici ed evitare sforzi intensi all’aperto con basse temperature, soprattutto per pazienti con malattie cardiovascolari, anziani e soggetti fragili. La vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica è fortemente raccomandata per le categorie a rischio; inoltre è utile arieggiare regolarmente gli ambienti confinati, preferibilmente al mattino quando il livello di inquinanti è più basso. Chi ha rischio cardiovascolare dovrebbe limitare l’esposizione all’inquinamento evitando di uscire o svolgere attività fisica all’esterno nelle ore di punta del traffico e nei giorni con qualità dell’aria scarsa.