In breve
- La proposta «Oltre gli allevamenti intensivi» è pubblicata alla Camera e ha 21 sottoscrizioni parlamentari.
- Il testo chiede una moratoria sui nuovi allevamenti intensivi, un fondo dedicato e il sostegno alle piccole aziende.
- Le associazioni evidenziano oltre 600 milioni di animali allevati intensivamente e responsabilità su emissioni di ammoniaca.
La proposta di legge Oltre gli allevamenti intensivi. Per una transizione agro-ecologica della zootecnia è stata pubblicata sul sito della Camera dei deputati dopo il vaglio degli uffici legislativi.
Il testo è stato presentato lo scorso febbraio a Montecitorio dalle associazioni Greenpeace Italia, ISDE – Medici per l’ambiente, Lipu, Terra! e WWF Italia, e ora la pubblicazione formale apre la fase di richiesta di calendarizzazione in Parlamento.
21 sottoscrizioni parlamentari
La proposta è stata firmata inizialmente da 15 parlamentari; successivamente si sono aggiunte le firme di Paolo Ciani, Chiara Gribaudo, Marco Lacarra, Patrizia Prestipino, Nadia Romeo e Arturo Scotto, portando il totale a 21 sottoscrizioni.
Le 21 sottoscrizioni provengono da cinque diversi gruppi politici, secondo la documentazione pubblicata dalla Camera dei deputati.
Le associazioni proponenti hanno dichiarato di auspicare la pronta calendarizzazione del testo per la discussione alla ripresa dei lavori parlamentari.
Oltre 600 milioni di animali allevati intensivamente
Il testo ricorda che gli oltre 600 milioni di animali allevati in modo intensivo ogni anno in Italia richiedono grandi quantità di risorse spesso sottratte al consumo diretto umano.
Le associazioni indicano che il sistema zootecnico è responsabile di oltre due terzi delle emissioni nazionali di ammoniaca, con effetti sulla qualità dell’aria e sulla salute umana, in particolare per le emissioni di polveri sottili.
Il documento riporta che due terzi dei cereali commercializzati nell’Unione Europea diventano mangime e che circa il 70% dei terreni agricoli europei è destinato a coltivazioni per l’alimentazione animale, coltivazioni che richiedono enormi quantitativi di acqua.
Le associazioni sottolineano inoltre che il sistema intensivo impatta sulla biodiversità terrestre e acquatica, contribuendo all’eutrofizzazione delle acque; aggiungono che le condizioni di lavoro nel comparto sono spesso dure e precarie.
Misure proposte e riferimenti normativi
La proposta di legge propone una moratoria immediata sull’apertura di nuovi allevamenti intensivi e sull’aumento del numero di animali negli allevamenti esistenti, come misura per frenare l’espansione dei maxi-allevamenti intensivi.
Per sostenere la transizione, il testo prevede un piano di riconversione del comparto finanziato con un fondo dedicato, e il riconoscimento del giusto prezzo ai piccoli produttori per favorire le piccole aziende agricole.
Le associazioni richiamano l’urgenza di questa riconversione alla luce del mancato raggiungimento di target nazionali e europei: citano la Direttiva NEC per la riduzione di ammoniaca e PM2,5, la Direttiva Nitrati, la Direttiva quadro sulle acque e la necessaria implementazione delle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030.
Le proponenti denunciano inoltre iniquità nel sostegno pubblico: secondo il testo l’80% dei fondi europei per l’agricoltura italiana finisce nelle casse del 20% dei beneficiari, un sistema che penalizza le piccole aziende e favorisce le più grandi.
La deputata Eleonora Evi, segretaria di presidenza dell’intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e prima firmataria insieme a Vittoria Brambilla, ha dichiarato che il settore zootecnico consuma molta acqua ed emette gas serra, e che per questo il sistema deve cambiare; per Evi è importante la calendarizzazione della proposta.
Le cinque associazioni hanno annunciato che in autunno organizzeranno nuove iniziative a sostegno della proposta, coinvolgendo enti locali e territori interessati dalle ricadute del modello intensivo.
Il manifesto pubblico e il testo integrale della proposta di legge sono disponibili sul sito della Camera dei deputati, segnalati dalle associazioni come documenti di riferimento per la calendarizzazione e la discussione parlamentare.