Questo esempio del 33% dal Portogallo, citato da Greenpeace Italia, ribadisce che la tassazione degli extraprofitti è competenza degli Stati membri e può avvenire ora

In breve

  • La Commissione europea ha confermato che la tassazione degli extraprofitti è competenza degli Stati membri.
  • Greenpeace ricorda il <strong>33%</strong> applicato dal Portogallo e chiede la stessa misura per fossili e armi in Italia.
  • Greenpeace, con Legambiente, WWF, Rete Pace e Disarmo e Sbilanciamoci, ha rinnovato la richiesta a maggio 2026.

Greenpeace Italia denuncia l’inerzia del governo e porta come esempio il 33% introdotto dal Portogallo.

Secondo l’associazione, la Commissione europea ha chiarito che la tassazione degli extraprofitti è competenza degli Stati membri e che questi possono intervenire già ora sulla base delle legislazioni nazionali.

Commissione europea: competenza nazionale confermata

La Commissione europea ha ricordato al governo che, per tassare gli extraprofitti, non serve chiedere il permesso a nessuno, secondo la ricostruzione citata da Greenpeace Italia.

Greenpeace ricorda inoltre che gli Stati membri possono già intervenire in base alle legislazioni nazionali, quindi, a suo avviso, non sussiste più alcun ostacolo europeo all’introduzione di misure nazionali.

Il governo è stato criticato anche per aver inviato una seconda lettera del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sottoscritta con altri cinque Paesi europei, per chiedere un intervento comune a livello Ue; la posizione della Commissione rende per quella strada non necessaria, secondo l’associazione.

Richieste di Greenpeace e alleati nel 2025 e 2026

Greenpeace afferma di aver chiesto la tassazione degli extraprofitti già nella legge di bilancio del 2025.

A maggio 2026, l’associazione, insieme a Legambiente, WWF, Rete Pace e Disarmo e Sbilanciamoci, ha rinnovato la richiesta al governo di tassare non solo i profitti delle aziende fossili ma anche quelli dell’industria bellica.

Chiara Campione, Direttora Esecutiva di Greenpeace Italia, ha commentato: Il piccolo teatro dello scaricabarile su Bruxelles pu finire qui. La Commissione europea ha ricordato al governo una cosa piuttosto semplice: per tassare gli extraprofitti delle aziende fossili e degli armamenti non serve chiedere il permesso a nessuno. Gli strumenti ci sono, la competenza è nazionale e, a questo punto, anche l’alibi europeo è venuto meno. Campione ha aggiunto: Tertium non datur.

Greenpeace sostiene che il governo guidato da Giorgia Meloni possa smettere di spedire lettere a Bruxelles e cominciare a prendere decisioni a Roma e che, se vuole alleggerire il peso delle bollette e finanziare la transizione energetica, debba far contribuire chi in questi anni ha trasformato crisi energetica, instabilità geopolitica e corsa agli armamenti in profitti record. Secondo l’associazione, queste richieste sono finora state ignorate dall’esecutivo.

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