In breve
- Le linee guida ASRM raccomandano accertamenti dopo 12 mesi, o dopo 6 mesi se la partner ha più di 35 anni.
- Lo spermiogramma valuta concentrazione, motilità, morfologia, volume, pH, viscosità e tempo di fluidificazione del seme.
- Fattori come varicocele, terapie oncologiche, febbre, infezioni, alcol e droghe possono alterare i risultati e richiedono indagini aggiuntive.
Lo spermiogramma è un esame sul campione di liquido seminale eseguito in laboratorio e utilizzato per indagare l’infertilità maschile; il testo cita il Fertility Center dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano come sede del parere specialistico. Le linee guida dell’American Society for Reproductive Medicine indicano di iniziare accertamenti dopo almeno 12 mesi di rapporti regolari non protetti, limite ridotto a 6 mesi se la partner è oltre i 35 anni o sono presenti fattori di rischio noti. Lo spermiogramma fornisce valori qualitativi e quantitativi che guidano il percorso diagnostico e terapeutico per la coppia.
Linee guida ASRM: 12 mesi e 6 mesi
Le linee guida dell’American Society for Reproductive Medicine suggeriscono di avviare accertamenti di coppia dopo 12 mesi di rapporti liberi e non protetti. Il documento prevede che tale intervallo possa essere ridotto a 6 mesi se la partner ha più di 35 anni o esistono fattori di rischio noti per ridotta fertilità. Queste indicazioni giustificano la prescrizione dello spermiogramma come parte degli accertamenti iniziali per il partner maschile.
Parametri analizzati nello spermiogramma
Lo spermiogramma valuta la concentrazione, la motilità, la morfologia e le dimensioni degli spermatozoi, parametri che possono risultare alterati e indirizzare verso diagnosi o terapie. L’esame include anche l’analisi delle caratteristiche fisiche del seme: colore, pH, volume prodotto, viscosità e tempo di fluidificazione. Se uno o più di questi parametri sono alterati, lo specialista pu pianificare ulteriori accertamenti clinici, ecografici o di laboratorio per identificare la causa.
Indicazioni cliniche: varicocele, oncologia e ipogonadismo
Lo spermiogramma non è sempre richiesto per ogni problema riproduttivo, ma è indicato in presenza di sospetto di anomalie che ne giustificano la valutazione. Nel caso del varicocele, la conferma di valori alterati allo spermiogramma pu portare all’indicazione chirurgica da parte dell’urologo. Nei maschi giovani, le anomalie della spermatogenesi riscontrate nello spermiogramma possono contribuire alla diagnosi di patologie endocrinologiche dell’ipofisi e dell’asse ipotalamo-ipofisario, soprattutto se associate a ipogonadismo.
Quando è necessario avviare una terapia oncologica, lo spermiogramma viene eseguito insieme alle procedure di crioconservazione dei gameti, perché chemioterapia e radioterapia possono modificare le caratteristiche del seme. Fattori transitori come febbre, malattie sessualmente trasmesse, infezioni batteriche o virali, uso di alcol e droghe, e alcuni farmaci possono influire sui risultati. Se il test risulta alterato, è fondamentale indagare le possibili cause per avviare un appropriato percorso di trattamento.
L’esame del liquido seminale rappresenta spesso il primo passo nel percorso diagnostico della coppia con difficoltà di concepimento; tuttavia, lo spermiogramma deve essere integrato con una valutazione clinica completa e con esami ecografici e di laboratorio per l’individuo e per la coppia. In circa il 30% dei casi non si individua una causa specifica per una produzione insufficiente di spermatozoi, situazione descritta come idiopatica nel testo. Il campione di liquido seminale deve essere raccolto presso l’Istituto, nel contenitore fornito dopo l’accettazione, per garantire la corretta analisi di laboratorio.