Cancro al pancreas: sinergia tra trametinib e immunoterapia all’IEO

In breve

  • Il 9 aprile 2024 l'IEO ha pubblicato su Sciences Advances dati su trametinib più immunoterapia nel cancro del pancreas.
  • Il trametinib induce l'espressione di retrovirus endogeni nelle cellule tumorali, rendendole riconoscibili al sistema immunitario.
  • La combinazione di trametinib e inibitori dei checkpoint ha dato controllo significativo della malattia in modelli preclinici.

Milano, 9 Aprile 2024 e Istituto Europeo di Oncologia: uno studio del Dipartimento di Oncologia Molecolare coordinato da Gioacchino Natoli ha mostrato una sinergia terapeutica fra trametinib e immunoterapia nel cancro del pancreas, con risultati pubblicati su Sciences Advances.

I ricercatori, con il sostegno della Fondazione AIRC, hanno utilizzato procedure avanzate di analisi genomica e computazionale per investigare la resistenza delle cellule di carcinoma pancreatico al trametinib e per identificare i meccanismi che rendono le cellule bersaglio del sistema immunitario.

Scoperte del gruppo Natoli il 9 aprile 2024

Il gruppo coordinato da Gioacchino Natoli ha rilevato che, se somministrato da solo, il trametinib non rallenta significativamente la crescita delle cellule tumorali in modelli preclinici, ma attiva meccanismi che possono renderle riconoscibili al sistema immunitario.

Lo studio documenta che, in collaborazione con il gruppo di Andrea Viale presso l’MD Anderson Cancer Center di Houston, la combinazione di trametinib con inibitori dei checkpoint immunitari ha prodotto nei modelli preclinici un controllo significativo della malattia.

La pubblicazione indica che questi risultati pongono le basi molecolari per una terapia combinata razionale contro il cancro del pancreas e che i dati sono stati ottenuti con il sostegno di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro.

Meccanismo: trametinib induce retrovirus endogeni

I ricercatori hanno scoperto che il trametinib induce l’espressione di retrovirus endogeni nelle cellule tumorali del pancreas, porzioni di materiale genetico virale inserite nel genoma dei mammiferi in infezioni antiche.

Il testo della fonte spiega che questi elementi appartengono a quella parte del genoma spesso definita “DNA spazzatura” e che normalmente sono silenziati nell’organismo umano; se attivati, per, simulano un’infezione virale e le cellule che li esprimono vengono rilevate e attaccate dal sistema immunitario alla stessa stregua di cellule infettate da virus moderni.

Secondo la pubblicazione, l’attivazione indotta da trametinib pu quindi trasformare cellule tumorali in bersagli immunologici, permettendo agli inibitori dei checkpoint di ottenere un effetto terapeutico significativo nei modelli preclinici.

La prima autrice, Alice Cortesi, conclude che “Questo nuovo approccio apre la strada a una combinazione razionale di trattamenti che potrebbero rivelarsi molto efficaci nel combattere il cancro al pancreas. Inoltre, l’attivazione dei retrovirus endogeni indotta da trametinib potrebbe fornire nuovi bersagli per lo sviluppo di vaccini terapeutici anche contro il cancro del pancreas. Ora bisogna avere conferma dei dati ottenuti in laboratorio nell’ambito di prossimi studi clinici, che contiamo di poter attivare il più rapidamente possibile”.

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