In breve
- L’indagine europea ha raccolto oltre 2.300 questionari con circa il 75% di pazienti che presentano sintomi neurologici.
- I sintomi principali segnalati sono cefalea, mialgie ed encefalopatia; sono possibili meccanismi diretti e indiretti, inclusa la coagulazione che può causare ictus.
- Lo studio richiede monitoraggio delle complicanze tardive, percorsi riabilitativi multidisciplinari e un ruolo rafforzato per i neurologi.
Uno studio pubblicato su European Journal of Neurology e coordinato dalla Clinica Neurologica III dell’Ospedale San Paolo ha raccolto più di 2.300 questionari per indagare le manifestazioni neurologiche del COVID-19. La ricerca è stata condotta insieme al Centro di ricerca Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e con i principali centri neurologici europei. I questionari erano composti da 17 domande e sono stati distribuiti ai medici europei impegnati nel fronteggiare la pandemia.
La raccolta dei dati ha mostrato la presenza di sintomi neurologici in circa tre quarti dei pazienti indicati nei questionari. I disturbi principali segnalati includevano cefalea, mialgie e encefalopatia. Il dato numerico, la composizione del questionario e la modalità di distribuzione agli operatori clinici europei sono elementi centrali della ricerca.
European Journal of Neurology: 2.300 questionari
La pubblicazione su European Journal of Neurology riunisce i risultati dell’indagine multicentrica e segnala la frequenza dei sintomi neurologici tra i pazienti con COVID-19. Lo studio specifica che i questionari erano rivolti a medici europei e che la casistica complessiva supera le duemila risposte. I risultati sono presentati come frequenze di sintomi, con circa il 75% di segnalazioni di coinvolgimento neurologico.
La collaborazione ha coinvolto la Clinica Neurologica III dell’Ospedale San Paolo – ASST Santi Paolo e Carlo – e il Centro di ricerca Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano. I ricercatori indicano che i sintomi vanno da disturbi relativamente comuni a manifestazioni più gravi come l’encefalopatia. Il documento sottolinea l’importanza di riconoscere e monitorare queste manifestazioni nell’assistenza clinica.
Alberto Priori: meccanismi neurologici e contatti
Alberto Priori, direttore della Clinica Neurologica III dell’Ospedale San Paolo e professore del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Milano, è tra gli autori dello studio. Priori afferma: “i meccanismi responsabili dell’interessamento neurologico sono molteplici”; la citazione è riportata testualmente dalla fonte. Nel testo Priori specifica che i meccanismi possono essere diretti, con diffusione del virus nel tessuto nervoso, o indiretti, come l’attivazione della coagulazione che pu portare ad ictus.
La fonte riferisce che al Polo Universitario San Paolo è stato identificato con il microscopio elettronico il virus nel tessuto nervoso e i danni tissutali correlati all’infezione. Priori segnala inoltre che in molti pazienti più gravi, dopo la guarigione, si riscontrano alterazioni neurologiche che richiedono monitoraggio. Per contatti lo studio riporta il riferimento: Alberto Priori, Dipartimento di Scienze della Salute, ALBERTO. PRIORI@UNIMI. IT, telefoni 0250323151 e 0250323019.
Lo studio richiama la necessità di valutare le complicanze neurologiche tardive dell’infezione e di predisporre percorsi riabilitativi complessi. I ricercatori indicano che il percorso riabilitativo pu essere lungo e richiedere la collaborazione tra più specialisti. Infine, si sostiene che si apre un nuovo capitolo nei libri di neurologia e che i neurologi potranno avere un ruolo importante nella gestione della pandemia e nei suoi esiti.
Sul foglio dell’origine della nota compaiono anche altre voci di attività scientifica: “Tutti i misteri del sonno nel prossimo Neuro-Nest Seminar” e “Statistical challenges in Big data & Complex systems”. La stessa fonte segnala poi che Sara Sattin ha vinto uno Starting Grant dell’ERC, informazione riportata come avviso all’interno del testo originario.