Questo incontro di formazione che si è tenuto il 19 giugno a Udine ha messo in luce pratiche sul progetto ClimaxPo senza però spiegare chi le applicherà nei 70 ettari

In breve

  • Il 19 giugno l'evento ClimaxPo si è svolto all'Azienda agraria Antonio Servadei, estesa su circa 70 ettari.
  • ERSAF, Università di Udine, FUTURAGRI srl, ERSA Friuli-Venezia Giulia e AIAB hanno partecipato alla giornata formativa.
  • Tra il 2024 e la prima metà del 2025 sono stati realizzati 15 eventi del programma di capacity building del progetto ClimaxPo.

La giornata di formazione sul progetto ClimaxPo si è svolta il 19 giugno presso l’Azienda agraria universitaria Antonio Servadei di Udine, che si estende su circa 70 ettari.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Università degli Studi di Udine e ha visto la partecipazione di ERSAF, rappresentata dalla dirigente Uta Biino e da Elisa Tagliaferri, dei tecnici di FUTURAGRI srl, di tecnici di ERSA Friuli-Venezia Giulia, di AIAB, del direttore dell’azienda dott. Fellet e della dott.ssa Marracini dell’Università di Udine.

Dettagli dell’evento del 19 giugno 2024

Nella mattinata si è tenuta una sessione d’aula per lo scambio e la formazione tra enti, durante la quale sono state presentate le attività in corso presso ciascuna organizzazione, con l’obiettivo di identificare sinergie e future collaborazioni in tema di agroecologia e ricerca. Uta Biino ed Elisa Tagliaferri di ERSAF hanno illustrato il progetto ClimaxPo e hanno posto l’accento sul programma di capacity building previsto nel task 8.2.2. È stato indicato che, tra il 2024 e la prima metà del 2025, sono stati realizzati 15 eventi comprendenti formazioni in aula, attività sul campo, sessioni educative, visite a casi studio e dimostrazioni dentro e fuori il bacino idrografico del Po. I tecnici hanno inoltre descritto il ruolo dei facilitatori individuati da ERSAF per il progetto, citando i nomi di Lorenza Michelon e Daniele della Torre di FuturAgri srl.

Nel corso della sessione sono state presentate pratiche e innovazioni regionali in Lombardia relative alle cover crops, inclusa la semina combinata con distribuzione di fertilizzanti, e un’applicazione sviluppata per supportare gli agricoltori nella scelta delle cover crop più adatte al proprio areale pedoclimatico e agli obiettivi di sostenibilità e fertilità del suolo.

Sperimentazioni sui 70 ettari dell’Azienda Servadei

Nel pomeriggio la dott.ssa Elisa Marracini e i suoi collaboratori hanno guidato la visita alle parcelle sperimentali dell’Azienda Servadei, illustrando prove e progettualità in corso. L’azienda è descritta come un polo di eccellenza per innovazione e ricerca con vocazione didattica e sperimentale, e ogni fase produttiva è orientata al rispetto ambientale per garantire prodotti tracciabili e a ridotto impatto ambientale.

Le prove in campo mirano a valutare il potenziale di sviluppo di diverse colture erbacee e arboree, con particolare attenzione alle cover crops e alle leguminose; l’effetto di dosi differenziate di concime sulle colture; l’impiego di consociazioni come soia-grano saraceno e orzo-pisello; e la performance di diverse varietà colturali con un focus sul cece. Sono state osservate varietà di cereali tra cui mais, orzo, frumento, triticale, farro e riso, leguminose come cece, veccia, lenticchia, pisello e sulla, e numerose cover crop quali grano saraceno, camelina, senape, rafano e trifoglio, oltre a ricino e canapa.

Durante l’osservazione delle parcelle molti tecnici e agricoltori hanno posto domande e condiviso esperienze, discutendo sia il potenziale agronomico delle specie presentate sia le criticità legate alla loro coltivazione nei diversi contesti pedoclimatici. La giornata si è conclusa con un aperitivo a base di prodotti locali, incluso vino e birra prodotti direttamente dall’azienda agricola sperimentale, a sottolineare il legame con il territorio e la valorizzazione delle eccellenze locali.

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