In breve
- Piantare bulbi primaverili entro la fine di settembre e bulbi estivi resistenti in settembre-ottobre.
- Mettere i bulbi a due-tre volte la loro altezza, per esempio un bulbo di 5 cm va a 10-15 cm.
- Usare tre parti di John Innes No 2 più una parte di ghiaia per contenitori duraturi e concimare settimanalmente.
La piantagione dei bulbi a fioritura primaverile e dei bulbi estivi resistenti va eseguita in autunno, con i bulbi teneri estivi messi a dimora in primavera e i bulbi autunnali entro la fine dell’estate. I bulbi primaverili utili per i bordi includono tulipani, narcisi, crocus e giacinti, mentre bulbi estivi come gigli e gladioli offrono fioriture alte e profumate.
Molti bulbi resistenti, tra cui tulipani e narcisi, preferiscono un sito caldo e soleggiato con buon drenaggio perché provengono da aree con estati secche. I bulbi originari di habitat freschi e umidi, come Cardiocrinum, richiedono condizioni da bosco: terreno fresco e ricco di sostanza organica.
Piantare bulbi primaverili entro fine settembre
La raccomandazione è di piantare i bulbi primaverili, come narcisi, crocus e giacinti, preferibilmente entro la fine di settembre. I bulbi estivi resistenti, quali gigli, allium e crocosmia, vanno piantati in settembre e ottobre. I bulbi estivi teneri, inclusi i gladioli, si piantano in prima primavera, mentre i bulbi autunnali, come le nerine, vanno messi a dimora entro la tarda estate.
La maggior parte dei bulbi viene acquistata e piantata quando è secca, in stato dormiente, senza foglie o radici attive: vanno messi a dimora appena possibile perché la fioritura può risultare scarsa se si ritarda o se sono stati conservati a lungo. Verificare lo stato dei bulbi prima di piantarli e scartare quelli molli o con segni di marciume.
Profondità di piantagione: 2-3 volte l’altezza del bulbo
Scavare una buca larga e abbastanza profonda per il bulbo; la regola generale è piantare la maggior parte dei bulbi a due o tre volte la loro altezza. Per esempio, per un bulbo alto 5 cm scavate una buca profonda 10-15 cm e adagiate il bulbo sul fondo con il “naso” rivolto verso l’alto. Lasciare una distanza tra i bulbi almeno doppia rispetto alla larghezza del singolo bulbo.
Sostituire il terreno e compattare delicatamente con il dorso di un rastrello; evitare di calpestare il terreno perché si potrebbero danneggiare i bulbi. Se il terreno è umido o i bulbi sono piantati in autunno, l’annaffiatura non è fondamentale; altrimenti irrigare subito dopo la messa a dimora, preferendo acqua piovana quando possibile.
Per creare un effetto, piantare i bulbi in gruppi di almeno sei: più bulbi sono raggruppati, migliore risulterà la fioritura. Per una resa vistosa generalmente servono dai 25 ai 50 bulbi per area, a seconda della grandezza delle piante e dell’effetto desiderato.
Bulbi in contenitore: substrati, profondità e cure
La maggior parte dei bulbi si presta alla coltivazione in vaso; è ideale per fiori grandi e scenografici come tulipani, gigli, arum e allium. Per bulbi che resteranno in vaso una sola stagione usare tre parti di terriccio multiuso senza torba e una parte di ghiaia o sabbia grossolana.
Per esposizioni durature in contenitore usare tre parti di compost John Innes No 2 senza torba miscelate con una parte di ghiaia. Piantare i bulbi a tre volte la loro altezza e a una distanza di una larghezza di bulbo l’uno dall’altro. Annaffiare una volta dopo la messa a dimora e poi all’occorrenza durante la crescita attiva, mantenendo il compost umido ma non zuppo; ridurre l’acqua quando le foglie iniziano a ingiallire e controllare comunque che i vasi non si secchino totalmente in inverno.
Per favorire una buona fioritura l’anno successivo, concimare ogni sette-dieci giorni con un fertilizzante ad alto contenuto di potassio, per esempio un liquido specifico; iniziare la concimazione non appena compaiono i germogli e sospenderla quando la vegetazione comincia a morire. Se si portano vasi di bulbi resistenti in casa per la fioritura, rimetterli in un luogo riparato all’esterno appena terminata la fioritura.
Problemi, parassiti e soluzioni pratiche
Controllare i bulbi prima della piantagione e scartare quelli molli o con segni di marciume perché sono la principale fonte di problemi. Tra i parassiti da monitorare ci sono lumache e chiocciole, e gli scoiattoli, particolarmente dannosi per tulipani e crocus.
Le malattie segnalate includono virus del narciso, muffa grigia nelle scille e marciume basale nei narcisi; inoltre esistono problemi specifici come il tulip fire e virus del tulipano. Se i bulbi sono stati piantati tardivamente, possono fiorire male il primo anno, per esempio con fusti più corti; tuttavia i bulbi perenni migliorano spesso negli anni successivi.
Bulbi “in the green” e recupero di bulbi dimenticati
Alcune specie, come ranuncoli invernali (winter aconites), bluebells e snowdrops, sono considerate migliori se piantate, spostate o divise “in the green”, cioè quando hanno finito la fioritura ma sono ancora in foglia. Tuttavia molti venditori offrono bulbi secchi che, se sani, possono avere successo in giardino.
Se si è dimenticato di piantare i bulbi e si ritrovano nel capanno o nel bagagliaio, la cosa migliore è metterli a dimora appena possibile; scartare quelli molli o marciati. Alcuni bulbi si conservano più a lungo di altri, per esempio i tulipani hanno conservazione diversa rispetto ai narcisi, quindi la riuscita può essere incerta.
Per chi conta su una fioritura certa è consigliabile integrare con bulbi in vaso acquistati presso il centro giardinaggio. Per aiutare i bulbi ritardatari a recuperare, aggiungere un concime ben bilanciato al momento della piantagione.
