In breve
- La prevenzione cardiovascolare si divide in prevenzione primaria per persone sane e prevenzione secondaria per chi ha già avuto eventi cardiaci.
- I fattori non modificabili sono familiarità, età e sesso; i modificabili includono ipercolesterolemia, ipertensione, diabete, fumo, dieta scorretta, obesità, sedentarietà e stress.
- Per la prevenzione primaria si raccomandano dieta mediterranea, cessazione del fumo, monitoraggi regolari, attività aerobica almeno tre volte a settimana e controllo del peso con BMI.
Il cuore è il muscolo principale dell’organismo e, attraverso la contrazione e il rilascio, distribuisce il sangue che porta ossigeno ai tessuti e rimuove scorie metaboliche. La dottoressa Letizia Bertoldi, cardiologa dell’Unità Operativa di Cardiologia Clinica, Interventistica e Unità di Cura Coronarica di Humanitas, spiega l’importanza della prevenzione per la salute cardiovascolare. Uno stile di vita poco salutare aumenta i rischi cardiovascolari anche se le tecniche mediche e chirurgiche sono più efficaci oggi.
La prevenzione cardiovascolare si divide in due categorie principali: prevenzione primaria e prevenzione secondaria. La prevenzione primaria riguarda persone sane senza precedenti di malattie cardiache e si raccomanda sin dalla giovane età, specialmente in presenza di familiarità. La prevenzione secondaria riguarda persone che hanno già avuto un infarto o altre patologie cardiache e richiede controlli e terapie mirate.
Fattori non modificabili: familiarità, età, sesso
I fattori non modificabili includono la familiarità, ovvero la presenza di parenti stretti con malattie cardiovascolari, che aumenta il rischio individuale. L’età è un altro fattore: il rischio di malattie cardiovascolari aumenta con l’avanzare dell’età. Il sesso influisce sulla suscettibilità: le donne in età fertile mostrano una protezione maggiore contro aterosclerosi e infarto rispetto agli uomini, ma dopo la menopausa il rischio diventa simile.
Fattori modificabili: colesterolo, ipertensione, diabete
Tra i fattori modificabili la ipercolesterolemia è centrale: un’elevata concentrazione di colesterolo e altri grassi nel sangue favorisce l’aterosclerosi, condizione alla base di infarto, ictus e claudicatio intermittens. L’ipertensione arteriosa aumenta la probabilità di aterosclerosi e accresce il lavoro del cuore, con possibile progressivo malfunzionamento cardiaco. Il diabete danneggia le arterie tramite livelli elevati di glucosio e spesso si associa all’ipertensione, contribuendo all’aterosclerosi.
Il fumo provoca danni cronici ai vasi arteriosi, riduce l’elasticità e danneggia le pareti, favorendo l’aterosclerosi; il fumo contribuisce anche all’ipertensione e altera il colesterolo buono. Un’alimentazione scorretta, ricca di calorie e grassi, può aumentare colesterolo e trigliceridi; l’eccesso di sodio favorisce l’ipertensione e l’abuso di alcol aumenta la pressione e danneggia il cuore. Obesità e sovrappeso incrementano lo sforzo cardiaco e il rischio di ipertensione e diabete, con l’accumulo addominale particolarmente pericoloso per la salute cardiovascolare.
La sedentarietà favorisce sovrappeso e obesità; l’attività fisica aerobica migliora la capacità di pompare sangue, contribuisce a mantenere la pressione sotto controllo e aiuta l’umore. Lo stress cronico può portare all’ipertensione e influenzare la progressione delle placche aterosclerotiche nelle coronarie, aumentando il rischio di eventi come l’infarto. Le strategie preventive si basano quindi sulla modificazione di questi fattori modificabili e su controlli periodici appropriati.
Prevenzione primaria: alimentazione, esercizio, monitoraggi
Per la prevenzione primaria la dottoressa Bertoldi raccomanda una alimentazione corretta e bilanciata, preferibilmente basata sulla dieta mediterranea, con vegetali, cereali, legumi, pesce e carni magre. La dieta deve essere povera di sale, limitare carne rossa, cibi grassi, fritti e dolci, e utilizzare olio extravergine d’oliva come condimento. È consigliato evitare il fumo o smettere con il supporto dei centri antifumo specializzati.
Si suggerisce di monitorare regolarmente colesterolo e pressione arteriosa e di controllare la glicemia o seguire le terapie per il diabete quando presenti. L’attività fisica regolare, soprattutto aerobica come correre, camminare, nuotare o andare in bicicletta, andrebbe praticata almeno tre volte alla settimana per 45 minuti, compatibilmente con età e stato di salute generale. Per il peso corporeo si può calcolare l’indice di massa corporea dividendo il peso in chilogrammi per l’altezza in metri al quadrato; un BMI inferiore a 25 indica peso ideale, valori superiori suggeriscono sovrappeso o obesità.
Per raggiungere il peso ideale è consigliabile chiedere aiuto medico se necessario. Limitare le situazioni stressanti, in particolare se prolungate, e ricorrere a un supporto specialistico nei casi più gravi, rientrano tra le indicazioni per ridurre il rischio cardiovascolare. La combinazione di abitudini salutari e controlli medici regolari costituisce la strategia primaria suggerita dalla fonte.