Cancro al pancreas: IEO identifica eterogeneità e vie di invasione, studio 22 marzo 2024

In breve

  • Il 22 marzo 2024 l'IEO, coordinato da Gioacchino Natoli e Giuseppe Diaferia, ha pubblicato su Cancer Cell risultati sulla complessa eterogeneità del cancro del pancreas.
  • Lo studio, sostenuto da Fondazione AIRC e dal Ministero della Salute, identifica l'invasione dei nervi come principale via di disseminazione metastatica e fonte del forte dolore.
  • Tecnologie di isolamento cellulare, profilazione molecolare, analisi computazionali e intelligenza artificiale permettono di definire l'eterogeneità e orientare strategie terapeutiche mirate.

Il 22 marzo 2024 il Istituto Europeo di Oncologia ha pubblicato risultati su Cancer Cell che svelano meccanismi alla base del cancro del pancreas.

Lo studio è stato coordinato da Gioacchino Natoli e Giuseppe Diaferia, con la collaborazione dell’Istituto Fondazione di Oncologia Molecolare, IFOM, e della Divisione di Chirurgia Pancreatica di Humanitas. La ricerca è stata sostenuta da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e dal Ministero della Salute.

Risultati pubblicati sulla rivista Cancer Cell

I risultati ottenuti dallo studio sono stati appena pubblicati sulla rivista Cancer Cell il 22 marzo 2024. I ricercatori dell’IEO affermano che la ricerca ha svelato il panorama intricato del carcinoma del pancreas, chiarendone le complessità ed evidenziando le sfide che persistono per un suo trattamento efficace. Lo studio indica la possibilità di approcci terapeutici innovativi basati sulla caratterizzazione dell’eterogeneità tumorale. La pubblicazione riporta che la profonda eterogeneità di ogni singolo carcinoma del pancreas contribuisce in maniera sostanziale all’inefficacia dei trattamenti esistenti.

Eterogeneità cellulare e invasione dei nervi nel carcinoma pancreatico

I ricercatori hanno identificato e caratterizzato nei dettagli la profonda eterogeneità presente in ogni tumore pancreatico analizzato. Diaferia sottolinea che la coesistenza in ogni tumore pancreatico di popolazioni di cellule tumorali con diverse caratteristiche morfologiche, ovvero con un aspetto e un’organizzazione differenti, è nota da tempo, e che non si era tuttavia mai riusciti a stabilire l’impatto di questa eterogeneità sul trattamento della malattia. Il gruppo ha utilizzato tecnologie per l’isolamento mirato di piccoli gruppi di cellule tumorali, la loro profilazione molecolare, analisi computazionali e approcci di intelligenza artificiale. Questa combinazione ha permesso di definire l’eterogeneità in modo da renderla un potenziale bersaglio di terapie mirate.

Uno dei principali risultati riguarda l’invasione dei nervi, descritta come via di fuga a bassa resistenza per le cellule tumorali e come principale via di disseminazione metastatica. Lucia Nacci, tra i coautori, spiega che i nervi costituiscono anche la causa dei forti dolori associati alla malattia. I ricercatori hanno osservato una correlazione tra l’attivazione di specifici programmi di espressione genica e l’invasione dei nervi, identificando potenziali meccanismi per interventi terapeutici. Tale correlazione apre la strada a ipotesi di interventi mirati contro i programmi genici che favoriscono la neuroinvasione.

Pierluigi Di Chiaro, primo autore, ha dichiarato: È come se stessimo combattendo contro molteplici avversari contemporaneamente, invece che contro un singolo tumore. Di Chiaro precisa che le diverse condizioni cellulari che si sviluppano in maniera dinamica all’interno dei carcinomi del pancreas richiedono strategie di trattamento combinate e mirate, in grado di intercettare tutte le popolazioni di cellule neoplastiche che compongono ogni singolo tumore. Il lavoro pone le basi per l’identificazione di queste componenti e per la definizione di nuove strategie terapeutiche.

Lo studio segnala anche la possibilità di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per analizzare i preparati istologici: questi strumenti potrebbero contribuire a stabilire la composizione del tumore e a guidare il medico nella scelta della combinazione di farmaci più adeguata a ogni paziente. Natoli conclude che comprendere l’eterogeneità è cruciale per sviluppare strategie terapeutiche efficaci e che, sebbene il lavoro derivi da anni di ottimizzazioni tecnologiche e avanzamenti concettuali, rappresenta solo un punto di partenza per ricerche future tese a offrire nuove speranze ai pazienti.

Lo studio ricorda il contesto epidemiologico: si prevede che il cancro al pancreas diventerà la seconda causa di morte per tumore nel mondo entro il 2030. Il comunicato sottolinea inoltre che il tasso di sopravvivenza a dieci anni per i pazienti con cancro al pancreas è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi cinquanta anni.

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