In breve
- Le malattie cardiovascolari colpiscono cuore e vasi e sono la principale causa di mortalità.
- I fattori non modificabili includono familiarità, età e sesso; i modificabili includono ipertensione, colesterolo, fumo e sedentarietà.
- La prima visita cardiologica comprende anamnesi, esame obiettivo, misurazione della pressione e elettrocardiogramma, durata circa 30 minuti.
Le malattie cardiovascolari coinvolgono il cuore e i vasi sanguigni e rappresentano la principale causa di mortalità in Italia e nel mondo.
Queste patologie sono multifattoriali, influenzate da fattori modificabili e non modificabili che possono essere ridotti con interventi educativi o terapie farmacologiche specifiche.
Malattie cardiovascolari più comuni
Tra le malattie cardiovascolari più diffuse nei paesi industrializzati figura la cardiopatia ischemica, che si manifesta tipicamente con dolore al petto transitorio, l’angina pectoris, spesso durante sforzo fisico, stress emotivo o esposizione al freddo.
L’infarto del miocardio deriva da occlusione parziale o totale di un’arteria coronarica e si presenta con dolore al petto prolungato a riposo, sudorazione fredda, nausea e/o vomito; richiede accesso immediato in Pronto Soccorso.
L’insufficienza cardiaca è caratterizzata da ridotta performance cardiaca, con dispnea, accumulo di liquidi alle gambe ed esercizio fisico tollerato in misura minore rispetto al passato.
L’ictus cerebrale coinvolge il cervello per occlusione improvvisa di un vaso e si presenta con mal di testa improvviso e disturbi motori o sensoriali tipicamente su un lato del corpo.
Le arteriopatie periferiche e dei vasi viscerali derivano da placche aterosclerotiche che riducono il calibro arterioso; agli arti inferiori possono causare claudicatio, mentre nei vasi viscerali i sintomi sono più sfumati.
Fattori di rischio modificabili e non modificabili
Tra i fattori non modificabili si segnalano la familiarità, i fattori genetici, l’età con rischio crescente e il sesso, con rischio maggiore nei maschi.
I fattori modificabili comprendono in primo luogo l’ipertensione arteriosa; la prevenzione dell’ipertensione include una dieta con apporto di sodio limitato, attività fisica di almeno 30 minuti per tre volte a settimana e controllo del peso corporeo, poiché la pressione diminuisce con la perdita di peso.
Altri fattori modificabili elencati sono i livelli elevati di colesterolo, trigliceridi e glicemia, il sovrappeso, lo stile di vita sedentario e lo stress.
Il fumo è definito il fattore modificabile con il peggiore impatto: smettere di fumare è di primaria importanza e Humanitas offre un servizio di consulenza anti-fumo personalizzabile per supportare i pazienti.
Quando i fattori di rischio raggiungono una soglia critica pu rendersi necessaria la terapia farmacologica specifica, oltre alle modifiche dello stile di vita.
Quando fare la visita cardiologica dopo i 40 e 50 anni
Si consiglia la visita cardiologica in presenza di sintomi riferibili a problemi cardiologici come dolore al petto durante lo sforzo, palpitazioni o aritmie, dispnea o ridotta capacità di sforzo rispetto alle settimane precedenti.
È utile programmare una visita anche dopo l’identificazione di fattori di rischio, in particolare l’ipertensione arteriosa.
In assenza di segnali di allarme, una prima visita per la precoce identificazione dei fattori di rischio e dei danni correlati è raccomandata per i maschi dopo i 40 anni e per le femmine dopo i 50 anni, differenza legata alla protezione ormonale fino alla menopausa.
Chi presenta rischio cardiovascolare aumentato sarà seguito dallo specialista con visite di controllo periodiche secondo le indicazioni fornite.
La prima visita cardiologica inizia con un’accurata raccolta dei dati anamnestici: alimentazione, peso, altezza, fumo, attività fisica, sedentarietà, patologie non cardiologiche, casi familiari di malattie cardiache e terapie in corso.
L’esame obiettivo cardiovascolare comprende auscultazione di cuore e polmoni, valutazione dei polsi arteriosi periferici e un esame generale di collo, addome e arti inferiori; la visita si conclude con la misurazione della pressione arteriosa.
La visita dura circa 30 minuti e include la valutazione dell’elettrocardiogramma, esame di primo livello per accertare o escludere aritmie, infarto del miocardio e ischemia cardiaca o per suggerire cardiopatie sottostanti che richiedano approfondimento.
Sulla base dei dati anamnestici, dell’elettrocardiogramma e dell’esame obiettivo, il cardiologo stima il rischio cardiovascolare usando strumenti ampiamente validati su popolazioni estese, che variano in base all’età.