In breve
- Lo studio dell'Università Normale di Pechino su dati 2001-2020 indica un aumento dell'albedo delle aree senza neve del 2,2%.
- L'incremento di albedo ha ridotto l'energia solare assorbita dalla Terra e ha compensato circa il 60% del riscaldamento da CO2 antropogenica.
- L'aumento di albedo è attribuito a cambiamenti degli ecosistemi, soprattutto nelle regioni tropicali e temperate.
Una ricerca pubblicata su Nature e condotta dall’Università Normale di Pechino ha mostrato che la superficie terrestre ha incrementato il proprio albedo, riflettendo più radiazione solare rispetto al passato.
Lo studio, intitolato “Radiative forcing reduced by early twenty-first century increase in land albedo”, ha analizzato dati satellitari per il periodo 2001-2020 e riporta il DOI 10.1038/s41586-025-08987-z. L’articolo è stato citato da Unifimagazine, la testata online dell’Ateneo fiorentino, e tra i partecipanti figura Giovanni Forzieri, docente di Sviluppo sostenibile e cambiamenti climatici, che ha contribuito allo sviluppo del modello e all’interpretazione dei risultati. I ricercatori hanno quantificato variazioni dell’albedo terrestre e ne hanno valutato l’impatto sul bilancio energetico globale.
Risultati principali: aumento di albedo del 2,2%
I dati mostrano che l’albedo superficiale delle aree senza neve è aumentato del 2,2%, una misura calcolata sui dati satellitari 2001-2020. Questo incremento ha portato a una diminuzione dell’energia solare assorbita dal pianeta, perché la Terra riflette più luce verso lo spazio e trattiene meno calore. Gli autori indicano che l’aumento di riflettanza è legato principalmente a cambiamenti degli ecosistemi, con variazioni nella densità della vegetazione e nella quantità di materiale vegetale non fotosintetico.
Impatto climatico misurato: compensazione del 60% del riscaldamento
Secondo lo studio, il cambiamento di albedo ha avuto un impatto importante sul clima, compensando circa il 60% del riscaldamento causato dalle emissioni antropogeniche di CO2. Giovanni Forzieri dichiara che l’aumento dell’albedo dipende in gran parte dal cambiamento degli ecosistemi che contrastano autonomamente la riduzione dell’albedo dovuta allo scioglimento di ghiacciai e neve. Lo studio precisa che la riduzione di albedo connessa alla perdita di ghiaccio e coperture nevose è significativa, ma è stata bilanciata dagli aumenti di albedo osservati nelle regioni tropicali e temperate.
Gli autori sottolineano che l’effetto di raffreddamento proviene principalmente da aree terrestri senza disboscamento o perdita di copertura vegetale del suolo. La variazione ecologica è descritta come graduale e comprende la riduzione della densità di vegetazione e la modifica della frazione di materiale vegetale non fotosintetico. I ricercatori ritengono che integrare questi processi nei modelli climatici possa migliorare le previsioni e aiutare a pianificare azioni per contrastare il cambiamento climatico, come affermato dal docente del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università fiorentina.
