Questo dossier sulla Giornata Mondiale degli Animali negli Allevamenti che segnala 8,5 milioni di suini ridisegna la discussione su ambiente e salute pubblica in Italia

Interno di allevamento intensivo con recinti e animali ammassati

In breve

  • In Italia si allevano 8,5 milioni di suini, 5,4 milioni di bovini e oltre 500 milioni di avicoli ogni anno.
  • Gli allevamenti intensivi sono responsabili di oltre due terzi delle emissioni di ammoniaca e contribuiscono alle polveri fini, con oltre 45.000 morti premature annue.
  • La proposta di legge "Oltre gli allevamenti intensivi", depositata il 6 marzo 2024 e sostenuta da 23 parlamentari, è ferma in Commissione Agricoltura.

Oggi, per la Giornata Mondiale degli Animali negli Allevamenti, il dossier segnala la presenza in Italia di 8,5 milioni di suini, 5,4 milioni di bovini e oltre 500 milioni di avicoli.

Il testo mette in relazione le condizioni di allevamento con effetti sul benessere animale, sull’ambiente e sulla salute pubblica, e invita a firmare una petizione per bloccare nuovi impianti intensivi e avviare la conversione ecologica di quelli esistenti.

Dati nazionali: 8,5 milioni di suini

Il documento indica che in Italia ogni anno si allevano 8,5 milioni di suini, 5,4 milioni di bovini e oltre 500 milioni di avicoli. Le condizioni descritte sono spazi ristretti, scarsa luce e spesso igiene precaria, citando l’allevamento “La Pellegrina” di Roncoferraro, Mantova, come esempio con maiali rinchiusi e perdite di liquami probabilmente composti da feci e urine. Il testo denuncia lo sfruttamento di milioni di animali in un sistema volto a massimizzare la produzione riducendo i costi per le aziende. Viene ripetuta l’esortazione a fermare gli allevamenti intensivi con appelli alla firma della petizione.

Impatto ambientale: oltre due terzi delle emissioni di ammoniaca

Secondo il materiale, gli allevamenti intensivi in Italia sono responsabili di oltre due terzi delle emissioni di ammoniaca. Il testo attribuisce al settore la seconda causa di formazione di polveri fini, che causano oltre 45.000 morti premature all’anno. La Pianura Padana è indicata come centro del problema, con la Lombardia che ospita il 48% dei suini e il 26% dei bovini nazionali. Il documento segnala inoltre che il 40% dei Comuni lombardi è in zone con grave contaminazione da nitrati e che, per questa contaminazione, l’Italia è sotto procedura d’infrazione dell’Unione Europea e rischia il deferimento alla Corte di Giustizia.

Politiche e proposta: legge “Oltre gli allevamenti intensivi”

Il testo cita come esempio di azione politica la Danimarca, che ha introdotto un blocco di 12 mesi all’apertura di nuovi allevamenti intensivi di suini e all’espansione di quelli esistenti, in attesa di regole per una produzione più sostenibile. Viene presentata la proposta di legge italiana denominata “Oltre gli allevamenti intensivi”, depositata il 6 marzo 2024, sostenuta da 23 parlamentari di cinque forze politiche e da organizzazioni tra cui WWF Italia, ISDE Medici per l’ambiente, Lipu e Terra!. La proposta elenca obiettivi precisi: fermare l’espansione degli allevamenti intensivi, ridurre il numero di animali allevati in Italia, avviare la transizione ecologica degli allevamenti esistenti, sostenere le piccole aziende agricole, tutelare i diritti dei lavoratori del comparto e garantire cibo sano e di qualità a prezzi accessibili. Il testo segnala che la proposta è tuttora ferma in Commissione Agricoltura e chiede al Governo di discuterla e agire per il bene del pianeta, degli animali e della salute delle persone.

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