La vicenda del film apre la riscoperta contemporanea di un autore e mette in luce come pochi minuti di pellicola e fondali dipinti possano ridefinire l’immagine dell’artista

Libri e tavole illustrate di Yambo su un tavolo in luce naturale

In breve

  • Il film del 1910 Un matrimonio interplanetario è considerato il primo film di fantascienza girato in Italia.
  • Il volume Yambo 150, curato da Tozzi, Brunetti e Gadducci, è pubblicato da Felici Editore nel 2026 con 164 pagine e prezzo 20 euro.
  • Nei romanzi come Gli esploratori dell'infinito Yambo combina topoi avventurosi con citazioni scientifiche precise, anticipando temi come l'uso commerciale degli asteroidi.

1910 e Un matrimonio interplanetario introducono l’artista nei primi esperimenti cinematografici di fantascienza in Italia.

Il film muto, composto da pochi minuti di pellicola e fondali dipinti, è citato come il primo esempio di fantascienza girato in Italia e mostra un intreccio sentimentale ambientato nello spazio.

La vicenda del film apre la riscoperta contemporanea di un autore che firmava con lo pseudonimo Yambo.

Enrico Novelli (Yambo), vita e opere principali

Dietro lo pseudonimo Yambo si trova Enrico Novelli, nato a Pisa nel 1874 e morto a Firenze nel 1943.

Figlio dell’attore Ermete Novelli, riconosciuto come maestro di arte drammatica, Enrico svilupp una produzione variegata comprendente romanzi d’avventura e d’anticipazione, racconti, fumetti, illustrazioni, teatro di figura, cinema, giornalismo e divulgazione scientifica.

Tra i titoli citati nelle celebrazioni figurano Gli eroi del Gladiator (1900), La colonia lunare (1908) e Ciuffettino (1940), testi che mescolano fantasia e riferimenti scientifici coevi.

Yambo 150, curatori, mostre e iniziative del 2026

Il volume Yambo 150. L’universo di Yambo tra scienza, avventura e immaginazione è curato da Paolo Tozzi, Francesca Brunetti e Fabio Gadducci.

Il libro è pubblicato da Felici Editore nel 2026, conta 164 pagine e costa 20 euro.

Per il 150 anniversario è stata organizzata una rassegna di eventi: la Biblioteca Marucelliana di Firenze ha esposto autografi, disegni e volumi rari; un ciclo di incontri si è svolto tra la Marucelliana e la biblioteca dell’INAF di Arcetri.

Il MuFant di Torino ha ricollocato Yambo nella storia internazionale del fantastico; a Pisa, Palazzo Blu ha messo in dialogo le tavole originali de Gli esploratori dell’infinito con la graphic novel firmata da Davide La Rosa e Armin Barducci.

Il volume curato da Tozzi, Brunetti e Gadducci raccoglie questi materiali e ricostruisce la giovinezza bohémienne di Novelli tra Firenze, Milano e la Roma umbertina, il rapporto col fumetto e il confronto con l’autore francese Albert Robida.

Il percorso editoriale e museale intende restituire la vastità di una produzione che gli studiosi non sono ancora riusciti a censire per intero.

Gli esploratori dell’infinito, trama e anticipazioni scientifiche

Nel romanzo Gli esploratori dell’infinito Yambo prende spunto da scoperte astronomiche dell’epoca: nel 1898 Carl Gustav Witt e Auguste Charlois scoprirono l’asteroide Eros, che Yambo ribattezza Cupido.

Nel racconto l’asteroide viene catturato dall’atmosfera terrestre e trasformato in veicolo: salgono a bordo un milionario misantropo, Harry Shtarr, e il suo segretario Giorgio, in fuga dalla noia terrestre.

La narrazione include una banda di falsari che impianta una zecca clandestina sull’asteroide, un’esplosione che spinge il corpo celeste su un’orbita ellittica e una traversata fino ai confini del sistema solare con incontri di zoologie impossibili dei mercuriani.

Il romanzo combina topoi tradizionali della letteratura per ragazzi, come il viaggio verniano, l’isola deserta come robinsonata, pirati e mostri, con dettagli tecnici e citazioni di fonti scientifiche contemporanee che Yambo riporta con precisione.

Il testo contiene un elemento oggi riconoscibile come profetico: l’idea di un asteroide agganciato e portato in orbita vicino alla Terra per essere abitato e sfruttato economicamente.

A oltre un secolo di distanza le sonde Hayabusa2 e Osiris-REx hanno riportato sulla Terra campioni dagli asteroidi Ryugu e Bennu, e lo sfruttamento minerario dei piccoli corpi del Sistema solare figura nei piani di agenzie spaziali e soggetti privati.

Paolo Tozzi, ricercatore all’INAF – Osservatorio astrofisico di Arcetri e curatore del volume, ha dichiarato: La nostra scoperta dell’universo di Yambo è nata quasi per caso, nell’ambito di iniziative che intrecciavano astrofisica e cinema muto. Ci siamo trovati di fronte a una produzione sterminata e di sorprendente accuratezza scientifica e tecnologica.

Tozzi ha aggiunto che Yambo cita nozioni astronomiche tratte direttamente dai testi specialistici dell’epoca, menzionando le fonti con precisione e adottando espedienti ironici quando la narrazione lo richiede, un atteggiamento definito intellettuale proprio del vero scienziato.

Il primo incontro di Tozzi con Yambo avvenne consultando una copia di Ciuffettino del 1940 nella biblioteca paterna: da quel momento inizi un’indagine più ampia che Tozzi descrive come un’apertura dell’universo di Yambo come in un big bang.

Gli studiosi sottolineano che Yambo seppe trasferire la stessa libertà di scrittura in romanzo, teatro, cinema, giornalismo, saggio, fumetto e illustrazione, con un successo enorme nel suo tempo.

Secondo Tozzi, oggi la sfida che Yambo lancia è affrontare la complessità contemporanea con leggerezza, mantenendo rigore filologico e riconoscendo il potere della narrazione per generare curiosità scientifica anche in chi parte lontano dalla disciplina.

Non è infine casuale che Umberto Eco, in La misteriosa fiamma della regina Loana, scelga il nome Yambo per il protagonista che ritrova la memoria sfogliando libri e giornalini dell’infanzia, riconoscendo cos Yambo come chiave d’accesso a un immaginario condiviso.

Tag

Lascia un commento