Questo doppio riconoscimento con Tre Bicchieri 2026 del Gambero Rosso e Cinque Grappoli Bibenda svela perché il Lazio è ormai tra le regioni più dinamiche del vino italiano

In breve

  • Il Lazio ottiene 11 Tre Bicchieri 2026 e 28 Cinque Grappoli Bibenda 2026.
  • La regione conta 3 DOCG, 27 DOC, 6 IGT, 37 vitigni autoctoni e oltre 18.000 ettari vitati.
  • Diciotto nuove aziende esordiscono nelle guide, segnando rinnovamento e internazionalizzazione.

Undici etichette premiate con Tre Bicchieri 2026 del Gambero Rosso e ventotto vini insigniti dei Cinque Grappoli Bibenda consacrano il Lazio tra le regioni più dinamiche e sorprendenti del panorama vitivinicolo italiano.

Il doppio riconoscimento certifica la crescita qualitativa, la solidità e la capacità di innovazione del comparto regionale. La produzione laziali si articola su oltre 18.000 ettari di superficie vitata e coltiva 37 vitigni autoctoni. La filiera conta inoltre 3 DOCG, 27 DOC e 6 IGT, segnali che accompagnano la presenza di 18 nuove aziende all’esordio in guida.

Tre Bicchieri 2026 del Gambero Rosso: le 11 etichette del Lazio

Tenuta La Pazzaglia, 109 Grechetto 2023.

Casale del Giglio, Anthium Bellone 2024.

Casale della Ioria, Cesanese del Piglio Superiore Torre del Piano Riserva 2022.

Damiano Ciolli, Cesanese di Olevano Romano Riserva 2021.

Tenuta di Fiorano, Fiorano Rosso 2020.

Villa Simone, Frascati Superiore Vigneto Falconieri Riserva 2020.

Gabriele Magno, Frascati Superiore Vigneto La Torretta di Valle Marciana Riserva 2023.

San Giovenale, Habemus 2023.

Emiliano Fini, Lavente 2023.

Famiglia Cotarella, Montiano 2022.

Poggio Le Volpi, Roma Rosso Classico Riserva 2022.

Cinque Grappoli Bibenda 2026: i 28 vini laziali

Amor Vitae, Vita 2020.

Cantina Sant’Andrea, Terracina Moscato Secco Hum 2024.

Casale del Giglio, Radix 2021.

Casale del Giglio, Mater Matuta 2021.

Casale del Giglio, Aphrodisium 2024.

Casale della Ioria, Cesanese del Piglio Superiore Torre del Piano Riserva 2022.

Castel de Paolis, I Quattro Mori 2020.

Colle di Maggio, Lunapigra 2022.

Colle di Maggio, Estia 2022.

Cotarella, Montiano 2022.

Damiano Ciolli, Olevano Romano Cesanese Riserva 2021.

Fontana Candida, Frascati Superiore Luna Mater Riserva 2023.

Formiconi, Cesanese di Affile Capozzano Riserva 2023.

Gabriele Magno, Frascati Superiore Vigneto La Torretta di Valle Marciana Riserva 2023.

Le Rose, Colle dei Marmi 2024.

Marco Carpineti, Extra Brut Kius 2021.

Paolo e Noemia D’Amico, Falesia 2023.

Pileum, Cesanese del Piglio Superiore Pilarocca Riserva 2022.

Poggio Le Volpi, Roma Rosso Classico Riserva 2022.

Poggio Le Volpi, Donnaluce 2024.

San Giovenale, Habemus Etichetta Bianca 2023.

Sergio Mottura, La Torre a Civitella 2023.

Tenuta di Fiorano, Fiorano Rosso 2020.

Tenuta Principe Alberico, Alberico Bianco 2022.

Tenuta Santa Lucia, Morrone 2022.

Vigne del Patrimonio, Aladoro Brut.

Villa Simone, Frascati Superiore Vigneto Filonardi Riserva 2023.

Vini Raimondo, Cybelle 2023.

Le dichiarazioni ufficiali accompagnano i riconoscimenti: l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare, Giancarlo Righini, ha detto Questi risultati dimostrano come il comparto vitivinicolo del Lazio sia ormai maturo per giocare un ruolo da protagonista nel panorama nazionale e internazionale.

Il Presidente di Arsial, Massimiliano Raffa, ha commentato Il Lazio del vino non è più una promessa, ma una realtà che conquista.

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha dichiarato che i riconoscimenti rappresentano un risultato che valorizza non solo il comparto agroalimentare, ma anche la nostra identità culturale e paesaggistica, ambasciatrice nel mondo del saper fare laziale.

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